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A Urbino i primi esami Cambridge English per persone non vedenti e ipovedenti

Materiali preparatori creati per l'occasione, innovazioni tecnologiche, procedure modellate sulle esigenze dei singoli candidati e il lavoro di docenti volontari hanno permesso a 16 persone provenienti da tutto il Paese di sostenere le prove per il conseguimento della certificazione linguistica europea

30 novembre 2017

URBINO - Sedici candidati sono stati protagonisti di un evento formativo inedito per il nostro Paese, la prima sessione di esami di Cambridge English in Italia interamente dedicata a persone adulte non vedenti e ipovedenti per il conseguimento della certificazione linguistica europea. Un risultato frutto di un progetto che ha visto coinvolti Cambridge English, la sezione di Pesaro dell'Irifor (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l'Università di Urbino Carlo Bo, che ha ospitato le prove nel Centro linguistico dell'Ateneo. Una collaborazione virtuosa caratterizzata dall'obiettivo di soddisfare le esigenze specifiche di ogni singolo partecipante dalla fase di preparazione dei test a quella del loro svolgimento. 

Da ogni parte d'Italia. I sedici partecipanti alle prove, tenutesi il 17 e il 18 di novembre scorsi, provenivano da ogni parte d'Italia: tra loro c'erano sia lavoratori che studenti della scuola e dell'università, con un'età media di circa 27-28 anni. In nove hanno sostenuto l'esame per il Preliminary English Test (PET), mentre gli altri 7 per il First Certificate in English. I candidati sono stati coadiuvati dall'Irifor nella fase di preparazione delle prove, che si sono svolte anche grazie al contributo del direttore e dei tecnici del Centro linguistico di Ateneo dell'Università di Urbino Carlo Bo e di 18 docenti di lingua inglese del territorio che hanno aderito come volontari al progetto.

Preparazione su misura. La portata innovativa dell'iniziativa si è espressa fin dalla fase in cui i candidati hanno preparato i test, basatasi su un progetto dell'Irifor (finanziato dall'associazione a livello nazionale e che ha utilizzato come sede operativa la sezione di Pesaro dell'ente) coordinato dalla professoressa Eleonora Borromeo, una docente specializzata nell'insegnamento delle lingue straniere a persone affette da disabilità visiva. Il punto di partenza è stata la creazione di un centro linguistico inclusivo (CLI - Centro Linguistico Irifor) rivolto specificatamente a individui con queste particolari esigenze, diretto dalla stessa Borromeo, che innanzitutto ha realizzato i primi materiali per la preparazione dell'esame espressamente dedicati a studenti non vedenti e ipovedenti e non “adattati” a partire da quelli standard. Essi sono stati utilizzati per un corso preparatorio di 6 mesi tenuto attraverso una piattaforma online con una lezione a settimana e al quale hanno preso parte 36 studenti.

 

Modalità personalizzate. Le prove d'esame sono poi state svolte seguendo rigorosamente le procedure previste dall'ufficio “Special Requirements” di Cambridge English: «L'obiettivo di questo regolamento, che è articolato in modo da rispondere alle esigenze specifiche di ogni singolo partecipante - ha spiegato Catherine Farwell, Center Examinations Manager per il Centro Cambridge English di Urbino - è quello di non creare né aiuti né ostacoli ingiustificati per i candidati, per permettere loro di sostenere l'esame in condizioni equivalenti a quelle delle sessioni che seguono le procedure tradizionali». Ciò dal punto concreto ha comportato un tempo di svolgimento pari a circa il doppio rispetto a quello delle prove standard e particolari modalità di formulazione dei relativi materiali che sono stati forniti a ogni studente, seguito in maniera individuale da un insegnante.

Tecnologia e supporto individuale. Ogni candidato ha infatti sostenuto le diverse fasi dell'esame, che prevede prove scritte, orali e di ascolto, in una stanza dedicata e coadiuvato da un singolo docente. In base alle esigenze specifiche dei diversi partecipanti sono state previste differenti modalità di formulazione e fruizione dei materiali, rese possibili da strumenti tecnologici e dal supporto umano. La logica alla base delle varie soluzioni messe in atto è quella di permettere alle persone di affrontare l'esame secondo modalità in linea con quelle con cui avevano svolto la preparazione ai test.

Dalla carta ai software dedicati. Alcuni partecipanti hanno svolto infatti l'esame grazie a materiale cartaceo in cui i testi erano riportati in braille o con caratteri a stampa ingrandita. Altri invece hanno utilizzato un computer dotato di un software che convertiva in braille i testi d'esame (giunti in formato pdf) trasmettendo poi degli impulsi a una tastiera, anch'essa in braille, che permetteva ai partecipanti di fruirli tramite il tatto. Chi invece non si avvaleva del braille ha potuto accedere ai testi d'esame tramite un programma che li “trasformava” in un audio ascoltabile con degli auricolari o tramite la lettura diretta da parte dei docenti che li seguivano, oppure la lettura dai materiali con caratteri stampa ingrandita.

Mission e possibili sviluppi. “Cambridge English è al fianco di chiunque abbia voglia di imparare l’inglese e dimostrare le proprie conoscenze, è un motivo di orgoglio aver supportato l’entusiasmo e la voglia di apprendere di questi candidati», ha sottolineato Roberto Forleo, responsabile Marketing di Cambridge English in Italia. Una visione condivisa anche da Maria Mencarini, consigliere nazionale di Irifor: «Con questo progetto abbiamo rispettato pienamente la mission e lo scopo di Irifor, cioè diffondere la cultura e la formazione per le persone con disabilità visiva”. Considerato il notevole interesse manifestato da candidati non vedenti e ipovedenti, questa dovrebbe essere solo la prima fase di un'iniziativa che potrebbe vedere tra i suoi sviluppi futuri la realizzazione di corsi per docenti che possano poi insegnare nel Centro Linguistico Irifor e la partecipazione a nuove sessioni d'esame Cambridge English nel 2018.

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