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In Accessibilità


Quadro sulla normativa e sulle circolari per l’accessibilità delle spiagge

La normativa e lo stesso ministero competente per il rilascio delle concessioni sulle aree del demanio marino hanno chiarito livelli e condizioni di accessibilità delle spiagge

14 agosto 2019

Le norme definiscono l’ambito di obbligatorietà vigente e i riferimenti tecnico progettuali da adottare ai fini dell’accessibilità delle spiagge/impianti/stabilimenti di balneazione; chiariscono che, sebbene possano esistere delle difficoltà strutturali e ambientali nella realizzazione di soluzioni, l’accesso al mare da parte di persone con disabilità non ha deroghe.
 
Innanzitutto, nel quadro di riferimento generale, per gli stabilimenti balneari/impianti di balneazione vige il rispetto dell’articolo 27 della Legge 118/71- (primo vero provvedimento legislativo sulle barriere architettoniche, dal momento che precedentemente c’erano state solo circolari ministeriali), che prescrive che gli edifici pubblici o aperti al pubblico, anche già costruiti, devono essere tali da consentire l’accesso alle persone con disabilità.
 
Gli impianti di balneazione sono poi specificatamente indicati nella Legge 104/92 all’articolo 23 che richiamando quanto già stabilito dalle leggi vigenti con la Legge 13/89 e DM 236/89 cita, in - Rimozione di ostacoli per l'esercizio di attività sportive, turistiche e ricreative -: “Le concessioni demaniali per gli impianti di balneazione ed i loro rinnovi sono subordinati alla visitabilità degli impianti ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, di attuazione della legge 9 gennaio 1989, n. 13, e all’effettiva possibilità di accesso al mare delle persone handicappate”.
La normativa che regola le concessioni delle aree demaniali e la gestione delle strutture richiama l’applicazione della normativa sull’accessibilità sia per edifici e spazi aperti pubblici e privati aperti al pubblico con la Legge 13/98, il DPR 503/96 e le prescrizioni tecniche del DM 236/89.
 
È inoltre stabilito ai sensi dell’articolo 9 del DL n. 400/1993, - Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime. - (convertito con modificazioni dalla Legge 04 dicembre 1993, n. 494) che: “Ferma restando la norma di cui all'articolo 23, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, laddove esistano obiettive difficoltà strutturali e ambientali, accertate dall’autorità marittima competente, alla predisposizione di specifici accessi da parte di ciascun concessionario, l'accesso al mare da parte dei soggetti handicappati è comunque garantito dalla realizzazione di idonee strutture per tratti orograficamente omogenei di litorale. L'autorità marittima competente individua entro il 31 dicembre 1993 gli stabilimenti balneari più idonei a dotarsi delle strutture di cui al presente comma e promuove l'accordo con tutti i concessionari di stabilimenti balneari che insistono sul medesimo tratto omogeneo di litorale.” Il termine del 31 dicembre 1993 è stato prorogato al 31 dicembre 1995, con il DL n. 535/1996 - Disposizioni urgenti per i settori portuale, marittimo, cantieristico ed armatoriale, nonché interventi per assicurare taluni collegamenti aerei. - (convertito con modificazioni dalla L. 23 dicembre 1996, n. 647) -.
È comunque chiario che il rilascio delle concessioni demaniali è subordinato alla condizione di visitabilità delle strutture e che deve essere garantita la realizzazione di idonee strutture di accesso al mare.
Sono ancora importanti sull’argomento alcune circolari indirizzate alle Autorità Marittime, che concorrono a fornire ulteriori elementi legati alle “regole” concessorie delle aree del demanio marittimo. A emanarle è l’ex Ministero della Marina Mercantile (negli anni le sue competenze sono state divise, attribuite e riassegnate a diversi ministeri. A oggi le sue funzioni sono in carico principalmente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) già a partire dal 1977. Nella circolare n. 170 del 18 novembre di quell’anno, facendo riferimento all’articolo 23 della Legge 118/71, c’è l’invito a favorire le persone con disabilità con “l’obbligo negli atti di concessione ai titolari di stabilimenti balneri ed ai gestori delle spiagge libere di eseguire i lavori necessari per rendere possibile agli handicappati l’accesso agli arenili.”
Nel 1990 con la circolare n. 259 del 23 gennaio con riferimento sia alla Legge 13/89 che al DM 236/89 è dato l’obbligo al concessionario degli stabilimenti di balneazione o comunque strutture connesse alla fruibilità della balneazione di rendere la struttura “visitabile” con anche la predisposizione di un locale igienico e di percorsi orizzontali per l’effettiva possibilità di balneazione.
Nella circolare n. 280 del 15 marzo del 1992, viene richiamata l’applicazione della Legge 104/92, appena emanata. A seguire sulla base dei quesiti posti, in particolare relativi ai regimi concessori delle amministrazioni per gli interventi di superamento delle barriere architettoniche nelle strutture preesistenti, sono fornite precisazioni che non modificano il quanto definito per i livelli di accessibilità delle aree in concessione.
Il quadro è completato con le norme regionali, quando intervenute sulla materia, così come dagli stessi regolamenti comunali, che possono aggiungere ed integrare quanto stabilito dalle norme di primo livello, senza diminuirne l’efficacia.
 
Normativa di riferimento

Documenti di riferimento
Circolari del Ministero della Marina Mercantile
(dal sito web https://adsptirrenocentrale.it/ufficio-demanio/normativa/circolari/)
 
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Immagine tratta da pixabay.com

 
 

di Giuseppina Carella

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