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Quella natura da toccare e annusare

Tra tour dedicati, sentieri in Braille e giardini sensoriali, un sito americano ha mappato i 200 percorsi per non vedenti più belli del mondo. Dall’Australia al Sudafrica, passando per la Cina, un sorprendente giro intorno al globo, che vede la presenza di alcuni itinerari italiani

13 giugno 2019

BOLOGNA - Un sito web americano, “Nature for the blind” , con l’ormai immancabile pagina Facebook, raccoglie oltre 200 percorsi all’aperto fruibili dai non vedenti tra tour dedicati, sentieri facilmente percorribili e giardini sensoriali sparsi in 35 Paesi di tutto il mondo, dall’Australia al Canada passando per l’Asia, l’America Latina e l’Europa, Italia compresa. Fondamentali la volontà e l’impulso di Evan Barnard, un ragazzo da sempre appassionato di natura, che ha iniziato a collaborare con la comunità ipovedente Usa all’età di dodici anni, nel 2010, quando aiutò a risistemare il sentiero Big Pine Braille, nella foresta Marshall, i cui pannelli in rilievo erano stati rubati. Volontario per il Georgia Council of the blind (Consiglio dei ciechi), si è poi adoperato per dar vita al Whispering Woods Braille Trail: corde guida per indicare il percorso, cartelli tattili, nessun ostacolo in cui poter inciampare e la possibilità di accarezzare e annusare alberi e piante sono stati i piccoli trucchi per renderlo accessibile alle persone non vedenti e non solo. Da qui la curiosità di voler capire cosa succedesse al di fuori degli Stati Uniti. Ne parla Michela Trigari, giornalista di Redattore sociale, sulle pagine di SuperAbile Inail.
 
Nature for the blind” e il suo giovane fondatore Evan, che ora studia ecologia all’Università della Georgia, hanno scoperto così che esistono varie esperienze naturalistiche per ciechi nelle parti più disparate del globo. Come per esempio il Touch ‘N’ Smell Garden all’interno dell’Istituto nazionale di ricerca botanica di Lucknow in India, il Giardino sensoriale di Rio de Janeiro in Brasile o il sentiero accessibile a tutti del Parco nazionale di Carara in Costa Rica. C’è perfino un percorso a tema in Braille nel Tennessee, nel Warrior’s State Park di Kingsport, basato sulla serie di libri per ragazzi Le cronache di Narnia: un ottimo svago, nonché un’opportunità educativa, anche per i bambini non vedenti o per le scolaresche.
 
"Il sito web offre la possibilità di godersi l’aria aperta ovunque si viva o si voglia andare in vacanza", ha detto Evan Barnard. "L’obiettivo è quello di consentire alle persone con disabilità visiva di vivere pienamente le meraviglie naturali del nostro pianeta e di promuovere l’importanza di creare esperienze inclusive e sensoriali nei parchi nazionali e nei giardini di tutto il mondo". E Inghilterra e Germania si difendono bene sia a quantità sia sul versante fiori ed erbe aromatiche. I migliori Braille trail sono quelli che dispongono anche di accompagnatori, audioguide, passerelle tattili per fornire la direzione, app per smartphone e, per ogni percorso, il sito indica se sono previsti o meno.
 
Nel nostro Paese naturefortheblind.com segnala due itinerari accessibili ai non vedenti, uno in Trentino Alto Adige e l’altro in Friuli Venezia Giulia: il primo all’interno del parco naturale Puez-Odle, partendo dal parcheggio della malga Zannes in Val di Funes, in provincia di Bolzano, mentre il secondo è il sentiero Pian dei Ciclamini dentro il parco naturale delle Prealpi Giulie, con partenza dall’hotel Ai Ciclamini di Lusevera, in provincia di Udine. Entrambi sono percorribili anche dalle carrozzine. Poi vengono indicati il Giardino sensoriale dell’Orto botanico di Lucca e il Museo tattile e olfattivo dell’Orto botanico di Napoli.
 
MMa non si tratta delle uniche esperienze naturalistiche per ciechi in Italia. Dalla segnaletica in Braille sulle Orobie bergamasche al percorso odoroso del Parco dei Mulini di San Pietro al Tanagro (Salerno), dal giardino sensoriale “Helen Keller” dell’Orto botanico del Salento a Lecce al sentiero tattile del Parco dei Briganti di Santeramo in Colle (Bari), dal percorso per non vedenti del Bioparco di Villa Borghese a Roma al Giardino sensoriale del Polo tattile multimediale di Catania, anche nella nostra Penisola non mancano “sentieri alternativi”.

di Michela Trigari

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