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Vacanza uguale autonomia: ragazzi con sindrome di Down in partenza per un’estate “indipendente”

Inizia la fase “estiva” del progetto per l'inserimento lavorativo “Chi trova un lavoro trova un tesoro”, promosso da Aipd e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Con 16 operatori e 8 volontari, 44 giovani trascorreranno una settimana al mare

10 giugno 2019

ROMA – Diventare autonomi per poter poi andare a lavorare: le vacanze sono ingredienti essenziali nella ricetta dell'autonomia. Per questo, nei mesi estivi 44 giovani con sindrome di Down partiranno per le vacanze estive “indipendenti”, nell'ambito del progetto “Chi trova un lavoro trova un tesoro”, promosso da Aipd (Associazione italiana persone Down) e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Ad accompagnarli, 16 operatori e 8 volontari, che non faranno nulla “al posto loro”, ma tutto insieme a loro, perché imparino e possano “fare da soli”, in un clima di vacanza e relax che favorisca le relazioni e la sperimentazione, mettendo alla prova le competenze acquisite durante il percorso svolto nell'ambito del progetto. I soggiorni estivi concluderanno infatti un anno di corso di educazione all’autonomia fatto di incontri, giornate lunghe e weekend in autonomia, iniziati a settembre 2018. I primi a partire saranno i giovani della sezione di Viterbo; a seguire le sezioni di Milazzo, Belluno e Marsica: tutti trascorreranno le vacanze estive nel mese di giugno in località di mare delle proprie regioni. Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio partiranno invece le sezioni di San Benedetto del Tronto e Latina, mentre ad agosto toccherà alla sezione di Trento. Concluderanno l'estate i giovani della sezione di Napoli, che andranno in vacanza i primi giorni di settembre.
 
Hanno tutti tra i 15 e i 25 anni e per molti di loro è la prima esperienza fuori casa. “Andranno in casa, oppure in bungalow, per una settimana – spiega Francesco Cadelano, uno dei coordinatori del progetto -. La vacanza sarà incentrata sulla gestione autonoma della casa: fare la spesa, cucinare, gestire i propri spazi (camera, armadio) e gli spazi comuni (cucina, sala ecc), pulire. Poi, ovviamente, sarà vacanza: andare al mare, fare tardi la sera, uscire per mangiare un gelato, ballare in qualche discoteca. Insomma 'trasgredire' un po'. Ci saranno anche dei momenti per affrontare discorsi più seri, come l'identità, la sindrome di Down o la sessualità. Per il resto sarà proprio una vacanza estiva a tutti gli effetti, da trascorrere con i propri amici come fanno i loro coetanei”.
 
Le vacanze in autonomia sono una tradizione dei “Percorsi di educazione all’autonomia” di Aipd che sono già stati sperimentati in molti territori e ora vengono vissute anche in queste nuove sedi. “Se durante l’anno i ragazzi hanno imparato a muoversi da soli in strada e a spendere in modo consapevole il proprio denaro, le vacanze sono un’occasione per aggiungere nuove competenze a queste, ma anche per vivere serenamente il distacco dalle proprie famiglie preparandosi così alla futura uscita da casa -dice Anna Contardi, coordinatrice nazionale Aipd -. Diventare grandi e autonomi non vuol dire solo saper fare le cose da grandi, ma prendere consapevolezza che si è grandi: stare un po’ fuori casa da ‘protagonisti’ aiuta in tal senso questi ragazzi”.

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