SuperAbile







La lingua degli alieni: così un “sibling” di 11 anni racconta (in rima) la disabilità

Cortometraggio musicale realizzato da una famiglia: la mamma fotografa, il papà fumettista, i due figli (gemelli) Adriano e Diego. Il primo è il “sibling”, il secondo “l'alieno”. Rime, disegni, canzoni e la partecipazione straordinaria di Pif, per mostrare la disabilità con gli occhi di un bambino

21 dicembre 2017

ROMA - “Là dove molte persone usano la notte per riposare, noi, con le nostre vite, approfittiamo di questi momenti per fermarci e godere di quel silenzio che permette ai nostri pensieri di parlare”: sono le parole che usa Pamela Pompei, mamma “di un bambino e di un Alieno”, per introdurre il video “La lingua degli alieni”, realizzato insieme al figlio Adriano, che racconta in rima, in dieci minuti di immagini, musica e parole, il mondo proprio e del suo fratellino disabile. Un video nato e cresciuto in famiglia, visto che il pensiero e la voce sono di Adriano (11 anni), fratello gemello e “sibling” di Diego, mentre le riprese sono della mamma - “in un'altra vita ero una fotografa ben avviata”, ci dice – e i disegni sono del papà Fabrizio, fumettista di professione. E poi c'è Diego, il fratellino disabile, che però disabile non viene mai definito: questa parola non è mai pronunciata, lascia il posto – audacemente – alla parola “alieno”.
 
Così lo ha definito per primo Adriano, fratello di Diego: “Qualche anno fa – racconta la mamma Pamela - Adriano, prima di addormentarsi, fece una considerazione su suo fratello definendolo un 'alieno', giustificando così il suo modo di essere e quello di tutte le persone come lui che hanno scelto di parlare linguaggi a noi sconosciuti proprio perché noi, semplici esseri umani, non li capissimo e non fossimo mai speciali come loro. La mattina successiva, alzandomi, avevo ancora le sue parole che mi riecheggiavano nella mente...io stessa non avrei mai pensato a vedere il mondo in quest'ottica. Decisi di mettere per iscritto il suo pensiero e ne venne fuori una lunga poesia in rima”.
 
Poteva finire lì, ma non finì: “qualche tempo dopo – continua Pamela - ripresi il foglio ed aggiunsi un ritornello...era diventata una canzone! Allora decisi di coinvolgere i ragazzi del Comitato disabilità a cui appartengo (X municipio) e di imprimere le loro 'voci aliene' nella musica che accompagnava quei versi. Una chitarra, poi una batteria, un piano, delle percussioni, un'armonica ed infine una voce: quella di Adriano!”. Ma mancava ancora qualcosa: mancavano le immagini. Arrivò allora in soccorso Fabrizio Venditti, marito di Pamela e papà dei gemelli, autore delle illustrazioni del video, che è divenuto così un cortometraggio musicale capace di dar vita, tra voci, musica e disegni, al punto di vista di un bambino sulla disabilità. Infine, tocco finale: la partecipazione straordinaria di Pif, che ha prestato la sua voce per introdurre il video.
 
“La lingua degli Alieni” è su YouTube: “donato – precisa Pamela – a chiunque voglia utilizzarlo per proiezioni, sensibilizzazioni, presentazioni. Sottotitolato in quattro lingue ed accessibile alle disabilità sensoriali, sarà presentato nelle scuole per dare a tutti la possibilità di vedere la 'diversità' attraverso gli occhi di un bambino che ne ha fatto la sua quotidianità”. Un bambino che, secondo Pamela, può anche permettersi di chiamare “alieno” il fratello disabile, perché ha dovuto trovare una spiegazione alla disabilità con cui convive da sempre. E per questo crede negli alieni. Tutte le considerazioni riportate nel video appartengono ad Adriano: io l'ho aiutato solo a metterle in rima. Ma il pensiero è tutto suo, con una sofferenza iniziale che è arrivata alla catarsi finale, permettendogli di dire: 'io ringrazio mio fratello, per mostrarmi il suo mondo quant'è bello. Se non avessi avuto lui accanto, non avrei conosciuto l'universo e il suo accanto'”. (cl)

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati