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Tempo e energie per la propria comunità: a Castel di Guido si sperimenta il welfare civile

Concluso il progetto Wel.Com.E. (Welfare for Community Empowerment) che ha coinvolto i cittadini di questa zona rurale del Comune di Roma in tante iniziative di riqualificazione del territorio

21 giugno 2015

ROMA - Aiutare i cittadini del territorio romano di Castel di Guido a riqualificare loro stessi la zona, investendo tempo ed energie in favore della propria comunità. È questo l'obiettivo che si è dato il progetto Wel.Com.E. (Welfare for Community Empowerment), finanziato dalla Fondazione Roma e da poco concluso. "Il progetto - spiega Antonella Sapio, presidente del Centro-studi Voice - si è proposto di attivare un percorso di welfare civile attraverso forme organizzate di gestione civica locale di beni e di servizi. Per far questo abbiamo dovuto, prima di tutto, ricostituire un'identità condivisa, mediando i conflitti che esistono tra le diverse aree di Castel di Guido: le villette della residenza Aurelia, abitate da famiglie benestanti, i caseggiati dell'ex Ente Maremma e il Borgo dell'azienda agricola gestita dal Comune di Roma e, dal dicembre 2014, dalla Regione Lazio. Solo allora si sono create le condizioni per dare spazio alla creatività e alle proposte dei tanti cittadini coinvolti."

Insieme al Centro-studi Voice hanno realizzato il progetto il Ceida-Scuola superiore per la Pubblica amministrazione, l'Università della Tuscia-Dipartimento Dafne, l'Istituto psicoanalitico per la ricerca sociale (Iprs), Labsus-Laboratorio per la sussidiarietà, l'associazione locale "Castel di Guido... e altro". Molte le iniziative realizzate: la costituzione del Laboratorio civico Castel di Guido, un'aggregazione aperta alla partecipazione di tutti i cittadini residenti, impegnata nella riqualificazione del territorio e riconosciuta dal Municipio XIII nel gennaio 2015; la costituzione della associazione di promozione sociale "Castel di Guido Borgo Solidale", che ha realizzato attività di agricoltura civile e sociale presso un terreno privato (azienda agricola Cesarini) con il coinvolgimento degli ospiti della Comunità terapeutica di Castel di Guido della Asl RmE (è in corso attualmente un tentativo di convenzione con la Asl per attività stabili di ortoterapia); l'allestimento, con l'aiuto di un esperto paleontologo, di uno spazio museale con i resti preistorici di un Palaeloxodon Antiquus (Elefante antico), risalenti a 270mila anni fa e rinvenuti abbandonati all'interno dell'azienda agricola di Castel di Guido; la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra scuola e realtà territoriali per scambi associativi e culturali e la realizzazione del laboratorio didattico "Ammappa Castel di Guido" con allievi di quarta e quinta elementare, finalizzato alla elaborazione di mappe cognitivo-emozionali del territorio; una proposta di "Mappa della viabilità" interna all'azienda agricola (percorsi carrabili, cavalcabili, pedonali, ciclabili); l'allestimento dello spettacolo teatrale "L'Altro Primo Maggio", realizzato nel piazzale dell'azienda agricola attraverso il diretto coinvolgimento di contadini e operai dell'azienda steessa, che hanno portato sul palcoscenico pezzi significativi della storia locale.

All'interno del progetto è stato attivato anche un master per "Facilitatore dello sviluppo delle comunità locali" (200 ore di formazione e 300 ore di tirocinio svolto all'interno del progetto) e messo a punto un protocollo sperimentale per lo sviluppo e il lavoro di comunità. I cittadini coinvolti hanno anche prodotto un documento rivolto alle istituzioni locali in cui segnalano le criticità del territorio e dichiarano la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni stesse per la riqualificazione dell'area. "Castel di Guido presenta diversi problemi - nota Sapio - ma anche notevoli potenzialità. Tuttavia, da diversi anni si è verificato un degrado progressivo a causa della disattenzione degli enti locali e di un vissuto di sfiducia e impotenza da parte degli stessi cittadini. Noi con il progetto Wel.Com.E. abbiamo voluto aiutare le persone del territorio a superare questo vissuto: insieme, rafforzando la comunità locale, si possono fare tante piccole, grandi cose". (ap)

(23 giugno 2015)

di d.marsicano

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