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Vaccino e disabilità intellettiva, Aipd e Anffas chiedono indicazioni sul consenso informato

In una lettera congiunta alla presidenza del Consiglio, le due associazioni chiedono una specifica direttiva con indicazioni uniformi per la raccolta del consenso informato, perché non ci siano “dubbi interpretativi”

22 gennaio 2021

ROMA – Garantire l'accesso delle persone con disabilità al vaccino anti-Covid significa anche predisporre le modalità per la raccolta del consenso informato: è quanto evidenziano Anffas e Aipd in una lettera congiunta inviata alla presidenza del Consiglio, in cui chiedono “chiarimenti sulla raccolta del consenso al trattamento vaccinale per persone con sindrome di Down nonché con disabilità intellettiva, con disturbi del neurosviluppo o con disturbi psichiatrici”. In presenza di queste disabilità, infatti, la questione appare particolarmente complessa.
 
Nell’esprimere dunque “apprezzamento per l’impegno dell’Ufficio nazionale per le politiche in favore delle persone con disabilità anche in relazione all’emergenza COVID-19 ed il costante confronto e supporto che si garantisce alle persone con disabilità”, le due associazioni richiamano l’attenzione sulla questione della raccolta del consenso alla vaccinazione, allegando alla stessa lettera la nota “Approfondimento su raccolta del consenso informato da parte delle persone con disabilità intellettiva, con disturbi del neurosviluppo o psichiatrici”.
 
Si legge ancora nella lettera: “Sulle varie questioni che ci sono state segnalate da più parti, abbiamo ritenuto di predisporre la nota di approfondimento allegata che sottoponiamo alla Vostra valutazione con la speranza che la stessa possa essere presa a base per diramare una specifica direttiva o altro documento che si ritenesse più utile o confacente al fine di garantire uniformità di comportamento sull’intero territorio nazionale ed evitare che le persone con disabilità, loro familiari, tutori, curatori, amministratori di sostegno e fiduciari possano trovare impedimenti nell’accesso alla campagna vaccinale con particolare riferimento al delicato aspetto della raccolta del consenso informato, vista anche la particolarità delle disabilità qui rappresentate. Tra l’altro – aggiungono le associazioni - tale necessità ci è stata rappresentata da più parti, inclusi gli operatori sanitari preposti a tali incombenze, non volendo questi incorrere in situazioni che potrebbero involvere in responsabilità di varia natura o dubbi interpretativi. Ciò potrebbe rallentare o impedire l’auspicato agevole accesso alla campagna vaccinale di tutte le persone con disabilità, unitamente ai loro familiari e persone di loro riferimento nei tempi più rapidi possibili”.

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