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Lo sport è bello perché è di tutti

È uscito il numero di ottobre di “SuperAbile Inail”, il mensile sui temi della disabilità pubblicato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

9 ottobre 2020

ROMA – Un reportage sugli atleti con disabilità intellettive e relazionali, un’intervista allo chef in carrozzina Omar Papait, il rapporto della ong Human Rights Watch sulla violenza familiare verso le persone disabili in Messico, il punto di vista di Sheila Zhi Xu, scrittrice sorda americana che vive tra gli Stati Uniti e l’Italia, e un racconto per immagini della quotidianità post lockdown vissuta nei due centri diurni gestiti dalla Fondazione Salernum Anffas. E poi ancora: sport, tempo libero e tanta cultura. È uscito il numero di ottobre di “SuperAbile Inail”, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e consultabile anche online.

Federica, Claudio, David e Alberto sono atleti che gareggiano nelle fila della Fisdir, la Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali. Non tutti sono campioni, eppure ciascuno di loro ha dimostrato di aver vinto la battaglia più importante: quella dell’autonomia e dell’autostima. Quattro storie che raccontano «un mondo molto complesso», spiega Roberto Cavana, delegato regionale della Fisdir Lazio e allenatore della Nazionale di nuoto. «Al momento in Italia ci sono 4.773 atleti tesserati, 340 società e 2.363 tra dirigenti, tecnici e allenatori, e circa un terzo degli atleti pratica il nuoto e l’atletica leggera». Per dodici anni, fino a Londra 2012, gli atleti con disabilità intellettivo-relazionale sono stati esclusi dalle Paralimpiadi, dopo lo scandalo intercorso a Sidney 2000, allorché il giornalista Carlos Ribagorda denunciò la presenza di numerosi atleti normodotati tra le fila della Nazionale spagnola. Da quel giorno molte cose sono cambiate.

Dopo un “fattaccio” bisogna «ripartire subito “a bomba”, per capire fin dove potersi spingere con i propri nuovi limiti e per rimettersi presto in gioco. Anche perché la pagnotta è pur sempre da portare a casa. Omar Papait, classe 1978, un diploma alla scuola alberghiera, ora gestisce l’Osteria veneta “da Piero”, a Mirano, vicino Venezia. Figlio di un cuoco, praticamente è nato in cucina. «Stare tra i fornelli era l’unico modo per vedere il mio papà. E quindi la passione per questo lavoro ce l’ho avuta fin da bambino». Una professione, quella di chef, che ha interrotto solo dopo quell’incidente stradale che dal 2000 lo vede in carrozzina. Poi il ritorno al suo primo amore, che ancora oggi continua a portare avanti nonostante le difficoltà incontrate con la pandemia.

Ma sul numero di ottobre di “SuperAbile Inail” trovano posto anche le sei esperienze di Pollaio sociale realizzate sul modello di quello creato dal centro occupazionale per ragazzi disabili La Tartaruga di Toscanella di Dozza, vicino Bologna, l’abbandono della serie A e la ripartenza dalla B del Santa Lucia Roma, storica formazione del basket in carrozzina, e le visite guidate in Lis a Venezia e dintorni grazie a GoGuide. Spazio poi al Musaba, ovvero l’eredità espositiva dell’artista sordo Nick Spatari, alla rubrica televisiva “A spasso con te” realizza dalla giornalista con sclerosi multipla Fiamma Satta all’interno di “Geo” (Rai3) e a “Rising Phoenix”, la travolgente epopea dello sport paralimpico in un docu-film su Netflix. Senza dimenticare infine le rubriche su app, hi-tech e mondo social, oltre all’ironia irriverente delle strisce di “Fabiola con l’acca”. E come sempre è online la Guida al PDF accessibile, realizzata in collaborazione con la Uici per rendere fruibili alle persone cieche e ipovedenti tutti i numeri del magazine. (mt)

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