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Sordità, si chiude la terza Conferenza nazionale

Organizzate dall'Ente nazionale Sordi, le tre giornate di Napoli hanno fornito, a dieci anni di distanza dall’ultima edizione di Verona, un quadro scientifico aggiornato sulla sordità dal punto di vista medico, riabilitativo, didattico, sociale e assistenziale. Con uno sguardo al futuro

24 febbraio 2020

ROMA - Si è conclusa a Napoli la 3ª Conferenza nazionale sulla sordità, organizzata dall’Ente nazionale sordi con il patrocinio della Regione Campania. In tre giorni di incontri e relazioni, è stato fornito, a dieci anni di distanza dall’ultima edizione di Verona, un quadro scientifico aggiornato sulla sordità, dal punto di vista medio, riabilitativo, didattico, sociale e assistenziale. E si è guardato, naturalmente, al futuro, delineando le nuove prospettive tra progresso scientifico e tutela sociale.  Si è parlato di screening, diagnosi, prevenzione, Lingua dei Segni, bilinguismo bimodale, prospettive riabilitative per i bambini sordi, ricerche genetiche sulla sordità, tecnologie assistive, interventi e ausili, come l’impianto cocleare, le protesi impiantabili e le protesi acustiche, e la possibile convivenza e cooperazione tra IC e lingua dei segni. “Con questa manifestazione - ha commentato il presidente nazionale Ens Giuseppe Petrucci - abbiamo voluto far emergere tutte le sfaccettature della comunità sorda, la complessità e la multidimensionalità della sordità e la necessità di adottare un approccio integrato. Perché la reale inclusione - ha concluso Petrucci - non passa da pregiudizi o inutili antagonismi, ma da una corretta e continua informazione, dal mettere al centro di tutto la persona nella sua unicità e globalità e dal garantire alle cittadine e ai cittadini sordi tutti i percorsi, gli strumenti e le scelte comunicative per crescere in autonomia, autodeterminarsi e realizzare pienamente se stessi”.
 
Tante le autorità che hanno voluto essere presenti per dare il proprio contributo alla manifestazione. Prima dell’inizio dei lavori ci ha tenuto a salutare tutti i presenti il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha dimostrato ancora una volta grande vicinanza alla comunità sorda e alle sue battaglie: "Ci tenevo particolarmente ad essere qui; per affrontare i problemi delle persone con disabilità bisogna avere un sistema di valori e un’idea di società, nella testa e nel cuore, che rispetti in primo luogo le persone più deboli. Il grado di civiltà di una comunità si misura dal modo in cui si riescono ad affrontare questi problemi. Abbiamo già raddoppiato gli investimenti in politiche sociali in questi anni, ma vogliamo fare sempre di più per combattere il disagio sociale; oggi la nostra priorità è l'inserimento lavorativo delle persone sorde”.
 
Durante la sessione mattutina della seconda giornata della Conferenza, invece, è salito sul palco Giuseppe Recinto, consigliere del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in tema di disabilità, che ha parlato del riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana: “È necessaria la collaborazione, il dialogo e il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, dalle associazioni come l’Ens ai tecnici fino ai politici. Iniziative come questa - ha continuato Recinto - sono fondamentali per raggiungere i nostri obiettivi di civiltà e uguaglianza, come il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana. Garantisco la massima determinazione e impegno da parte del Governo per arrivare alla legge che garantirebbe i diritti di cittadinanza delle persone sorde. È necessario un approccio privo di colorazione politica".
 
Presente anche il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi: "Oggi abbiamo davanti a noi una grande sfida, quella di abbattere tutte le barriere che le persone sorde incontrano nello studio e nel lavoro, la piena inclusione passa da qui. Il nostro obiettivo è raggiungere la parità di accesso, non la facilitazione, che permetta agli studenti sordi di raggiungere i massimi livelli di formazione; per far questo potenzieremo nei prossimi mesi gli strumenti di supporto già esistenti nelle nostre università e  investiremo in strumenti didattici innovativi. Inoltre, di concerto con il Ministero della Salute, vogliamo rivedere i percorsi di laurea per professioni sanitarie per aggiornarle all'uso delle nuove tecnologie e competenze. Garantisco - ha concluso il ministro - il massimo impegno su questo tema da parte mia, del governo e del presidente Giuseppe Conte; fondamentale il dialogo con tutte le parti coinvolte, come stiamo facendo in questa occasione con l’Ens, per arrivare al migliore risultato possibile, per il bene comune".
 
All’ultima sessione della Conferenza ha preso parte anche l’Ono Augusta Montaruoli, prima firmataria dell’ennesima proposta di legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana: “Sono qui per studiare, raccogliere spunti e portarli alla Camera dei deputati, a marzo è previsto l'inizio delle audizioni. È necessario un cambio culturale e una nuova sensibilità per andare oltre i pregiudizi ed arrivare a una legge di civiltà. La lingua dei segni è un diritto e un supporto incredibile che non metterà mai ostacolo ai progressi della medicina; io lo so perché ho vissuto la sordità in famiglia, ma il Parlamento no".

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