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Milano, Comune ricorre al Consiglio di Stato. Ledha: “Mesi di confronto e nessuno ci ha avvisati”

Il Tar dichiara illegittima una delibera sull'uso dei risparmi privati di disabili e famiglie fino a 5 mila euro, perché contraria alla normativa nazionale sull'Isee. Il Comune presenta ricorso a scadenza dei termini. Morali (Ledha Milano): “Non abbiamo mai detto 'gratis per tutti' ma siamo interdetti: l'assessorato discuteva con noi mentre la giunta votava il ricorso”

24 luglio 2018

MILANO – Nessuna “guerra santa” o “di posizione” contro il Comune, afferma Roberto Morali, direttore di Ledha Milano. Ma dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità emerge “tanto stupore” per il comportamento tenuto dalla giunta Sala e dall'assessorato alle politiche sociali milanesi di Pierfrancesco Majorino, dopo che è spuntata la notizia di un ricorso al Consiglio di Stato contro la precedete decisione del Tar che li aveva visti soccombere. L'oggetto del contendere? Una delibera del dicembre 2015 relativa a spese per assistenza e servizi di residenzialità per i disabili. Un testo con cui il Comune di Milano chiede a persone con disabilità e ai loro familiari di dare fondo ai propri risparmi “fino a che queste risorse, impiegate per il sostegno all'utente in forma privata, non si saranno ridotte all'importo di 5mila euro”, prima che l'amministrazione comunale intervenga con l'erogazione dei propri servizi sociali e socio-sanitari.
 
Delibera che è stata ritenuta illegittima dal Tar Lombardia a gennaio 2018, dopo il ricorso presentato da una giovane con disabilità, il suo amministratore di sostegno, Ledha Milano e Anfass Milano. Illegittima, perché in contrasto con la normativa nazionale e regionale, che prevedono come accesso e compartecipazione ai costi delle prestazioni socio-sanitarie siano già regolamentati sulla base dell'Isee e “deve quindi escludersi che il reddito dell’assistito ai fini dell’accesso e ai fini della determinazione della compartecipazione alla spesa possa essere definito dal Comune avendo per oggetto elementi diversi”. Il 12 luglio, il Comune di Milano ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione dei giudici amministrativi lombardi. “Lo abbiamo appreso da terze persone, da avvocati – spiega Morali di Ledha Milano –. Ma in questi mesi di dialogo e confronto nessun rappresentante del Comune ha mai espresso l'intenzione di presentare ricorso”, nonostante una fitta agenda di incontri al Tavolo permanente sulla disabilità, l'ultimo dei quali il 18 luglio.
 
A infastidire ulteriormente Ledha anche la scelta dei tempi: “Un appello presentato a ridosso delle scadenze”, dice Roberto Morali. “Il fatto che la Giunta comunale abbia votato a favore del ricorso mentre l’assessorato alle politiche sociali discuteva con noi ci lascia interdetti” si legge in una nota dell'associazione. “La nostra posizione non è mai stata 'gratis per tutti', vogliamo un meccanismo equo, rispettoso e che porti a pagare il giusto, perché sappiamo che questa sentenza ha un peso negativo sulle casse del Comune”. Ma, chiude il direttore di Ledha Milano, “quello che vogliamo adesso è una posizione chiara anche per rasserenare le famiglie. Ci farebbe piacere sapere se siamo seduti allo stesso tavolo o no”. (Francesco Floris)

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