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Disabilità, verso un tavolo di lavoro tra ministero e associazioni

Ieri il ministro Fontana e il sottosegretario Zoccano hanno incontrato il presidente e una delegazione della Fand. Le associazioni hanno presentato una “Piattaforma delle rivendicazioni”, il ministero ha proposto un tavolo con tutte le organizzazioni. Bettoni: “C'è voglia di lavorare insieme sul concreto, entrando nelle nostre realtà”

20 giugno 2018

ROMA - Un tavolo di confronto tra ministero e associazioni della disabilità: è questa la proposta proposta che ha lanciato il ministro della Famiglia e delle Disabilità, Lorenzo Fontana, incontrando ieri mattina al ministero, insieme al Sottosegretario Vincenzo Zoccano, alcuni rappresentanti della Fand (Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili), tra cui il presidente Franco Bettoni.
 
Ascolto e incontro. “La prima fase di questo ministero, costituito per la prima volta nella storia, sarà dedicata all’ascolto e l’incontro – ha detto il ministro - Ogni legge e ogni azione dovrà partire dalla quotidianità delle persone che vivono la disabilità, affinché ogni intervento abbia la massima efficacia. Per dare risposte è fondamentale capire le esigenze, a partire da quelle più concrete”. “Quello di oggi - ha precisato - è stato un primo incontro, in cui si sono già abbozzate le priorità, e a cui faranno seguito successivi appuntamenti, anche con le altre rappresentanze, che ovviamente inviteremo al tavolo”.
 
Un “documento di legislatura”. Il Sottosegretario Zoccano - già presidente del Fid (Forum italiano sulla disabilità), consigliere nazionale dell’Uici (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e presidente della Consulta delle associazioni di persone disabili e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia - ha sottolineato come l'incontro di ieri rappresenti “l’avvio di una collaborazione importante”, rimarcando che “il nostro faro è la Convenzione Onu sulla disabilità”. L’obiettivo, a questo riguardo - ha evidenziato Zoccano - è “dare piena compiutezza alla ratifica della Convenzione, avvenuta con la legge 18 del 2009”. La proposta del Sottosegretario è quella di sottoscrivere un “documento di legislatura che possa aiutarci, d’intesa col legislatore, a dare nuovo impulso ai diritti delle persone con disabilità e alle rispettive famiglie”.
 
Potenzialità del dicastero. Il presidente della Fand Bettoni ha rimarcato “l’importanza di un ministero della disabilità”, come “interlocutore deputato ad affrontare temi fino ad oggi frammentati tra competenze differenti”, si è detto “ottimista sulle potenzialità del dicastero” e ha garantito la “piena collaborazione di tutta la federazione per portare avanti le esigenze delle persone con disabilità”.
 
Le 10 priorità. La Fand ha inoltre presentato al ministero una “una piattaforma rivendicativa che tocca i temi comuni alle diverse categorie di disabili”, che costituisca la base del confronto con le istituzioni. Dieci le “rivendicazioni” contenute nel documento. La prima è la “piena attuazione del Programma di azione biennale. “Considerato l’insediamento del nuovo Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità - si legge nel documento – la Fand auspica una rapida ripresa dei lavori del nuovo Osservatorio tramite l’avvio dei gruppi di lavoro che saranno chiamati a monitorare l’attuazione del programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità”. Secondo punto, il “rafforzamento dei Fondi per le politiche sociali e la non autosufficienza”; terzo, la “semplificazione del sistema di accertamento della disabilità, superamento della concezione puramente medico legale ai fini di una valutazione multidimensionale della disabilità”.
 
La quarta “rivendicazione” riguarda l'inclusione lavorativa e chiede la “piena operatività della legge 68/1999 in materia di diritto al lavoro dei disabili”. Per la Fand, infatti, “il collocamento mirato ha rappresentato un grande passo avanti, ma ad oggi sono ancora troppi i disabili che non riescono a trovare un'occupazione tramite i meccanismi del collocamento mirato”. Per questo, “sarebbe auspicabile che il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali procedesse quanto prima all’emanazione delle Linee guida per il funzionamento dei servizi del collocamento mirato, che lo stesso D. Lg.s 151/2015 ha previsto e su cui anche l’Osservatorio nazionale sulla disabilità ha tanto lavorato”. Sempre sul tema lavoro, ricorda la Fand che “ancora si attende con ansia la pubblicazione effettiva dell’VIII Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge sul collocamento mirato, strumento fondamentale per comprendere il reale funzionamento della legge”.
 
Le altre richieste della Fand riguardano, nell'ordine: la “garanzia di un adeguato sostegno economico della persona nelle forme previste dalla legge per ogni tipo di disabilità”; il rapido “aggiornamento del nomenclatore tariffario, ormai inadeguato a fornire ai disabili prestazioni adeguate al progresso tecnico e scientifico”; il miglioramento dell'accessibilità, sia tramite “l'abbattimento delle barriere architettoniche, fisiche, sensoriali e culturali che impediscono alla persona disabile una piena partecipazione alla vita sociale”, sia garantendo a tutti l'accesso a “ogni bene o servizio, alla comunicazione e all’informazione”. In particolare, per quanto riguarda le disabilità sensoriali, Fand ricorda che “finalmente il 3 ottobre 2017 è stata approvata dal Senato la proposta di legge quadro per il riconoscimento della Lis: ora si attende che quello stesso disegno di legge rubricato alla Camera con il numero AC 4679 venga approvato quanto prima”.
 
Il diritto alla mobilità è un'altra delle priorità indicate dalla Fand: “i diritti delle persone con disabilità nel trasporto e nella guida – ricorda in proposito la Fand - sono ad oggi sanciti da norme e regolamenti europei che intervengono in maniera cogente affinché gli Stati e le Istituzioni deputate e competenti li applichino puntualmente”. Tuttavia esiste in Italia quella che la Fand definisce “un’inorganicità diffusa sui territori, rispetto ad esempio ai livelli di accessibilità della città, dei servizi di trasporto, della viabilità e sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità. In netta controtendenza abbiamo, invece, un settore, quello del trasporto aereo, che grazie all’Enac quale unico organismo nazionale di vigilanza e controllo, può vantare livelli standard di accessibilità e servizi dedicati ai passeggeri a ridotta mobilità”. Fand chiede dunque che, tramite “la condivisione di buone pratiche, anche a costo zero, la Pubblica Amministrazione possa contribuire sensibilmente ad un miglioramento dell’autonomia e della qualità di vita dei cittadini con disabilità e delle comunità tutte”.
 
L'ultima richiesta riguarda la “tutela del diritto allo studio, anche valorizzando le scuole specializzate favorendone la frequentazione per quelle famiglie che ne facciano richiesta”. Per quanto riguarda la Buona scuola, “soprattutto per l’applicazione congruente ed operativa delle norme relative all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità”, Fand ritiene necessario e chiede “un costruttivo e costante confronto anche con la Fand, presente nei gruppi di lavoro costituiti in seno all’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, cui sono attribuite competenze rilevanti ed articolate in termini di monitoraggio e proposta, ma che ha anche il compito di delineare strumenti di progettazione educativa e personale”.
 
Sugli esiti dell'incontro e le prospettive di lavoro, è fiducioso il presidente della Fand Franco Bettoni: “Nel saluto iniziale – ci riferisce - ho visto da parte del ministro Fontana e del sottosegretario Zoccano la disponibilità a parlare con le associazioni e anche la competenza sui temi: c'è la voglia di lavorare nel concreto, venendo anche all'interno delle nostre realtà associative. Abbiamo percepito questa attenzione nei nostri confronti, che si concretizzerà nella formazione di un tavolo continuo e diretto tra questo ministero e tutte le associazioni. Noi saremo lì per pungolare, lavorare, collaborare e mettere in campo tutte le azioni per fare in modo che la Convenzione Onu sia attuata in tutti i suoi capitoli. Avevamo chiesto questo incontro subito dopo l'istituzione del ministero e ci è stato tempestivamente accordato: ora penso proprio che anche le altre associazioni saranno convocate e invitate a partecipare al tavolo”. (cl)

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