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È nata Athletica Vaticana, la prima associazione sportiva costituita nella Santa Sede

La società è affidata alla Fidal e ha stipulato con la Fispes un protocollo d’intesa. Il cardinal Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura: “La meta non è riuscire a prevalere sull’altro ma avere una meta da raggiungere e un compito”

11 gennaio 2019

ROMA - Si chiama Athletica Vaticana ed è la prima associazione sportiva costituita nella Santa Sede. Giovedì 10 gennaio, presso la sala stampa del Vaticano, in via della Conciliazione, si è svolta la cerimonia di presentazione della neo nata società. La società è affidata alla Fidal e ha stipulato con la Fispes (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), nel dicembre del 2018, un protocollo d’intesa per contribuire insieme a un cambiamento di mentalità di fronte ai temi della disabilità attraverso lo sport.
 
Un traguardo reso possibile, quindi, grazie all’accordo bilaterale con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e con il Comitato Italiano Paralimpico, testimoniato dalla presenza dei Presidenti Giovanni Malagò e Luca Pancalli, che hanno affiancato, durante la cerimonia, il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Monsignor Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura e Presidente di Athletica Vaticana, Michela Ciprietti, Rappresentante di Athletica Vaticana. Importante anche la partecipazione alla cerimonia del mondo sportivo paralimpico, con la presenza della giovane cestista Sara Bargetto e degli azzurri di atletica paralimpica Giuseppe Campoccio e Gastaldi, rispettivamente oro nel peso F33 (categoria cerebrolesione) e bronzo negli 800 T53 (categoria paraplegia) agli Europei di Berlino.
 
“Oggi assistiamo a un pezzo di storia – ha esordito il Presidente del CIP, Luca Pancalli – veder nascere l’Athletica Vaticana è qualcosa che merita attenzione a livello universale e, come membro del board dell’International Paralympic Committe, mi farò cura di segnalare questa novità, che rappresenta qualcosa di straordinario. La vicinanza del Cardinal Ravasi e del Vaticano al mondo paralimpico è ormai consuetudinaria e questo onora il movimento che rappresento – ha sottolineato – il nostro obiettivo non è soltanto quello di dare speranza e di coltivare pare opportunità nell’accesso alla pratica sportiva ma è anche l’ambizione di cambiare la cultura del nostro Paese attraverso lo sport. Stiamo cambiando la percezione della disabilità e aiutando tutti quei ragazzi abili ad avere una comprensione del valore della diversità intesa come risorsa: quella diversità, se messa nelle condizioni di essere espressa, diventa risorsa per tutti”.
 
“L’Athletica Vaticana non solo rappresenta una novità nel panorama sportivo ma altresì una risorsa in più – ha spiegato ancora Pancalli - un giocatore in più in quel rettangolo di gioco dove il mondo paralimpico sta giocando per far crescere tanti atleti in erba e far sognare loro le Paralimpiadi, il tutto sempre con l’obiettivo di determinare una rivoluzione culturale che mi auguro avvenga nel nostro Paese e, possibilmente, in tutto il mondo”.
 
“La meta non è riuscire a prevalere sull’altro ma avere una meta da raggiungere e un compito”, ha sottolineato il Cardinale Ravasi, che poi ha spiegato, a proposito di paralimpismo, il significato del termine ‘para’: “E’ un termine che deriva dal greco e significa stare a fianco e quindi olimpici e paralimpici, con fisionomie diverse, raggiungono la stessa meta. Le Olimpiadi sono un sogno – ha dichiarato infine monsignor Sanchez - ma non a breve termine”.
 
L’esordio dell’Athletica Vaticana è previsto per il prossimo 20 gennaio a Roma, in occasione de ‘La Corsa di Miguel’, gara podistica di atletica leggera che si svolge ogni anno nella capitale e intitolata alla memoria di Miguel Benacio Sanchez, giovane corridore argentino ucciso durante la dittatura dei generali del 1976-1983. (a cura del Cip)

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