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Sindrome da lavoro precario curata da... psicologi precari

Stress, ansia, insonnia, disistima: a Milano, 37 mila persone soffrono la "sindrome da lavoro precario". "Ma i terapeuti che dovrebbero curarli spesso sono a loro volta precari", denuncia l'Ordine lombardo degli psicologi

3 marzo 2010

MILANO - Stress, ansia, insonnia, disistima: sono i sintomi della "sindrome da lavoro precario". A Milano ne soffrono oltre 37mila persone, quasi l'80% dei 47mila lavoratori con un contratto a termine che, a causa della mancanza di sicurezza nel proprio lavoro e nel rinnovo del proprio contratto, si gettano in un'attività frenetica e tutta tesa a scongiurare la perdita del lavoro. Persone che richiederebbero l'intervento, sia preventivo che curativo, di psicologi e psicoterapeuti. Professionisti che "per paradosso, sono colpiti dal precariato, fenomeno trasversale a tutte le categorie", dicono dall'Ordine degli psicologi della Lombardia. Un esempio indicativo arriva dall'Asl Città di Milano, dove attualmente ci sono circa 100 psicologi precari in attesa di certezze sul proprio contratto: "Ciò mette a forte rischio i servizi socio-sanitari con funzione di prevenzione e cura psicologica sul territorio cittadino -dicono dall'Ordine- e limita fortemente le risorse a disposizione dei cittadini in settori delicati ed importanti quali l'assistenza ai minori e alle famiglie, nonché gli interventi nel campo delle dipendenze e del settore penitenziario".

"La situazione del lavoro precario desta forti preoccupazioni sia per quanto riguarda i cittadini, colpiti in tutte le fasce sociali, sia per quanto riguarda la nostra stessa categoria, dal momento che il fenomeno interessa gran parte degli psicologi al di sotto dei 45 anni -dice Mauro Grimoldi, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, che aggiunge-: vogliamo dare un segnale molto forte a tutti e intendiamo dedicare gran parte della nostra attività istituzionale a favorire ogni soluzione per risolvere questo vasto problema. In particolare, stiamo contattando vari enti per favorire la presenza dello psicologo/psicoterapeuta nelle aziende e per attivarla a favore dei lavoratori autonomi, in particolare tramite convenzioni con le associazioni di dirigenti e anche con la Camera del Lavoro di Milano". Secondo un'indagine svolta da Gfk Eurisko per conto dell'Ordine degli psicologi della Lombardia, nel 2007/2008 il 14% delle aziende lombarde (circa 4mila) ha utilizzato a qualche titolo gli psicologi e che oltre il 20% (circa 6mila aziende) si dichiara interessato o propenso a ricorrere alle prestazioni degli psicologi nel prossimo futuro. Il ricorso allo psicologo ha dato luogo a valutazioni positive di utilità nel 90% dei casi.

L'Ordine degli Psicologi della Lombardia conta 12.319 iscritti, di cui il 40% è anche psicoterapeuta (dati al dicembre 2009). Circa l'80% degli psicologi lombardi sono donne e oltre il 50% lavora a Milano e provincia, il 67% del totale ha meno di 45 anni. "Il nostro obiettivo anche quello di favorire con ogni mezzo normativo ed operativo a nostra disposizione la stabilità occupazionale degli oltre 12.300 psicologi e psicoterapeuti  iscritti in Lombardia", ha detto Carlotta Longhi, segretario dell'Ordine. Info: www.opl.it (ar)

(5 marzo 2010)

di d.marsicano

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