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Sentenza della Corte Costituzionale n. 107, 16 Aprile 2012 - indennizzo Morbillo Parotite Rosolia

In base a quanto stabilito dalla Sentenza quindi, le persone affette da complicanze di tipo irreversibile derivanti dalla somministrazione del vaccino "Morbillo Parotite Rosolia" (MPR) potranno - ora - presentare la domanda di indennizzo, ai sensi della Legge n. 210/92

4 luglio 2012

Importante Sentenza della Corte Costituzionale


Il 26 Aprile scorso è stata depositata, presso la Cancelleria del Palazzo della Consulta, la Sentenza della Corte Costituzionale n. 107, emessa il 16 Aprile 2012.

La Sentenza sancisce l'illegittimità costituzionale dell'Articolo 1, comma 1, della Legge 25 Febbraio 1992. n. 210 ("Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati"), «[...] nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia.».

In base a quanto stabilito dalla Sentenza quindi, le persone affette da complicanze di tipo irreversibile derivanti dalla somministrazione del vaccino "Morbillo Parotite Rosolia" (MPR) potranno - ora - presentare la domanda di indennizzo, ai sensi della Legge n. 210/92.

Tale possibilità era loro preclusa in precedenza in quanto la vaccinazione con l'MPR non era compresa (e non lo è tutt'ora) tra quelle ritenute obbligatorie dalle diverse norme in materia, che si sono succedute nel tempo, ma risulta tra le «vaccinazioni raccomandate», sul Sito web ufficiale del Ministero della Salute (www.salute.gov.it) , «raccomandazione» che tiene conto anche di quanto stabilito dal Decreto Ministeriale 7 Aprile 1999 ("Nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l'età evolutiva").

La Suprema Corte ha argomentato la propria decisione ricordando le numerose Campagne pro-vaccinazione con l'MPR lanciate nei decenni scorsi dagli Organismi sanitari pubblici, le quali hanno contribuito in molti casi - a giudizio della Corte stessa - a creare nei cittadini, anche al di là dei propri convincimenti personali, la volontà di accogliere positivamente l'invito alla vaccinazione, basata anche sulla fiducia verso gli Organi statali che la «raccomandavano».

La Corte ha, nel contempo, ribadito che - alla luce del principio costituzionale della solidarietà sociale - definito nella Sentenza come "irrinunciabile", - se la collettività riceve un vantaggio - per tutti - dal comportamento virtuoso dei suoi cittadini sia normale ritenere che la comunità stessa debba assumersi l'onere di compensare il sacrificio di quei cittadini se esso ha portato un danno irreversibile alla loro salute, attraverso la forma prevista dalla Legge 210/92, che non si configura come un risarcimento del danno, essendo di natura indennitaria e non risarcitoria.

Questioni legate alla domanda
Ricordiamo che la domanda per l'indennizzo ex Legge n.210/92 va presentata - corredata della documentazione richiesta - alla ASL di residenza della persona malata, tranne che per le persone interessate residenti nelle seguenti Regioni a Statuto Speciale: Valle D'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Sicilia, le quali devono presentare la domanda direttamente al Ministero della Salute (Viale Giorgio Ribotta, 5 - 00144 - Roma).


Va precisato che - non avendo le Sentenze della Corte Costituzionale valore retroattivo -. la decorrenza dell'eventuale beneficio economico, se concesso, sarà calcolata a partire dalla data del deposito, presso la Cancelleria del Palazzo della Consulta, della Sentenza stessa (26 Aprile 2012).


L'Articolo 3, comma 1 della Legge n. 210/92, fissa un termine di decadenza triennale per la presentazione della domanda di indennizzo per danno da vaccinazioni obbligatorie.

Al riguardo, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha costantemente argomentato, nelle sue Sentenze, che tale termine triennale decorre non dalla data della manifestazione del danno - come sostenuto nell'Articolo 3, comma 1 , della Legge - ma da quella della piena conoscenza del danno stesso da parte del richiedente .

Ancora, è utile ricordare che l'avere presentato domanda di indennizzo - ai sensi e per gli effetti della legge n. 210/92 - non preclude al richiedente la possibilità di presentare al Giudice competente (Magistratura del lavoro) Ricorso giurisdizionale per il risarcimento del danno patito, ai sensi dell'Articolo 2043 del Codice civile.

02 Luglio 2012

di a.vitale

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