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I medici a Speranza: “Vaccini sulla base dell’indice di vulnerabilità, anche su nostre indicazioni”

L’andamento a macchia di leopardo delle regioni nello stabilire le diverse priorità nelle categorie da vaccinare ha aperto un dibattito in cui i medici di medicina generale, le prime sentinelle della salute dei cittadini, intendono porre un punto di riferimento

9 marzo 2021

ROMA - L’andamento a macchia di leopardo delle regioni nello stabilire le diverse priorità nelle categorie da vaccinare ha aperto un dibattito in cui i Medici di Medicina Generale, le prime sentinelle della salute dei cittadini, intendono porre un punto di riferimento. Secondo la SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, infatti, ad avere la priorità devono essere i pazienti individuati attraverso il cosiddetto “Indice di Vulnerabilità per Covid-19”.

“Riteniamo che debba essere data immediata priorità nel piano vaccinale per Covid-19 ai pazienti affetti da una o più patologie croniche sulla base del calcolo del cosiddetto ‘Indice di Vulnerabilità per Covid-19’ – sottolinea il Claudio Cricelli, presidente SIMG –. Questo parametro fa riferimento non ad una generica ‘Fragilità’ ponderata per età, sesso e patologie intercorrenti, ma valuta più nello specifico la ‘vulnerabilità’ per Covid-19, cioè il rischio reale rispetto a questa patologia. Questo calcolo può essere facilmente eseguito dai Medici di famiglia sulla base delle cartelle cliniche aggiornate regolarmente per ogni paziente. La correlazione tra il dato dell’età e le patologie croniche con grave impatto sulla vulnerabilità e la mortalità per Covid-19 è ormai universalmente studiata, conosciuta e accettata. La pandemia ha mostrato come tali patologie rappresentino oggi uno straordinario micidiale fattore di rischio nell’aumentare la mortalità in chi è affetto da Sars-CoV-2”.

La lettera dei medici al ministro Speranza

La proposta di rivedere i criteri di assegnazione nelle priorità su base nazionale è stata espressa in una lettera inviata dal Prof. Cricelli al Ministro della Salute Roberto Speranza e per conoscenza al Prof. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, al Prof. Gianni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, al Dott. Andrea Urbani, Direttore Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, al Prof. Giorgio Palù, Presidente Aifa, al Dott. Nicola Magrini, Direttore Generale AIFA, al Prof. Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, al Prof. Walter Ricciardi, Consigliere Personale del Ministro della Salute e al dott. Domenico Mantoan, Direttore Generale di Agenas.

In allegato alla lettera, il Prof. Cricelli ha esposto dettagliatamente i dati analitici del Rapporto della SIMG e dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dai quali si evince la quantità e la qualità delle conoscenze e delle numeriche di dettaglio associate alle singole patologie croniche ed alle multimorbilità, fattori che moltiplicano il rischio di fragilità generale ed in particolare il rischio di vulnerabilità per Covid-19.

“Ai Medici di Medicina Generale del nostro Paese è affidato il maggior onere della presa in carico di tali cittadini, insieme fragili e vulnerabili – evidenzia Cricelli -. E’ evidente che la maggiore protezione vaccinale contro il Covid-19 vada riservata a questi pazienti attraverso una valutazione sapiente e ponderata dell’Indice di Vulnerabilità per Covid-19”.

Nell’ambito della stessa lettera, Cricelli interviene anche sulle malattie croniche. “Poiché alcune malattie croniche costituiscono un gigantesco fattore di rischio per Covid-19, è indispensabile che sia immediatamente consentito anche ai Medici di famiglia di poter utilizzare e prescrivere tutte le risorse terapeutiche e tutti i farmaci per patologie come diabete e BPCO, sinora riservati alla prescrizione da parte degli specialisti. Tutti i cittadini affetti da malattie croniche hanno il diritto di avere accesso attraverso il loro MMG a farmaci e terapie indispensabili per la buona cura delle cronicità, oggi ancor più rilevanti in quanto fortemente protettive contro il Covid”, conclude Cricelli.

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