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Cambiare la legge Basaglia? Da Psicoradio stop alle proposte in discussione alla Camera

Operatori e pazienti del progetto radiofonico, insieme a 170 associazioni, lanciano l'allarme sulle proposte di legge depositate in commissione Affari sociali. Preoccupazione per il prolungamento del Tso obbigatorio. Giannichedda: "Un regalo alle cliniche"

11 maggio 2010

BOLOGNA - "Noi ‘folli' possiamo convivere con i ‘normali', non bisogna per forza rinchiuderci". Così una redattrice di Psicoradio, la testata radiofonica realizzata dal 2006 a Bologna da un gruppo di pazienti psichiatrici, commenta le proposte di modifica alla legge 180 in discussione in questi giorni in commissione Affari sociali della Camera. Proposte sconosciute ai più, in cui si parla esplicitamente di prolungare la durata del trattamento sanitario obbligatorio. Per portare la discussione alla luce del sole Psicoradio ha lanciato un appello, raccogliendo l'adesione di oltre 170 associazioni di familiari e utenti dei servizi psichiatrici, tra cui Radio Fragola, l'emittente triestina nata dopo la chiusura del manicomio dove lavorava Basaglia. "Ci preoccupa quando sulla stampa non si parla di questi progetti di legge -, spiega la professoressa Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio -. Abbiamo dovuto investigare noi. Per questo ci siamo attivati per fare comunicazione sull'argomento".

L'attenzione si concentra su sette progetti di legge, proposti dalla maggioranza di centrodestra, "che con ogni probabilità - dicono da Psicoradio - confluiranno in un testo unico da sottoporre all'approvazione del Parlamento. La proposta che suscita più preoccupazioni è quella che porta il nome dell'onorevole Carlo Ciccioli: se approvata cambierà in modo drastico la psichiatria italiana". I punti critici sono essenzialmente tre. Uno è l'articolo 11 che intende introdurre il Tsop (trattamento sanitario obbligatorio prolungato), con il quale è possibile chiudere in determinate strutture per sei mesi rinnovabili una persona che rifiuti le cure. La paura espressa dalle associazioni è che la proposta di legge, se approvata, possa dare il via alla ricostruzione di tanti "manicomi diffusi". L'articolo 7, poi, vuole allungare i tempi previsti per il Tso (trattamento sanitario obbligatorio) dai sette giorni attuali a trenta giorni rinnovabili. "Siamo molto preoccupati - spiega uno dei redattori di Psicoradio -. Io una volta ho subito un Tso di quattordici giorni. Diventa difficile immaginare di prolungare questa cura per sei mesi". Inoltre, nel progetto di legge si prevede la possibilità di effettuare i trattamenti obbligatori anche in istituti privati. "È un regalo alle cliniche private, che non hanno interesse a diminuire la durata dei ricoveri, perché i pazienti sono soldi", commenta Maria Grazia Giannichedda, della Fondazione Franca e Franco Basaglia.

Affidare il tso anche a strutture private, in altre parole, comporterebbe il rischio che i tempi delle degenze si protraggano all'infinito a causa di soggetti privi di scrupoli. Si stravolgerebbe insomma il senso della 180. "La legge Basaglia prevede una cosa importante: l'obiettivo del Tso non è guarire una persona ma ottenere il suo consenso alla cura", spiega il dottor Filippo Renda, psichiatra e fondatore di Arte e Salute onlus. "Forse questa proposta di legge serve a rispondere a un'insufficienza professionale da parte di molti medici che oggi sanno solo somministrare farmaci". Il futuro delle proposte di legge avanzate in Commissione, però, è tutto da vedere. Nei mesi scorsi il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha più volte rassicurato psichiatri e pazienti, spiegando che non c'è necessità di modificare la legge 180, e auspicando piuttosto una razionalizzazione dei servizi sul territorio. Dell'argomento si parlerà anche il prossimo 27 maggio a Roma, nella manifestazione nazionale sulla salute mentale promossa dall'Unasam, l'unione nazionale delle associazioni dei famigliari e degli utenti della salute mentale, in collaborazione con Cittadinanzattiva. Psicoradio sarà la radio ufficiale dell'evento. (Francesca Bussi)

(12 maggio 2010)

di d.marsicano

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