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Politiche per la disabilità, spendono di più le città del nord

Giornata delle persone disabili. Openpolis analizza il ruolo (e i bilanci) dei comuni a favore dell’inclusione sociale. Tra le città con più di 200 mila abitanti è Trieste quella a spendere di più: 120,07 euro pro capite, più del doppio di tutti gli altri grandi comuni italiani

3 dicembre 2020

ROMA - Sono le grandi città del nord-est a spendere di più per gli interventi a favore delle disabilità, mentre tra le regioni l’incidenza di spesa più alta rispetto la totalità degli interventi riguarda la Sardegna, dove (nel 2017) quasi la metà degli interventi sociali sono dedicati a questo settore. Lo rivela Openpolis che, in vista della Giornata mondiale per i diritti delle persone con disabilità ( 3 dicembre) analizza il ruolo (e i bilanci) dei comuni a favore dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, a partire dai dati Istat.

“L’attenzione delle istituzioni alle disabilità è parte delle politiche di inclusione sociale che migliorano la vita degli individui e della collettività. – scrivono gli osservatori - In questo senso il sostegno dei comuni, enti di prossimità per eccellenza, è fondamentale. Le politiche di sostegno alle persone con disabilità rappresentano un importante strumento di inclusione sociale e di tutela delle minoranze, un obiettivo da perseguire in tutti i territori. Il fine ultimo dell’inclusione, infatti, è garantire uguali opportunità e diritti a tutti gli individui, all’interno delle comunità in cui vivono”.

Sostegno alla disabilità, il primato di Trieste

Tra le città con più di 200 mila abitanti è Trieste quella a spendere di più per il sostegno alla disabilità: 120,07 euro pro capite, più del doppio di tutti gli altri grandi comuni italiani. Trieste rafforza un primato che era saldo anche nei tre anni precedenti: +14,2% in quattro anni. Dietro la città friulana troviamo Venezia (51,53), Verona (46,97), Milano (46,29) e Padova (39,86). Quattro delle prime cinque posizioni sono occupate da città del nord-est, ma negli anni si nota un calo della spesa a Venezia e Milano (scesa rispettivamente del 14,4 e del 13,1%) e una crescita a Verona (+20,1%) e Padova (+12,8%).

Le grandi città che spendono meno per questo settore si trovano invece al Sud e sono Bari (2,11 euro pro capite) e Messina (7,40).

Tra le regioni la Sardegna (nel 2017) è la regione italiana all’interno della quale la disabilità ha avuto l’incidenza maggiore rispetto al totale degli interventi: 45,9%. Seguono l’Abruzzo (37,3%) e Liguria (30,3%). In coda l’Umbria (17,8%), la provincia autonoma di Bolzano (15,8%) e la Valle d’Aosta (0,3%).

“Le misure di supporto alle persone disabili si possono sostanziare in diversi modi, dalla rimozione delle barriere architettoniche nelle città all’adeguamento del trasporto pubblico, fino ai provvedimenti che facilitano l’inserimento lavorativo. – si legge nel report - In questo senso i comuni, enti amministrativi di prossimità, possono assumere un ruolo centrale per agevolare l’accesso ai servizi per le persone disabili”.

Le spese dei comuni per il settore

Nei bilanci le amministrazioni inseriscono alla voce "Interventi per la disabilità" tutte le spese relative all'erogazione di servizi per le persone inabili, in tutto o in parte, a svolgere attività economiche o a condurre una vita quotidiana "normale", a causa di danni fisici o mentali, a carattere permanente o che si protraggono oltre un periodo di tempo minimo stabilito. Questo tipo di interventi possono comprendere le spese a favore di soggetti pubblici e privati che operano nell'ambito, le spese per alcuni tipi di indennità (come l'indennità di cura o a favore di chi si prende cura dei disabili), ma anche il vitto o l'alloggio presso istituti idonei, per l'assistenza per invalidi nelle incombenze quotidiane (aiuto domestico, mezzi di trasporto, ecc.), oltre che per beni e servizi di vario genere erogati a favore di invalidi per consentire loro la partecipazione ad attività culturali, di svago, di viaggio o di vita collettiva. In questo senso, gli interventi possono includere anche l'eventuale costruzione e gestione di strutture dedicate, e la formazione professionale volta a favorire l'inserimento lavorativo.

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