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Fondo non autosufficienza, "ma quale aumento?". Lettera a Conte

Il Comitato 16 Novembre rivolge un appello al premier: “Nella bozza di Bilancio non vediamo incrementi significativi del fondo, fermo a 570 milioni di euro. Si porti ad almeno 1 miliardo, con le risorse del Recovery Fund. Oggi si parla di cure domiciliari per il Covid: noi siamo abituali fruitori, ma senza sostegno. Servono mille euro al mese per l'assistenza”

21 novembre 2020

ROMA – Si potrebbe, si dovrebbe, eppure non si fa: aumentare il fondo non autosufficienza è una necessità riconosciuta da molti, rivendicata da anni, promessa tante volte, che oggi si potrebbe finalmente realizzare, grazie alle risorse del Recovery Fund. Eppure, “nella bozza di Bilancio non vediamo incrementi significativi del fondo, fermo a 570 milioni di euro. Non ci siamo!”. La denuncia arriva direttamente al premier Conte dal Comitato 16 Novembre, tramite la presidente Mariangela Lamanna: “E' necessario aumentare quel fondo ad almeno un miliardo – ricorda -, cifra ancora ben lontana da quello che servirebbe, e le risorse potrebbero essere attinte dal Recovery Fund, in maniera tale da favorire l'assistenza indiretta”, suggerisce il Comitato, introducendo così un tema di grande attualità. “Oggi si parla di cure domiciliari per il Covid per non far collassare il sistema sanitario nazionale. In qualità di abituali fruitori delle cure domiciliari per il nostro stato di disabilità gravissima, denunciamo apertamente che le nostre famiglie sono in cure domiciliari da sempre, ma senza sostegni sufficienti per una vita dignitosa”.

Anche per questo l'aumento del fondo è quanto mai necessario e urgente: “Come si può pensare di lasciare l'intero carico assistenziale sulle nostre famiglie senza dare il giusto sostegno? - domanda Lamanna - Se il governo facesse lo sforzo di mettere a disposizione risorse aggiuntive sul fondo per la non autosufficienza, garantirebbe alle famiglie che si prendono cura della persona disabile quell'assistenza, dignitosa, cui la persona disabile ha diritto”.

La richiesta è dunque che “venga stabilito, a livello nazionale, un assegno di mille euro mensili per i disabili gravissimi e che il tutto sia gestito direttamente dall'Inps, esattamente come avviene per le altre misure di sostegno. Viviamo nel terrore che le stragi plateali delle Rsa si tramutino in stragi silenziose nelle nostre abitazioni – conclude Lamanna - Presidente Conte, non lasci inascoltate le nostre parole, le nostre denunce e le nostre richieste”.

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