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Voto e disabilità, “in Europa sia un diritto garantito ovunque”: appello del Cese

La sezione Occupazione, affari sociali, cittadinanza del Cese ha approvato all'unanimità un parere che fa il punto sulla questione. Barbieri: “Dall'ultimo parere a oggi è cambiato troppo poco: diritto leso almeno in 14 paesi su 27. Presenteremo il documento a Consiglio, Commissione e Parlamento, con l'auspicio che intervengano per garantire suffragio universale”

18 novembre 2020

ROMA –“Assicurare che tutti i cittadini dell'Unione Europea con disabilità abbiano l'effettivo diritto di votare nelle elezioni del Parlamento europeo”. È l'obiettivo dichiarato nel Parere approvato all'unanimità dalla sezione “Occupazione, affari sociali, cittadinanza” del Comitato economico e sociale europeo e che ora sarà presentato in plenaria, a breve, per essere successivamente trasmesso alle istituzioni europee. A darne notizia è Pietro Barbieri, vicepresidente dell'Area rappresentanza sociale e presidente del Gruppo di studio sui diritti delle persone con disabilità. “Dall'ultimo rapporto del Cese, risalente a marzo 2019, sul diritto di volto delle persone con disabilità, poco è cambiato fino ad oggi – ci spiega Barbieri – e troppi restano i Paesi in cui questo diritto non è riconosciuto. Come si legge nel parere che abbiamo approvato, tuttora le leggi nazionali edi 14 Stati membri ancora escludendo circa 400 mila cittadini europei con disabilità dal diritto di voto nelle elezioni europee”. In otto paesi, per esempio, le persone che non possono recarsi un in seggio elettorale per via di una disabilità o una malattia, include le persone che vivono in strutture residenziali, non hanno alcun modo per votare. In 18 paesi, le persone cieche sono escluse dal voto. Per quanto riguarda l'Italia, “il nostro Paese non è messo male – ci riferisce Barbieri - Il problema maggiore riguarda gli elettori ciechi, per la difficoltà di far accedere accompagnatori in cabina, mentre non mi risulta che sia stato mai impedito a una persona con disabilità intellettiva di esprimere il proprio voto”.

“Il parere – spiega Barbieri – ribadisce e torna su questo tema in modo più forte e preciso, continuando a denunciare il problema: ostacoli di tipo normativo escludono dal voto tanti cittadini con disabilità intellettiva, mentre problemi di accessibilità escludono quelli con disabilità motoria. L'obiettivo è che nessuno sia provato della possibilità di votare, perché il suffragio universale è il fondamento di ogni democrazia. Per questo, una volta che il parere sarà approvato dalla nostra plenaria e trasmesso alle istituzioni europee, ci auguriamo che queste intervengano per riconoscere le infrazioni come tali, laddove questo diritto non sia riconosciuto”.

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