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Caregiver e non solo: le ricadute della crisi di governo sulla disabilità

Analisi della deputata Marianna Iorio (M5s) sulle riforme in corso in materia di disabilità, che ora rischiano di bloccarsi: tra queste, il Codice unico, la legge sui caregiver, la riforma del Cude

20 agosto 2019

ROMA – La crisi di governo avrà pesanti ripercussioni sulle persone con disabilità e le loro famiglie, mandando all'aria risorse e norme in gestazione. E' quanto prevede Marianna Iorio, deputata del Movimento Cinque stelle, passando in rassegna proprio le misure nazionali a favore delle disabilità, predisposte soprattutto dal sottosegretario Zoccano, che rischiano di non vedere la luce ”.
 
Codice unico sulla disabilità
Si interromperà innanzitutto il lavoro di definizione del testo delega per il Codice Unico sulla disabilità, che si pone l'obiettivo di armonizzare, riordinare e semplificare, anche innovandole, le disposizioni dell’ordinamento vigente.
 
Pensioni d'invalidità
Torna, nell'analisi di Iorio, il tema delle pensioni d'invalidità, già in passato al centro delle promesse e del “contratto” di governo. “Con il ministro Di Maio, Zoccano ha lavorato alla proposta di aumento delle pensioni di invalidità civile, uno dei tanti temi di interesse per milioni di personecon disabilità che non arrivano a fine mese. La fine del governo voluta da Salvini blocca anche questa importante riforma. Ora si dica a chi percepisce 285 euro al mese il perché si vuole impedire di aumentare quelle pensioni”.
 
Il caregiver familiare
Cruciale è poi il tema del caregiver familiare, che “anche in questa legislatura lascerà senza protezione e tutele milioni di persone – afferma Iorio - Con la fine della legislatura, la legge sul caregiver familiare finirà nel dimenticatoio con grave danno per le persone con disabilità e le loro famiglie che la attendono da anni”.
 
Non autosufficienza
“Assieme al Ministro Di Maio, Zoccano ha convocato a giugno il Tavolo per la Non Autosufficienza ai fini della revisione dei criteri di riparto alle Regioni del Fondo che per il 2019 con legge di bilancio è stato elevato a 550 milioni di euro – ricorda Iorio – La volontà era quella di rivedere i criteri di riparto del 2016, perché disperdono preziose risorse. La fine del governo blocca anche questa importante riforma.
 
Contrassegno unico europeo
Si arresta anche la riforma del Cude (Contrassegno unico europeo sulla disabilità), resa necessaria dallo stanziamento di 5 milioni di euro disposto con legge di bilancio per il 2019 e finalizzato a promuoverne la revisione tecnologica, con il fine di garantire un’uniformità di accesso e di circolazione dei veicoli delle Persone con Disabilità sull’intero territorio italiano e prevenire l’abuso.
 
Le “abilità residue”
Nel ddl di delega al Governo per il miglioramento della Pubblica Amministrazione (AS 1122 in esame al Senato), è stato inserito, su richiesta d Zoccano, il principio di “abilità residua” per l'impiego delle persone con disabilità. “E’ stato così ottenuta tra i criteri di delega, la revisione delle procedure valutative con il principio di 'abilità residua' in riferimento al collocamento mirato delle persone con disabilità ai sensi della legge 68/99, ma anche un preciso focus di attenzione sui temi della mobilità per i Caregiver familiari – riferisce Iorio - Con la fine della legislatura, la delega non sarà convertita in legge, con grave danno per le persone con disabilità che attendono da anni un lavoro”.
 
Codice della strada
E' stato integrato il ddl di delega sul codice della strada approvato dal Cdm e ora in esame alla Camera (C. 1661) “con espressi richiami all’art. 5, 9, 20 della Convenzione Onu – osserva Iorio - e  si sono volute introdurre misure per uniformare l’effettività del diritto di sosta sulle fasce blu per i veicoli delle persone con disabilità. Con la fine della legislatura anche questa delega non sarà convertita in legge, con grave danno per le persone con disabilità, che attendono da anni norme di semplificazione e tutela”.
 
Violenza sulle donne con disabilità
Nel Piano Strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne sono state introdotte per la prima volta, su richiesta di Zoccano, “quattro specifiche azioni per il contrasto della violenza sulle donne con disabilità, due delle quali a costo zero e due immediatamente finanziate con fondi del Dipartimento Pari Opportunità – fa sapere Iorio - Con la fine della legislatura. la programmazione per la lotta alla violenza sulle donne subirà uno stop con grave danno per le donne con disabilità abusate”.
 
Videosorveglianza
Niente di fatto anche per la legge sulla videosorveglianza, atta a prevenire i casi di maltrattamento negli asili e nelle strutture di ricovero per le persone con disabilità e anziani. “Anche in questo caso, logiche indicibili hanno bloccato i lavori ponendo altri interessi sopra quello della tutela costituzionale del diritto preminente alla salute e sicurezza delle persone e dei minori più fragili – riferisce Iorio - Anche questa necessaria misura viene fermata ad un passo dal traguardo. Il perché, lo si spieghi ai genitori e alle famiglie delle vittime”.
 
La Disability Card
A rischio anche la Disability Card, su cui pure il governo ha lavorato fino a pochi giorni fa. “Il sei agosto – riferisce Iorio - gli uffici del Sottosegretario hanno dovuto riscrivere il testo del decreto del Ministero per la Famiglia e la Disabilità sulla Disability Card,  per farne uno strumento di effettiva utilità per le persone con disabilità in coerenza con i principi di reciprocità dei servizi di base definiti a livello europeo dai paesi aderenti al progetto. Anche in questo caso, la fine del governo pone a rischio questa importante misura destinata alle persone con disabilità.

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