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Inps premia i medici che revocano prestazioni assistenziali. “Una perversione giuridica”

La determinazione del presidente Boeri del marzo scorso include, nel Piano della performance 2018-2020, incentivi per i medici che annullino prestazioni per malattia e invalidità: previsti tagli di oltre 80 mila euro entro fine 2018. L'associazione nazionale medici Inps prende le distanze: “incompatibile con norme deontologiche”. Ens chiede al governo di intervenire

11 ottobre 2018

ROMA – Una “caccia alle streghe”, a colpi di premi produzione: le associazioni per la disabilità si schierano in difesa del diritto alla prestazione d'invalidità, duramente sotto attacco da parte dell'Inps, che ha recentemente promesso incentivi ai medici certificatori dell'Istituto, nella misura in cui riusciranno appunto a ridurre e contenere la spesa dedicata alle prestazioni assistenziali.
 
La novità è contenuta in una deteriminazione del presidente Trito Boeri del marzo scorso, che contiene il Piano della performance 2018-2020 e indica ai dipendenti le modalità per accedere ad alcune forme integrative di salario, tra i quali gli incentivi. Per i medici, in particolare, tra gli obiettivi da raggiungere, ci sono l'annullamento delle prestazioni dirette per malattia e la revoca delle prestazioni d'invalidità civile. Una notizia che è arrivata alle sedi delle associazioni solo alcuni giorni fa, grazie a Il Fatto Quotidiano, che rilanciava un comunicato dell'Associazione nazionale medici Inps del 18 settembre: il sindacato, si legge nella nota, “contesta questi obiettivi in quanto ritiene che alcuni siano incompatibili con le norme deontologiche (revoca di prestazioni di invalidità civile)”.
 
L'iniziativa dell'Inps va infatti chiaramente nella direzione di incoraggiare i medici a negare o revocare le prestazioni, procurando un risparmio all'Istituto, che li premierà con un incentivo economico. I dati ufficiali dell'Inps offrono la cornice nella quale questa nuova misura s'inserisce: entro il 31 dicembre, il taglio alle prestazioni assistenziali (malattia e invalidità) supererà gli 80 milioni di euro (esattamente 81.412.836), oltre 10 in più rispetto alla sforbiciata dello scorso anno: in questa operazione, i 517 medici-commissari dell'ente giocano certamente un ruolo decisivo.
 
Raggiunte dalla notizia, non tardano a reagire le associazioni: “Apprendiamo con stupore e sconcerto da notizie di stampa dell’ennesima caccia alle streghe promossa dall’Inps, che ha quale suo unico effetto quello di dare un’ulteriore spallata allo Stato Sociale italiano – commenta Ens - La circolare che incentiva i medici con 'premi di produzione' calcolato sul numero delle prestazioni assistenziali negate e/o revocate, è una perversione giuridica che mina nelle fondamenta il motivo di esistenza dell’Inps”. Ricorda poi Ens che la recente “caccia ai finti invalidi, con il richiamo a visite straordinaria, ha individuato solo un numero limitatissimo di persone che godevano di benefici assistenziali cui non avrebbero avuto diritto. Di contro, però, sono aumentati esponenzialmente i costi per effettuare tutte queste visite, le cui prestazioni sono state ampiamente confermate”.
 
Ma la circolare, per Ens, commette un atto ancora più grave, poiché “cerca di negare il diritto stesso del disabile ad una prestazione assistenziale cui avrebbe diritto con un sistema perverso che incentiva i medici non a svolgere correttamente il proprio lavoro, come ci si aspetterebbe, ma si tenta di influenzarne il giudizio con promesse di un premio di produttività a scapito del diritto dei disabili. Tralasciando il fatto che una circolare siffatta è una mortificazione per la professione medica e un insulto al Giuramento di Ippocrate, l’Ente nazionale sordi farà di tutto per difendere gli oltre 60 mila sordi profondi cui spettano le prestazioni assistenziali che sono un diritto e non un privilegio: far cassa sulla pelle dei disabili è semplicemente vergognoso. L'Ens difenderà in ogni sede opportuna i diritti dei sordi e sta valutando la possibilità di una manifestazione sotto i ministeri competenti e/o sotto la sede dell’Inps”, conclude e annuncia Ens, che infine chiede “una presa di distanza netta da parte di questo governo da una circolare che mortifica non solo i disabili ma tutti i cittadini italiani”. (cl)

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