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Diritti delle persone disabili gravi in Sicilia: Faraone in sciopero della fame

Il senatore punta i riflettori “sull’assurda e scandalosa vicenda delle somme mai erogate dalla regione siciliana ai disabili gravissimi. Basta chiacchiere, non c’è più tempo per tante ragazze e ragazzi, i loro tempi non sono quelli della politica e della burocrazia”

12 luglio 2018

PALERMO - Il senatore del Pd, Davide Faraone dalla mezzanotte è in sciopero della fame. Il motivo lo spiega nel suo blog. Ecco il testo: "Sono stato al governo, sono un senatore, ma sono innanzitutto siciliano e padre di una ragazza autistica. Errori ne ho fatti chi non ne fa. Credetemi però, sui diritti degli ultimi non mi sono mai tirato indietro, né mi sono fatto tirare per la giacchetta. Non c’entra la politica, non c’entra un partito, quando si parla di diritti e di torti si sta da una parte o dall’altra senza guardare al colore della maglietta. In questi giorni sono stato tempestato di telefonate di amici, conoscenti. Messaggi su Facebook, mail. Non parlavano al senatore, al politico, ma al padre e denunciavano l’assurda e scandalosa vicenda delle somme mai erogate dalla regione siciliana ai disabili gravissimi. Ricordate la questione? Un anno fa, fece notizia grazie a Pif, ad un tweet di Jovanotti. Dopo un anno, e con una legge approvata e con le somme già disponibili, migliaia di disabili aspettano ancora i soldi. Non per andare in vacanza, sia chiaro.
 
Basta chiacchiere, non c’è più tempo per tante ragazze e ragazzi, i loro tempi non sono quelli della politica e della burocrazia. Io, innanzitutto da padre, dico che il tempo è scaduto e a mezzanotte di oggi inizierò un’azione di dialogo nonviolento, con lo sciopero della fame ad oltranza fino a quando non verrà erogato anche l’ultimo assegno a tutti gli aventi diritto. La scorsa settimana ho fatto una nota. Ho chiesto di porre fine a questa ingiustizia, niente da fare.
 
La legge c’è e dice che le somme ai disabili devono essere erogate mensilmente e che le modalità, i tempi e gli importi devono essere stabiliti con direttiva unica della Regione. Ma ogni Asp (e in Sicilia sono nove) è una repubblica autonoma, interpreta e regolamenta la sofferenza come meglio crede. Ad oggi c’è chi paga solo alcuni mesi del 2018, chi li paga tutti tranne il 2017 e chi poi non paga proprio e chiede altra documentazione. Burocrazia, carta bollata, ricorsi. Un caos che riguarda tra l’altro le somme spettanti sino ad aprile 2018. Perché poi si dovrà attendere un nuovo decreto del presidente della Regione, con altri tempi, altre modalità, altri importi e ulteriori differenziate azioni delle singole Asp. Altro giro altra corsa. E mentre per i disabili gravissimi è caos, per i gravi è tutto fermo. Anche per loro nella legge erano previste azioni a supporto, ma di queste nemmeno l’ombra.
 
Vanno abolite le nove Asp e va realizzata un’unica Azienda Sanitaria Regionale. Lo avevo proposto in passato e oggi sono ancor più convinto che vada fatto. Eliminiamo poltrone e soprattutto rendiamo il nostro sistema sanitario più snello, più funzionale, orientato ai cittadini e non ai dirigenti. Vanno immediatamente corrisposte tutte le somme e si deve urgentemente predisporre il nuovo decreto per l’erogazione dei soldi da aprile in poi".

Ha detto oggi Faraone in una diretta Facebook: "E’ la prima volta, da quando faccio politica, che pratico questo metodo di dialogo nonviolento, ma non c’era altra strada visto la situazione di grande sofferenza di migliaia di disabili gravi e gravissimi della Sicilia. Dopo la sfuriata di Pif dell’anno scorso, che ringrazio perché ha acceso i riflettori sugli ultimi e ha consentito che si facesse una legge in favore dei non autosufficienti, e nonostante il quotidiano impegno di Giovanna Gambino, Garante dei disabili in Sicilia e del gruppo  #siamohandicappatinocretini, che non smetterò mai di sostenere ed incoraggiare, siamo purtroppo ancora al caos. Con questo mio sciopero della fame chiedo che venga assicurato subito l’assegno per i non autosufficienti fino ad aprile 2018, che venga immediatamente predisposto il nuovo decreto del presidente della Regione che regoli i criteri e le modalità di accesso all’assegno da maggio in poi e, infine, che vengano subito destinati i 40 milioni di euro già stanziati per i disabili gravi e chiusi in un cassetto”.

“Sono felice - ha sottolineato - che Razza si sia svegliato bacchettando i commissari Asp. Ben svegliato assessore! Glielo chiediamo da mesi, però il problema non è solo la schizofrenia burocratica delle 9 Asp e non riguarda solo i dirigenti. Riguarda anche voi, il governo regionale, perché il nuovo decreto, quello che deve regolare le modalità di accesso ai contributi e le somme da destinare da maggio in poi non c’è ancora e siamo a luglio. Quindi, mentre ancora si aspettano i soldi fino ad aprile 2018, non sappiamo cosa avverrà da maggio in poi e stiamo o accumulando ritardo su ritardo”.
 
“La mia battaglia - ha concluso Faraone - è incolore perché occuparsi dei diritti degli ultimi non ha colore politico, e soprattutto non vuole strumentalizzare un tema che mai e poi mai strumentalizzerei. Se le persone si incazzano, lo fanno perché c’è un motivo e non per fare sceneggiate. E il motivo c'è eccome, e andrò avanti sino a quando non si troveranno soluzioni concrete per garantire il diritto alla dignità agli ultimi”.

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