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I redattori di Psicoradio scrivono a Salvini: “La 180 ci ha dato la dignità"

Il primo luglio a Pontida il ministro degli Interni ha detto che “la riforma ha abbandonato le famiglie cancellando le strutture che li curavano”. I redattori: “Le strutture di cui parla Salvini erano i manicomi e non curavano ma nascondevano le persone dalla società, come lo sporco sotto il tappeto”. E lanciano l’invito al ministro a partecipare alla trasmissione

7 luglio 2018

BOLOGNA – “La Legge 180 ci ha resi consapevoli di avere una dignità e il diritto alla cura. È una legge giusta anche per chi oggi sta bene, perché sa che se dovesse stare male avrebbe diritto all’aiuto di medici e dei servizi sociali, che non lo rinchiuderanno, ma lo aiuteranno a stare meglio”. È un passaggio della lettera che i redattori di Psicoradio hanno scritto al ministro degli Interni Matteo Salvini dopo aver sentito le sue parole a Pontida. Salvini ha detto “penso all’assurda riforma che ha lasciato nella miseria migliaia di famiglie con parenti malati psichiatrici, che ha cancellato le strutture che li curavano abbandonando le famiglie al loro destino” ovviamente riferendosi alla riforma Basaglia. “Abbiamo letto le sue dichiarazioni sulla legge Basaglia fatte a Pontida, durante il raduno della Lega – scrivono – Lei ha parlato di una riforma che era giusta ‘solo sulla carta’ che ha abbandonato le famiglie dei malati psichiatrici ‘cancellando le strutture che li curavano’: noi conosciamo bene, per esperienza diretta, le strutture psichiatriche di oggi, i pregi e i difetti della cura attuale e di una cosa siamo certi, le strutture di prima, ma chiamiamole con il loro nome, manicomi, non curavano e non guarivano le persone. Le rinchiudevano, le tenevano lontane dalla società, nascondevano come sporco sotto il tappeto chi aveva una sofferenza psichica”. Psicoradio è un’iniziativa di Arte e salute onlus in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale di Bologna che, dal 2006, realizza una trasmissione sui temi della psiche e della salute mentale che va in onda su un circuito di radio che trasmette da Bolzano a Messina. La redazione è formata da 6 giornalisti e una decina di persone in cura presso il Dipartimento di salute mentale di Bologna. Finora sono state realizzate 600 puntate.
 
La riforma non ha risolto tutti i problemi. Di questo, i redattori di Psicoradio sono certi: “Non siamo ciechi, sappiamo che per le famiglie il peso è aumentato, che in molte zone d’Italia spesso mancano i servizi e l’appoggio necessari per affrontare situazioni difficili e pesanti. È vero che, a volte, ‘lo Stato si volta dall’altra parte’. Di certo, non per colpa della Basaglia, ma al contrario proprio perché molte amministrazioni colpevoli non hanno creato i servizi necessari ad applicarla. E comunque per lo Stato era più facile voltarsi dall’altra parte quando c’erano i manicomi. Era più facile far finta che andasse tutto bene quando le persone erano rinchiuse, lontano dagli occhi di tutti, senza diritti né voce”.
 
L’impegno di tutta la società. È quello “chiesto” dalla legge Basaglia. “Allo Stato chiede di essere molto più presente di quanto non abbia fatto finora e di rispondere alle sollecitazioni delle famiglie e dei pazienti; proprio grazie alla legge 180 i pazienti sono finalmente entità giuridiche che chiedono il rispetto dei propri diritti. La riforma impegna le Regioni a trovare strategie di cura che siano più vicine alle necessità dei cittadini, ad esempio, creando servizi con orari ampi di accesso, e cure che riescano a fare sempre meno ricorso alla coercizione – scrivono – Di sicuro la legge 180 chiede alle famiglie, e anche a tutta la società, un grande cambiamento culturale, che riporti il disturbo psichico dentro la vita della comunità. Per ultimo, chiede ai pazienti di assumersi le responsabilità della propria malattia e della propria guarigione”.
 
Una strada ancora lunga, “ma non serve a nulla tornare indietro”, ribadiscono i redattori di Psicoradio. “Non serve scagliarsi contro una legge che l’Organizzazione mondiale della sanità indica come un modello da seguire. Non serve enfatizzare le paure e i disagi che un governo invece dovrebbe risolvere. Piuttosto, si può discutere di come migliorare l’applicazione, senza dimenticare che la legge Basaglia, votata da tutti i partiti dell’arco parlamentare (tranne i radicali che la ritenevano addirittura troppo poco incisiva), è stata una straordinaria rivoluzione sociale e culturale, che oggi molti Paesi vengono a studiare e cercano di riprodurre. Una legge che ha stabilito il diritto di tutte le persone, che abbiano o meno un disagio mentale, a essere cittadini”.
 
Invito in radio. La lettera di Psicoradio si conclude con un invito al ministro Salvini: “Senza mettere in discussione questo diritto (quello di essere cittadini), e proprio grazie a questo diritto sancito dalla legge Basaglia – scrivono – la aspettiamo in trasmissione negli studi di Psicoradio, per discutere con noi cosa bisogna migliorare”. (lp)

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