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Elezioni, garantire a tutti il diritto alla riabilitazione: le 7 richieste della Simfer

La Società italiana di medicina riabilitativa si rivolge alle forze politiche in campo, evidenziando il ruolo cruciale svolto dall'assistenza riabilitativa per i sistemi sanitari e sociali in tutto il mondo.

1 marzo 2018

ROMA – L'assistenza riabillitativa ha un ruolo fondamentale nella tutela della salute e del benessere della popolazione: “chiunque si proponga per responsabilità di governo nel nostro paese deve tenerne conto, nei suoi programmi e nell'azione concreta”. E' quanto afferma con forza la Simfer, la Società italiana di medicina riabilitativa, in una lettera aperta indirizzata a tutte le forze politiche in campo per le prossime elezioni. “Il 74% degli anni di vita persi per disabilità nel mondo è attribuibile a condizioni che possono trarre beneficio dalla riabilitazione – fa sapere Simfer - e in Italia circa due milioni 600 mila persone vivono in condizione di disabilità, pari a circa il 4,8 % della popolazione”. Per questo, la Simfer ritiene “indispensabile che il politico ed il programmatore comprendano appieno che favorire il recupero di autonomia delle persone con disabilità, transitoria o permanente, comporta non solo benefici in termini di salute, ma anche un recupero di risorse per il sistema sanitario e di welfare, riducendo la necessità di supporto ed assistenza nel lungo periodo, come evidenziato dalla letteratura internazionale”.
 
Di qui le 7 richieste, rivolte alle forze politiche in campo per le elezioni del prossimo 4 marzo.
 
Servizi riabilitativi omogenei. Primo punto è “l’ampliamento e la maggiore omogeneizzazione a livello nazionale del livello complessivo di copertura offerto dai servizi riabilitativi. Esiste tuttora un’area importante di inappropriatezza 'per difetto', dovuta all’incompleta risposta a certi tipi di bisogno, e alla disomogenea distribuzione dei servizi nelle diverse regioni o addirittura nell’ambito della medesima regione. Nell’ambito della riabilitazione ciò genera situazioni di intollerabile diseguaglianza in fasce particolarmente deboli e vulnerabili della popolazione, ed è fonte di grave difficoltà e disagio negli operatori”.
 
Rete integrata dei servizi. Seconda richiesta è “l'adozione in tutto il paese di modelli organizzativi in rete integrata dei servizi riabilitativi, cui concorrano tutte le componenti dell’offerta sanitaria e sociosanitaria locale, sia pubblica che privata, ed in cui ci sia la possibilità formalizzata di avvalersi anche del contributo di altre risorse comunitarie, con funzione integrativa e non sostitutiva”.
 
Progettazione partecipativa dei servizi. Terzo punto è la “promozione di modalità partecipative nella definizione delle politiche di settore e nella progettazione dei servizi riabilitativi, in una prospettiva di co-costruzione che includa professionisti, utenti, politici e programmatori, nonché altre componenti di rappresentanza della comunità”.
 
Modalità dinamiche di adeguamento normativo. Simfer chiede poi che siano promosse “modalità dinamiche di adeguamento normativo, per una più pronta risposta ai continui mutamenti dei bisogni. Ad esempio, i Livelli Essenziali di Assistenza dovrebbero essere aggiornati con modi e tempi più rapidi e flessibili rispetto al passato”.
 
Formazione. Altro elemento fondamentale è “il sostegno ed il potenziamento dell’offerta formativa nel settore della Medicina riabilitativa, non solo per l’accesso alla formazione del medico specialista in fisiatria, ma anche nel settore della formazione medica di base, della medicina generale e di altre specialità, in cui questa materia è spesso del tutto assente, nonché in quella degli altri professionisti del settore sanitario e socio sanitario, come raccomandato anche dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”.
 
Ricerca e tecnologie. Simfer chiede poi “sostegno alla ricerca nel settore riabilitativo ed agli investimenti in tecnologie innovative, che possono ampliare l’offerta dei servizi e dare impulso alle molte realtà produttive di alta qualificazione presenti nel nostro paese. Si pensi, ad esempio, alle potenzialità della teleriabilitazione e di altre soluzioni già disponibili, che non trovano un’effettiva diffusa applicazione anche per mancanza di una cornice normativa adeguata e di coerenti progetti di acquisizione e implementazione. Altri settori importanti sono quelli che si riferiscono alle tecnologie robotiche, alla protesica avanzata, alle aree della realtà virtuale e dell’Intelligenza artificiale”.
 
Politiche inclusive per l'accesso ai servizi. L'ultima, fondamentale richiesta riguarda “il sostegno a politiche inclusive per l’accesso e la fruizione dei servizi da parte di tutte le persone con disabilità, anche transitoria. Ciò ovviamente non riguarda solo l’ambito della Medicina Fisica e Riabilitativa, né il solo settore sanitario o socio-sanitario, ma è cruciale perché i risultati ottenibili con gli interventi riabilitativi vengano mantenuti e si traducano in una effettiva partecipazione sociale”. Concretamente, Simfer chiede di “estendere realmente alle persone con disabilità azioni di 'Public Health' rivolte alla popolazione generale sugli stili di vita (ad esempio con la ulteriore diffusione di programmi di attività fisica adattata); promuovere l’accessibilità a tutti i servizi (sul piano fisico, normativo, informativo) e favorire lo sviluppo di cultura ed atteggiamenti inclusivi in tutti i settori della vita sociale”.

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