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Elezioni, le 11 richieste dell'Unione ciechi: dalla scuola al “voto indipendente”

Così l'associazione in una lettera aperta alle forze politiche: “chiediamo sostegno agli obiettivi di miglioramento della vita quotidiana di centinaia di migliaia di ciechi e ipovedenti italiani”. Tra questi, piena inclusione scolastica e lavorativa e voto in autonomia

21 febbraio 2018

ROMA - “Chiediamo alle coalizioni in competizione l’impegno inderogabile e senza equivoci per il sostegno agli obiettivi di miglioramento della vita quotidiana di centinaia e centinaia di migliaia di ciechi e ipovedenti italiani”: così l'Unione italiana dei ciechi rivolge le proprie concrete richieste ai candidati alle prossime elezioni politiche. Un documento in 11 punti, tanti quanti sono, appunto i principali “obiettivi di miglioramento”.

 

Inclusione scolastica. Il primo punto è la “sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Miur, già pronto nella sua bozza di testo, per sostenere il processo di inclusione scolastica dei bambini e dei ragazzi ciechi e ipovedenti e per assicurare la piena accessibilità delle soluzioni informatiche adottate sia per gli alunni che per gli insegnanti”;

 

Lavoro. Per garantire e implementare l'inserimento lavorativo, Uici chiede poi di “sostenere la riforma delle leggi relative ai centralinisti telefonici e ai massaggiatori ciechi e ipovedenti, per assicurare a queste categorie di lavoratori un futuro di dignità e di occupazione, su basi moderne offerte dalle attuali tecnologie, sia pure alla luce delle modificazioni in atto nel mercato del lavoro”;

 

Mobilità. La terza richiesta riguarda “norme per favorire la mobilità autonoma e la vita indipendente delle persone con disabilità”;

 

Riabilitazione. Uici chiede poi di “sviluppare le attività di prevenzione della cecità, mediante il finanziamento consistente dei capitoli di spesa in favore dei Centri di Riabilitazione Visiva finanziati dallo Stato tramite le regioni, secondo quanto previsto nella legge 284/97”;

 

Protesi e ausili. Si richiede poi di “assicurare una rappresentanza associativa nella commissione di gestione delle protesi e degli ausili del nomenclatore tariffario del servizio sanitario nazionale”;

 

Criteri per assegni e agevolazioni. Un altro punto riguarda la revisione dei “criteri di definizione della cecità indicati nella legge 138/2001, in modo da operare finalmente in termini certi in materia di assegnazione di assegni pensionistici e altre agevolazioni e da porre definitivamente termine alle campagne troppo spesso indegne e umilianti relative ai cosiddetti 'falsi ciechi'”;

 

Cane guida. Per quanto riguarda il cane guida, Uici chiede di “elevare la detrazione fiscale a sostegno delle spese per il mantenimento dagli attuali 516 Euro a 1.500 euro annui”;

 

Agenzia di tutela. Per garantire i diritti delle persone con disabilità, Uici chiede poi di “costituire e finanziare una 'autorità', una Agenzia nazionale indipendente di tutela”;

 

Voto indipendente. Infine, per garantire il pieno esercizio del diritto di voto, Uici chiede che sia superato il meccanismo del voto “assistito” tramite “provvedimenti che garantiscano a ciechi e ipovedenti l’esercizio del diritto di voto in modo indipendente, cioè senza dover essere per forza accompagnati in cabina da altra persona”.

 

Risorse. Accanto a queste richieste, c'è quella, fondamentale, che sia mantenuto “l’attuale livello di risorse pubbliche statali fin qui assicurate dal Parlamento e dal Governo e confermate ancora una volta con la legge di Bilancio 2017, relativamente a: Unione e attività della sede nazionale; attività di formazione e ricerca tramite l’I.RI.Fo.R; Centro nazionale del Libro parlato e web radio associativa; Biblioteca italiana per ciechi di Monza; Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi; Iapb sezione italiana dell’agenzia per la prevenzione della cecità; Museo statale Omero e altre istituzioni culturali specifiche; Istituto nazionale di valutazione degli ausili e delle tecnologie; Fondazione libri italiani accessibili.

 

Consulente nazionale per le disabilità a Palazzo Chigi. C'è poi un obiettivo “prioritario, di grande impatto innovativo, dal forte significato sociale, sul quale chiediamo un impegno concreto e scadenzato, da porre in essere fin dalle prime battute della nuova legislatura – conclude Uici - Chiediamo alla coalizione che assumerà funzioni di Governo un impegno senza mezzi termini a nominare una figura specifica afferente al mondo della disabilità, un consulente nazionale dedicato, da insediare presso un apposito ufficio da costituire a palazzo Chigi per curare e trattare le tematiche relative al mondo della disabilità in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue implicazioni politiche, sociali, civili e umane. Una figura politica e non tecnica – precisa - una personalità di riconosciuto profilo umano e professionale nel settore della disabilità, dipendente dalla Presidenza del Consiglio, funzionale al lavoro del Governo e del Parlamento sia in merito ai provvedimenti che riguarderanno in modo diretto le persone con disabilità, sia per una valutazione di impatto delle norme generali in fase di definizione sulla loro vita quotidiana. Un punto di riferimento e di dialogo per le associazioni – aggiunge - e per quanti operano nell’area della disabilità; un elemento di consulenza relativamente ai provvedimenti governativi e parlamentari; un interlocutore politico credibile e accreditato al quale riesca guardare con fiducia l’intero settore sia nella fase di formazione delle leggi, delle norme e delle misure governative, sia quale elemento di consultazione e di confronto tra la Politica e la società civile sui temi della disabilità”. Uici chiede dunque “un impegno preciso sulla piattaforma qui presentata, intorno alla quale – fa sapere - saremo pronti ad aprire il confronto con tutti e sull’accoglimento della quale sarà condizionato il consenso elettorale di tutti i ciechi e ipovedenti italiani, nostri rappresentati e tutelati”. (cl)


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