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In Normativa e Diritti


La legge sul caregiver tradisce le aspettative: la petizione di uina mamma

Alessandra Corradi lancia una petizione, per chiedere che sia cambiato il testo unificato della legge che dovrebbe tutelare i circa 9 milioni di caregiver familiari in Italia. “Per una legge giusta e di tutela, chiediamo di accettare ogni emendamento ragionevole proposto dalle associazioni”

9 ottobre 2017

ROMA – Una legge è necessaria e urgente, per tutelare finalmente i circa 9 milioni di caregiver familiari in Itala. Ma il testo unificato, partorito dalla Commissione Lavoro in Senato, “annulla le aspettative e i diritti”. Lo dice chiaramente Alessandra Corradi, mamma e caregiver di una bambina con disabilità, che il 5 ottobre ha pubblicato una petizione su Cange.org, chiedendo che il testo sia cambiato, con l’aiuto delle associazioni e di chi sa cosa significhi ogni giorno “prendersi cura” di un proprio caro.
 
“Mi sono esposta in prima persona – spiega - e con me lo faranno altre mamme. Ho messo una delle foto più care al mondo per me e non l'ho fatto certo per esibizionismo. Sono proprio una caregiver e la mia condizione è molto pesante – racconta - Se posso fare qualcosa per contribuire alla riuscita della legge che finalmente darebbe un riconoscimento a tutti quelli come me, e si spera anche sollievo e condizioni dignitose per tutti, non mi tiro certo indietro”.
 
E la petizione inizia proprio con la sua testimonianza: “per me e almeno per altri 9 milioni di persone in Italia, assistere un familiare stretto, un figlio non autosufficiente o un genitore o il proprio partner, è un lavoro non riconosciuto, che impegna 24 ore al giorno, tutti i giorni, per sempre. Chi svolge questo lavoro di cura si chiama ‘caregiver familiare’ – spiega - Non esistono ferie e non esistono tutele, di nessun tipo, specie quando si è costretti ad abbandonare il proprio lavoro perché è incompatibile con il careviging familiare. Non esistono scuole o corsi di formazione che ti preparino per questa professione di cura, che non è una scelta ma un obbligo – precisa Corradi - in quanto non esistono reti di servizi, a partire da quello psicologico per finire con quello economico, passando per tutta una serie di ausili fondamentali per la persona che svolge un lavoro di cura di un proprio caro. Il caregiver familiare – continua - è spesso abbandonato al suo destino e quando l'età avanza chiunque può immaginare l'epilogo obbligato, per tacere di quando il caregiver viene a mancare all'improvviso. Inoltre la durata di vita, proprio per il tipo di lavoro molto usurante, è notevolmente più corta del resto della popolazione” .
 
Questa condizione, così descritta e testimoniata da Alessandra Corradi, ha dunque urgentemente bisogno di essere riconosciuta e tutelata: e a questo scopo “è in itinere, dal 2015, una legge che per la prima volta normerebbe la figura del caregiver familiare in Italia – ricorda Corradi - Al momento è in esame al parlamento uno schema di testo unificato che si compone di 4 articoli e che avrebbe dovuto riunire 3 ddl precedenti sullo stesso argomento, ma il risultato annulla le aspettative e i diritti di tutti i caregiver familiari italiani”. Di qui la richiesta: “per una legge giusta e di tutela, si chiede all'on. Maurizio Sacconi, al relatore Giuseppe Pagano di accettare ogni emendamento ragionevole, proposto direttamente dalle associazioni di caregiver e non da qualcun altro che dica di rappresentare questa categoria, senza averne i titoli”. Al direttore della Conferenza delle Regioni e delle province autonome si chiede “di accertarsi sul contenuto della legge in quanto, logisticamente ed economicamente, la sua attuazione sembrerebbe ricadere sulle Regioni. Il tempo non è molto per fare una buona legge, solo fino a dicembre 2017 – conclude Corradi - Chiedo perciò la solidarietà di tutti per essere in tanti a sostenere questa petizione perché, volendo, si può fare una buona legge che tuteli tutti”.

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