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Il prolungamento del congedo parentale per i genitori di figli con grave disabilità

Il prolungamento del congedo parentale per i genitori di minori in situazione di grave disabilità è previsto dall’art. 33 della legge 104/92 e dall’art. 33 del decreto legislativo 151/2001.

24 ottobre 2018

Il prolungamento del congedo parentale è una astensione facoltativa dal lavoro, ulteriore rispetto al congedo parentale ordinario, di cui possono usufruire i lavoratori dipendenti genitori, anche adottivi e affidatari, di figli minori di 12 anni di età in situazione di grave disabilità anche se non conviventi. E’ previsto dall’art. 33 della legge 104/92 e dall’art. 33 del decreto legislativo 151/2001. Spetta indifferentemente alla madre o al padre che, si possono alternare, nella utilizzazione del congedo.
L’articolo 8 del decreto legislativo n. 80/2015, emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act) ed entrato in vigore il 25 giugno 2015, ha modificato l’articolo 33 del del Decreto Legislativo 151 del 2001, ampliando la possibilità di usufruire del prolungamento del congedo fino al dodicesimo anno di età del bambino mentre, precedentemente, era possibile fino agli otto anni.
Per i casi di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento, l’art. 10 del Decreto Legislativo n. 80/2015 in modifica dell’art. 36 del Decreto legislativo 151 /2001, dispone che, il prolungamento del congedo può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l'età del minore, entro dodici anni dall'ingresso del minore in famiglia e, comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età. Mentre precedentemente il limite era di otto anni dall’ingresso in famiglia.
Il prolungamento del congedo non può essere riconosciuto ai genitori titolari di un rapporto di lavoro domestico o a domicilio, ne ha però diritto il genitore lavoratore dipendente anche se l’altro genitore è titolare di rapporto di lavoro a domicilio oppure domestico o è lavoratore autonomo o in condizione non lavorativa (casalinga, disoccupato, pensionato).

Requisiti
  1. riconoscimento dello stato di grave handicap del figlio;
  2. età del bambino: entro il compimento del dodicesimo anno. In caso di adozione o affidamento entro  12  anni dall'ingresso del minore in  famiglia e non oltre il raggiungimento della maggiore età del minore;
  3. mancanza di ricovero a tempo pieno in istituto specializzato salvo il caso in cui la presenza del genitore sia richiesta dai sanitari. 
Durata e modalità di fruizione
Si ricorda che già l’art. 3 del Decreto Legislativo n. 119/2011 ha modificato l’art. 33 del Decreto Legislativo 151/2001, prevedendo che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo, comprensivo dei periodi del “normale” congedo parentale, non superiore a tre anni. Il prolungamento del congedo parentale può essere utilizzato in maniera continuativa o frazionata, a giorni, a settimane o a mesi. I genitori si possono alternare nella fruizione sia del congedo parentale sia del prolungamento del congedo parentale. La circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 1/2012 (punto 2) segnala che, il Decreto Legislativo n. 119/2011 ha inequivocabilmente risolto i problemi interpretativi proposti dalla vecchia normativa. Infatti l’art. 33 della legge 104/92, prevedeva il prolungamento "fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro". Tale disposizione aveva dato adito a problemi interpretativi, poiché era sorto il dubbio che il compimento del terzo anno di età del bambino rappresentasse il limite per la fruizione del congedo.

Pertanto i genitori possono
  • utilizzare il prolungamento del congedo parentale entro il dodicesimo anno di età del bambino;
  • usufruire di un periodo di congedo di tre anni, per ogni figlio con disabilità e, che questo periodo é il massimo fruibile complessivamente non solo dal padre e dalla madre, ma anche fra congedo parentale e prolungamento dello stesso;
  • il prolungamento del congedo parentale decorre a partire dalla conclusione del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente, così come già previsto dalla circolare 32/2012 che richiama il messaggio inps 22578 del 17/9/2007.
 Alternatività dei benefici
Le circolari Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010, inps n. 155/2010 e INPDAP n. 1/2011 specificano che trattandosi di istituti speciali rispondenti alle medesime finalità di assistenza al disabile in situazione di gravità, la fruizione dei benefici dei tre giorni di permesso mensili (art.33 comma 3 L. 104/92), del prolungamento del congedo parentale e dei permessi orari giornalieri (art 33 comma 2 L. 104/92) deve intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese.
Pertanto, nel mese in cui uno o entrambi i genitori, anche alternativamente, abbiano beneficiato di uno o più giorni di permesso ai sensi dell’art. 33, comma 3, gli stessi non potranno usufruire per lo stesso figlio dei permessi orari giornalieri (art. 33 – comma 2 L.104/92) o del prolungamento del congedo parentale.
Allo stesso modo, nel mese in cui uno o entrambi i genitori abbiano fruito, anche alternativamente, del prolungamento del congedo parentale o dei permessi orari giornalieri (art. 33 –comma 2 L. 104/92), gli altri parenti o affini aventi diritto non potranno beneficiare per lo stesso soggetto in situazione di disabilità grave dei tre giorni di permesso mensili (art. 33 – comma 3 L. 104/92).
 
Cumulabilità dei benefici
Il prolungamento del congedo parentale e, in alternativa i permessi legge 104 (orari o a giorni), sono compatibili con la fruizione del normale congedo parentale e del congedo per malattia del medesimo figlio fruito dall'altro genitore (art. 42, comma 4, D.lgs. 151/2001).
Il prolungamento del congedo parentale, i permessi orari giornalieri, i permessi mensili sono compatibili con la utilizzazione del congedo straordinario retribuito nell’arco del mese ma non negli stessi giorni.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica, nella circolare 1 del 3 Febbraio 2012, si esprime molto chiaramente sulla questione, laddove al punto 3 b si legge: “i genitori possono fruire delle predette agevolazioni (permessi di tre giorni mensili, permessi di due ore al giorno, prolungamento del congedo parentale) anche in maniera cumulata con il congedo straordinario nell’arco dello stesso mese, mentre è precluso il cumulo dei benefici nello stesso giorno”.
Ciò vale anche nel caso in cui la fruizione delle agevolazioni avvenga da parte di un solo genitore, che, pertanto, nell'arco dello stesso mese può fruire del congedo straordinario e, alternativamente (ma  come ovvio, non negli stessi giorni) dei riposi orari giornalieri o dei permessi di tre giorni mensili o del prolungamento del congedo parentale. La circolare dipartimento Funzione Pubblica n. 1/2012 precisa, altresì, che nel caso di fruizione cumulata nello stesso mese del congedo (ovvero di ferie, aspettative od altre tipologie di permesso) e dei citati permessi di cui all'art. 33, comma 3, da parte del dipendente a tempo pieno questi ultimi spettano sempre nella misura intera stabilita dalla legge (3 giorni) e non è previsto un riproporzionamento.
Si segnala, inoltre che l’art. 4 del decreto legislativo 119/2011 ha modificato l’art. 42, comma 2, del decreto legislativo n. 151/2001 eliminando la condizione che imponeva la fruizione dei permessi mensili di tre giorni “successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità”. Pertanto, anche i genitori, o altri parenti o affini di minori di tre anni hanno diritto di usufruire dei tre giorni di permesso mensile a partire dal riconoscimento di handicap grave (possibilità già introdotta dall’art. 24 della legge n. 183/2010).
 
TABELLA RIASSUNTIVA ALTERNATIVITA’ E CUMULABILITA’ BENEFICI
Figlio con grave disabilità non ricoverato Agevolazione Altre agevolazioni alternative e non cumulabili stesso mese Altre agevolazioni alternative e non cumulabili stesso mese Altri istituti compatibili fruibili stesso mese ma non stessi giorni
Fino a 3 anni Prolungamento congedo parentale Permessi orari giornalieri L. 104/92 (2 ore o 1 a seconda dell’orario) 3 giorni di  permesso mensili L. 104/92 Congedo per malattia (fruito dall’altro genitore) e
congedo straordinario retribuito
Tra i 3 e i 12 anni
 
 
Prolungamento congedo parentale No 3 giorni di permesso mensili L. 104/92 Congedo per malattia (fruito dall’altro genitore) e
congedo straordinario retribuito
 
Oltre i 12 anni
 
3 giorni di permesso
mensili L. 104/92
No No Congedo per malattia (fruito dall’altro genitore) e
congedo straordinario retribuito
 
Prolungamento del congedo parentale in caso di ricovero del minore da assistere
L’art. 3 del Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 modificando l'art. 33 del d.lgs. n. 151 del 2001, prevede che il prolungamento del congedo è accordato "a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore".
Relativamente al ricovero a tempo pieno, la circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 1 del 3/2/2012, richiama le deroghe già esplicitate nella circolare del Dipartimento Funzione Pubblica 13 del 6/12/2010, ovvero:
  • interruzione del ricovero per necessità del disabile di recarsi fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite o terapie;
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in coma vigile e/o in situazione terminale.
Si ricorda che, per ricovero a tempo pieno si intende quello, per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.
La ricorrenza delle situazioni eccezionali di cui sopra dovrà naturalmente risultare da idonea documentazione medica che l'amministrazione è tenuta a valutare.
 
Aspetti retributivi e contributivi
L’art. 34 – commi 1 e 2 del Decreto Legislativo 151 del 2001 e le circolari inps n. 133/2000 e INPDAP n. 34/2000 prevedono il diritto ad una indennità pari al 30% della retribuzione per tutto il periodo. Nel caso in cui la contrattazione collettiva stabilisca norme di maggior favore valgono queste ultime.
In tale periodo non maturano né le ferie, né la tredicesima mensilità.  I periodi di congedo parentale sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia. (co.5, dell'art.34 L. 151/2001 - l'INPDAP Circ.49 del 27.11.2000 -   Dipartimento della Funzione Pubblica Circ. 14 del 16.11.2000).
L'accredito contributivo durante questi periodi é figurativo, nel pubblico e nel privato. La contribuzione figurativa accreditata è piena (100%) e tali contributi sono utili per il raggiungimento del diritto e della misura di qualsiasi tipo di pensione.

Part-time in alternativa al congedo parentale
Si segnala, inoltre che l’art. 8 – comma 7 del Decreto Legislativo n. 81/2015 su contratti e mansioni emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act)  prevede che il lavoratore può chiedere, per una sola volta,  in  luogo  del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora  spettante  ai sensi del Capo V del decreto legislativo 26 marzo 2001,  n.  151,  la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo  pieno  in  rapporto  a tempo parziale, purché con una riduzione d'orario non  superiore  al 50 per cento. Il  datore  di  lavoro  è  tenuto  ad effettuare la trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.Si ricorda che i congedi di cui al Capo V del decreto legislativo n. 151/2001 sono:
  1. il congedo parentale previsto dall’art. 32 del Decreto Legislativo n. 151/2001 concesso per ogni bambino, nei suoi primi 12 anni di vita, a ciascun genitore;
  2. il prolungamento del congedo parentale previsto dall’art. 33 del Decreto Legislativo n. 151/2001 concesso ai genitori per l’assistenza del bambino con handicap grave (art. 3 comma 3 della legge 104/1992) nei suoi primi dodici anni di vita.
Normativa di riferimento
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge - quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate";
  • Circolare Inps 17 luglio 2000, n. 133: "Benefici a favore delle persone handicappate. Legge 8 marzo 2000, n. 53. Art. 33, commi 1, 2, 3 e 6 della legge n. 104/92";
  • Circolare Inpdap 10 luglio 2000, n. 34: "Legge quadro n. 104 del 5/2/1992 per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate. La disciplina di cui agli artt. 1, 3, 4, 33 e le innovazioni introdotte dagli artt. 19 e 20 della Legge n. 53 del 8/3/2000";
  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 - "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";
  • Messaggio INPS - Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del reddito, 17 settembre 2007, n. 22578: "Chiarimenti in merito alla decorrenza del prolungamento del congedo parentale di minore con handicap ex art. 33 D .Lgs. 151/2001";
  • Legge 4 novembre 2010, n. 183: Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro;
  • Circolare INPS 3 dicembre 2010, n. 155: “Legge n. 183 del 4 novembre 2010, art. 24. Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”;
  • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 6 dicembre 2010, n. 13 - “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - banca dati informatica presso il Dipartimento della funzione pubblica - legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24”;
  • Circolare INPDAP 14 febbraio 2011, n. 1 – “Legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24 – “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”;
  • Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 - "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi";
  • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 3 febbraio 2012, n. 1 – “Modifiche alla disciplina in materia di permessi e congedi per l'assistenza alle persone con disabilità - d.lgs. 18 luglio 2011, n.119”;
  • Circolare INPS 6 Marzo 2012, n. 32 – “Decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011. “Attuazione dell’articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi”. Modifica alla disciplina in materia di congedi e permessi per l’assistenza a disabili in situazione di gravità;
  • Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
  • Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80: “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
  • Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81: “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”. 
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani e Giorgia Di Cristofaro

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  • BNVRCP81A06L418G
    Salve, ma dato che è stata introdotta la possibilità di usufruire del congedo parentale su base oraria, è possibile fare lo stesso con i periodi che rientrano nel prolungamento del congedo o devono essere presi per forza a giornate intere Grazie



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