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La terra offre, i “Ragazzi speciali” convertono

A Castiglion Fiorentino un gruppo di giovani dell’associazione trasforma i prodotti agricoli in marmellate, sughi e creme salate. E ora sperano di diventare più competitivi sul mercato, grazie all’acquisto di un nuovo sterilizzatore per la Conserveria

30 novembre 2019

FIRENZE - Andrea, 29 anni, arriva in autobus tutte le mattine. Entra in laboratorio e non perde tempo, scarta la frutta acerba e quella marcia, poi comincia ad azionare l’estrattore, ci mette dentro i frutti più buoni per farne fuoriuscire un gustoso succo che poi imbottiglia. Alessandro, invece, è il più forzuto del gruppo, quasi instancabile. La sua stazza e i suoi muscoli gli permettono di essere il punto di riferimento per il carico e lo scarico delle merci. E poi c’è Erika, l’addetta alle vendite, quella che, quando la merce finisce nei mercatini locali, arpiona i clienti e cerca di convincerli dell’esclusiva bontà dei prodotti da comprare. E ancora Chiara, la capo-fabbrica, che si preoccupa della logistica e della gestione dello staff, che segue i ragazzi passo passo e li incoraggia a lavorare con destrezza. E infine Giulia, la super etichettatrice, che attacca le etichette agli articoli finiti e pronti per essere venduti. Li ha incontrati Jacopo Storni, giornalista di Redattore Sociale, per raccontare la loro esperienza sulle pagine di SuperAbile Inail.
 
I prodotti sono prelibatissime marmellate, sughi, creme salate, succhi di frutta, sottoli, frutta sciroppata. E ancora straccetti di chianina con olive, pappa al pomodoro, minestre di pane, melanzane alla parmigiana, alimenti che riposano nei barattoli e sottovuoto. E i lavoratori sono giovani con sindrome dello spettro autistico e disabilità intellettiva. Dieci persone intorno ai 30 anni che, coadiuvate da due volontari dell’associazione Ragazzi speciali onlus, si occupano della lavorazione di frutta e verdura per creare prodotti derivati.
 
Tutto avviene nella cosiddetta Conserveria, a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, laboratorio di 130 metri quadrati di trasformazione alimentare, dove tutte le mattine i ragazzi, dopo aver comprato i prodotti dagli agricoltori locali, trasformano gli alimenti in originali prelibatezze. Si tratta di giovani con disabilità che vivono con le proprie famiglie ma che, attraverso questa esperienza formativa e professionale gratuita, tentano di sviluppare le competenze per diventare autonomi.
 
"Quando i ragazzi disabili arrivano al nostro laboratorio", spiega l’ideatrice del progetto Sara Rapini, "trasmettono un grande entusiasmo e una grande gioia, sorridono spesso anche per le cose più semplici. Non hanno, infatti, molte possibilità oltre al restarsene a casa, confinati tra le mura domestiche senza grandi alternative. Non è affatto vero che lavorare con le persone disabili rallenta il ritmo della lavorazione. Un mito che spesso è opportuno sfatare". Nel corso del tempo sono nate amicizie profonde non soltanto tra i ragazzi, ma anche tra i loro genitori e le loro famiglie. Per questo, spiega la responsabile del gruppo, "sogniamo di realizzare una casa famiglia accanto al laboratorio dove i ragazzi possano vivere stabilmente anche fuori dall’orario delle loro attività produttive".
 
Per far crescere il laboratorio, è stata lanciata una raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding Eppela con l’obiettivo di raccogliere i 20mila euro necessari ad acquistare un nuovo sterilizzatore in grado di rendere più efficiente e sicura la produzione di marmellate, confetture e ragù, garantendo così una maggiore occupazione ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico che ci lavorano. Al raggiungimento del 50% del budget, la Fondazione CR Firenze raddoppia la cifra raccolta per un massimo di 20mila euro.
 
"Essere stati scelti con il nostro progetto, che vuole migliorare il laboratorio di trasformazione alimentare, è per noi una grande soddisfazione ma più che altro un’opportunità per far crescere e sviluppare la conoscenza dei nostri prodotti, sperando di aumentare così anche i nostri canali di distribuzione. Il nostro obiettivo è concludere positivamente la campagna di raccolta fondi per far volare sempre più in alto i nostri sogni", chiarisce Rapini. L’associazione ha raccolto 13mila euro, che sono diventati 20mila. E proprio in questi giorni è stato ordinato lo sterilizzatore.
 
L’idea dell’associazione e della conseguente Conserveria è nata, nel 2005, proprio da Sara Rapini, sensibile al tema per il fatto di avere una nipote nello spettro autistico. "Ho pensato che era importante fare qualcosa per questi ragazzi e ragazze svantaggiati, e così mi sono attivata", confida. E ora l’obiettivo è quello di creare profitto attraverso la vendita delle conserve, al fine di poter offrire ai lavoratori con disabilità un piccolo stipendio per il loro impegno professionale. Tutte le materie prime, dalla frutta alla verdura, arrivano dai contadini della zona intorno a Castiglion Fiorentino. Ma la Conserveria è anche un luogo aperto a chi, producendo nella propria azienda agricola frutta e verdura in eccedenza, vuole realizzare e confezionare confetture e quant’altro in modo etico, solidale e sicuro.

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