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Progetto Rain Man, 4 giovani con autismo assunti come programmatori da multinazionale francese

Con un percorso formativo ad hoc, quattro persone con autismo sono state assunte nella filiale bolognese dell'azienda Alstom: ricopriranno ruoli di responsabilità e coopereranno con un team di ingegneri. I vertici Ausl: “Progetto Unico in Italia". Alstom: “Incredibile valore aggiunto per l'azienda”

23 novembre 2018

BOLOGNA - "Quando mio figlio aveva quattro anni mi dissero che con difficoltà avrebbe imparato a leggere e scrivere. Ora invece è alla seconda laurea e lavora in una multinazionale". A parlare è Giovanna Caretto, mamma di Vincenzo, 25 enne assunto a tempo indeterminato nella sede bolognese della multinazionale francese Alstom. Sono 4 le persone che, Vincenzo compreso, sono accomunate da una diagnosi di disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento e sono state tutte assunte nella sede bolognese della Alstom, azienda specializzata nello sviluppo e commercializzazione di sistemi, apparecchiature e servizi per il settore ferroviario. Senza laurea (l'unica eccezione quella di Vincenzo) ma con abilità fuori dal comune, i 4 lavorano ora con un team di ingegneri. Il risultato è stato raggiunto grazie al progetto "Rain Man", un percorso di inserimento lavorativo che ha visto l'Alstom e l'Ausl di Bologna fare squadra assieme all'Angsa, l'Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici.
 
Accompagnati dagli educatori del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e da un team di ingegneri Alstom, i protagonisti del progetto “Rain Man” hanno compiuto un semestre di tirocinio professionale per acquisire le competenze di analista programmatore. Il tirocinio è stato quindi successivamente rinnovato, per tutti, per un secondo semestre, per concludersi con un’assunzione a tempo indeterminato. Un quinto partecipante al progetto, inserito inizialmente in azienda con un percorso scolastico di alternanza scuola-lavoro, terminerà il tirocinio il 31 dicembre 2018. Alla fine del percorso, concludono i tecnici della multinazionale, "abbiamo scoperto che Vincenzo e i suoi colleghi hanno in certi contesti prestazioni che altri non possono avere. Si specializzeranno nel campo dei test dei sistemi di segnalamento". "Siamo di fronte a un incredibile valore aggiunto per l’azienda", ha dichiarato Gabriella Morra del reparto Risorse Umane di Alstom Italia.
 
"È un'impresa straordinaria quella a cui abbiamo dato vita - commenta la responsabile del Programma disabilità dell'Ausl di Bologna Rita Di Sarro - Parliamo di persone che non trovano solitamente nessuna collocazione nel mondo del lavoro e che non solo hanno ottenuto un contratto a tempo indeterminato, ma hanno anche assunto posizioni di responsabilità". Chi ha un disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento, conclude Di Sarro, "può avere in alcuni campi prestazioni eccezionali, ad esempio in quello matematico e informatico, ma spesso ha pochissime competenze nel campo relazionale". "Alle superiori - spiega la madre di Vincenzo - mio figlio non riusciva nemmeno ad andare a scuola da solo, oggi invece si reca in ufficio in autonomia. È la dimostrazione che seguendo questi ragazzi si possono ottenere risultati eccellenti e che, se le aziende ci credono, possono assumere autistici anche per lavori non marginali".
 
“Dei 5 uomini seguiti dal nostro team del Dipartimento di Salute Mentale solo uno aveva precedenti esperienze lavorative, in un ambito però del tutto diverso, mentre 4 vivono ancora in famiglia. Ora che hanno lavoro e un'autonomia economica, gli educatori dell’Azienda Usl di Bologna stanno ora sviluppando progetti personalizzati per rafforzarne competenze e consapevolezze nella gestione del quotidiano. In vista, per tutti, la possibilità di affrancarsi dalla vita in famiglia e costruire una propria indipendenza abitativa”, ha dichiarato Francesca Novaco, Direttore Sanitario Azienda Usl di Bologna. Le quattro assunzioni del progetto Rain Man, "sperimentazione unica in Italia" dicono Ausl e Alstom, potrebbero a breve aumentare. A Firenze infatti la multinazionale francese in collaborazione con l'Azienda sanitaria locale Toscana sta progettando l'assunzione di altre tre persone con autismo.
 
Nel 2017 sono state 1,264 le persone seguite dall'Ausl di Bologna all'interno di un percorso di inserimento lavorativo (erano 980 nel 2015), di queste 170 hanno ottenuto un normale contratto di lavoro senza protezioni ed agevolazioni. 296 invece gli under 18 con disturbo autistico seguito dall'azienda Usl bolognese, mentre sono 59 gli adulti. Un dato in costante aumento di circa il 30% l'anno.

di Giovanni Stinco

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