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Ragazzi con disabilità al lavoro: nasce a Roma l'"Albergo Etico"

Un albergo, una scuola, una casa, un futuro: è questo l'Albergo Etico, progetto nato dalla volontà di un imprenditore del settore, che dopo un incidente motociclistico e una riabilitazione molto lunga, ha pensato fosse il caso di fare qualcosa in più. è una struttura alberghiera piccola ma che ha un grande valore aggiunto: a lavorare sono stati chiamati ragazzi con disabilità

15 aprile 2018

ROMA - Un albergo, una scuola, una casa, un futuro. è questo l'Albergo Etico, un progetto nato e avviato dalla volontà di un imprenditore del settore convinto che "se tutti dedicassimo una parte del nostro lavoro per gli altri vivremmo in un mondo migliore". L'imprenditore si chiama Antonio Pelosi che all'agenzia Dire ha raccontato la sua storia e la nascita di questa struttura alberghiera che aprirà a Roma nel mese di settembre.
 
"Dieci anni fa circa- racconta Pelosi- ho avuto un incidente motociclistico. Dopo una riabilitazione molto lunga ho pensato fosse il caso di fare qualcosa in più. Faccio già da tempo molto volontariato e l'idea è stata quella di mettere a frutto il proprio talento per fare qualcosa per gli altri". Si tratta di una struttura alberghiera piccola ma che ha un grande valore aggiunto: a lavorare sono stati chiamati "ragazzi con disabilità che lavoreranno con con professionisti normodotati che li formeranno".
 
"Per questo la parola scuola- specifica ancora Pelosi- si abbina bene al progetto, i ragazzi impareranno un mestiere e la mia speranza è che dopo 12-18 mesi di apprendistato possano trovare un lavoro anche esterno all'albergo etico, per riprendersi una vita con la V maiuscola". Un'iniziativa totalmente no-profit perché i guadagni serviranno alla gestione corrente e "per finanziare altre onlus che operano nel settore della disabilità e del disagio sociale".
 
E se si percepisce l'entusiasmo dell'ideatore del progetto, queste emozioni sono amplificate nei ragazzi che prenderanno parte a questa avventura. Tra loro c'è Lorenzo Loy Donà che spera di lavorare bene: "Me lo auguro per me e spero potrà cambiare in meglio la mia vita, renderla normale come quella di tutti i ragazzi". è Giacomo Cannuccari, invece, a sottolineare quanto per loro sia importante "lavorare ma anche stare insieme e fare squadra". La speranza dei due ragazzi è condivisa da Laura Spaziani, una ragazza che dopo il coma vuole a tutti i costi riprendere in mano la sua vita: "Non possiamo fare tutto alla perfezione – dice - ma daremo il meglio". Perché in fondo quello che davvero desiderano lo dice lei con semplicità: organizzarsi meglio le giornate, diventare autonomi e indipendenti. E per farlo, serve necessariamente un lavoro.

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