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Autismo e rientro a scuola, “sarebbe amarissimo il balletto dei sostegni”

La presidente di Angsa Lazio torna sul tema, dopo che la ministra Azzolina ha definito gli studenti disabili "priorità assoluta”. Per garantire la continuità didattica, “avevamo chiesto al Miur che il docente con contratto a tempo determinato potesse essere riconfermato, purché specializzato sul sostegno e su richiesta della famiglia”

5 settembre 2020

ROMA – “Gli alunni disabili sono una priorità assoluta”: la ministra Azzolina lo ha detto a chiare lettere, replicando alla denuncia di Salvini, il quale a sua volta rilanciava le accuse di Rosi Pennino, mamma di una ragazza disabile e presidente di ParlAutismo, secondo cui gli studenti con disabilità sarebbero di fatto abbandonati, in questa fase di emergenza e riorganizzazione.

Pur plaudendo all'attenzione dichiarata dalla ministra, tuttavia ribadisce Stefania Stellino, presidente di Angsa Lazio, che “la campanella non suonerà forse per tutti, il 14 settembre, perché credo che assisteremo all’immancabile rebus sul balletto dei sostegni. Avviene sempre, a settembre, ma mai come quest’anno però ha un sapore diverso, molto più amaro – riferisce Stellino - Perché oltre agli spazi e agli ambienti per gli alunni e studenti con autismo e disabilità intellettiva si dovrà mettere in conto il doversi abituare a figure nuove (non solo insegnanti di sostegno, ma anche, AEC, OEPA, assistenti alla autonomia e comunicazione) per chi non ha sostegni curricolari”.

Ricorda ancora, Stellino, che “da marzo i ragazzi non vanno a scuola: quel poco o tanto di empatia che avevano conquistato si è sbiadita con l'interruzione della presenza. Già è molto difficile ridare colore a quei legami dopo la pausa estiva – osserva - figuriamoci dopo ben sette mesi di assenza. La nuova scuola sarà per loro una giungla caotica”.

Come prevenire, allora, un problema che era facile prevedere? “Graduatorie e assegnazioni sono di pertinenza del ministero – ricorda Stellino - che avrebbe dovuto garantire la continuità e avrabbe potuto farlo facilmente: sarebbe bastato andare in deroga all’art. 14 del decreto legislativo 96/2019 (correttivo del d.lgs 66/2017, attuativo della legge 107/2015), il quale prevede che il docente con contratto a tempo determinato possa essere riconfermato, purché specializzato sul sostegno e su richiesta della famiglia”. E quello che “avevamo chiesto a gran voce, nel documento di Fish presentato al ministero dell'Istruzione. Ma non è stato fatto”.

Ora, spetta alle scuole il compito di garantire comunque agli studenti con disabilità un rientro sereno: “Possono farlo – spiega Stellino – costruendo percorsi condivisi e prevedibili per gli alunni e studenti che appunto necessitano di prevedibilità, come quelli nello spettro dell’autismo. Fortunatamente buone prassi ne abbiamo. Non tutto è nero, esistono anche il grigio e perfino i colori”.

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