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Scuola, Anief: “Linee guida per settembre inutili se non aumentano organici e classi”

Le proposte del sindacato: incrementare docenti e Ata, ma anche nuove classi, con meno alunni; rivedere le responsabilità penali dei lavoratori che rivestono ruoli di responsabilità; ricalibrare il rapporto alunni-docenti-Ata

26 giugno 2020

ROMA - Sul piano per la ripresa delle attività didattiche a settembre, che si aggiunge al protocollo sulla sicurezza e ai tavoli regionali, il sindacato Anief ha detto al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali delle cose chiare: incrementare docenti e Ata, ma anche nuove classi, con meno alunni; rivedere le responsabilità penali dei lavoratori che rivestono ruoli di responsabilità; ricalibrare il rapporto alunni-docenti-Ata. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato autonomo, al termine dell’incontro dei sindacati con la titolare del dicastero dell’Istruzione per analizzare le Linee Guida in via di approvazione definitiva. Le Linee Guida per la ripresa della scuola in presenza necessitano di accorgimenti. I motivi sono stati spiegati dal professor Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Le tre richieste base

Nel corso della sua analisi dell’incontro tenuto con la ministra dell’Istruzione, il sindacalista ha detto che “non si può far ripartire le scuole a settembre con gli attuali organici, con le attuali classi e con le attuali sedi di dirigenza scolastica; in secondo luogo, è evidente che bisogna rimettere mano alla responsabilità penali di tutto il personale, dalle Rls alle Rsu fino alle Rspp; in terza battuta, è chiaro che quando si realizza un intervento del genere – dopo quello che è stato già detto nell’incontro con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, anche a Villa Pamphili, e con il Cnel – bisogna andare a ricalibrare il rapporto docenti-alunni-Ata, per consentire l’igienizzazione corrente, il distanziamento sociale, una maggiore performance negli apprendimenti, il diritto allo studio anche in riferimento alla povertà educativa, la possibilità di realizzare classi con massimo 15 alunni e non con 30-32 in aule di 35 metri quadri.

Come ripartire

Il referente dell’Anief ha aggiunto che “i dirigenti scolastici non possono essere tali per 7-8 plessi, ma al massimo per 3 plessi: questo significa riattivare almeno 5 mila sedi di dirigenza scolastica. Le Linee Guida forniscono una linea di indirizzo, quindi vorremmo che contenessero tali contenuti. Poi, certamente, siamo pronti, con i protocolli di sicurezza, a cercare di fare ripartire la scuola a settembre, così come si sono svolti gli Esami di Stato e come è ripartita la vita. Sugli ambienti di lavoro dobbiamo stare attenti. Sul documento di 10 pagine prodotto dal Ministero abbiamo presentato 37 pagine di osservazioni”.

Servono 200 mila supplenti in più

Questo è l’Anief, ha detto ancora il suo presidente: “si analizzano e studiano i documenti ufficiali, si danno indicazioni e si spera che il decisore politico li porti avanti. Una di queste è che abbiamo bisogno di 200 mila persone in più da assumere subito, perché c’è necessità di eliminare le classi pollaio e quasi raddoppiare il numero di aule e aumentare quindi gli organici. Come c’è bisogno di maggiore personale Ata, quindi collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, ma subito. Sono queste le priorità: lo abbiamo detto al premier Conte e poi alla ministra Azzolina”, ha concluso Pacifico.

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