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Sostegno, Bussetti annuncia corsi per specializzare 40 mila insegnanti in 3 anni. Anief: bene, ma cambiare le norme

Il sindacato: “Ricordiamo al titolare dell’Istruzione italiana che ancora oggi ci sono 30 mila docenti abilitati e specializzati che non riescono ad essere assunti dallo Stato perché esclusi dall’ostinazione dell’amministrazione a non riaprire le GaE”

22 novembre 2018

ROMA - “Fa piacere venire a conoscenza dal ministro dell’Istruzione che nei prossimi tre anni il Miur è intenzionato a specializzare sul sostegno 40 mila insegnanti abilitati, considerando che i posti vacanti sono ancora di più e destinati a crescere ulteriormente: tuttavia, ricordiamo al titolare dell’Istruzione italiana che ancora oggi ci sono 30 mila docenti abilitati e specializzati che non riescono ad essere assunti dallo Stato perché esclusi dall’ostinazione dell’amministrazione a non riaprire le GaE (graduatorie ad esaurimento, ndr)”: è il commento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, all’intenzione espressa pubblicamente dal Ministero dell’Istruzione di specializzare un elevato numero di docenti insegnanti. Per l’immediato sarebbe molto più utile dare seguito all’emendamento ispirato da Anief all’articolo 28 della Legge di Stabilità, in base al quale si ritiene necessario eliminare qualsiasi limite all’organico dei docenti di sostegno, adeguandone la consistenza, senza alcuna deroga, al rapporto uno a due per tutte le situazioni certificate di grave disabilità con i posti vacanti spostati, dopo due anni, in organico di diritto.
 
Per risolvere il problema atavico del sostegno agli alunni disabili, non basta avviare dei corsi specializzanti per chi vuole dedicarsi alla didattica speciale: “La necessità di avviare i corsi di specializzazione è evidente, perché anche all’inizio del corrente anno scolastico – spiega il leader dell’Anief - sono stati assegnati ben 50 mila posti in deroga. E sarebbero stati il doppio se fossero state accolte le richieste dei presidi e delle équipe mediche. A questo scopo, per evitare che si continuino a ledere i diritti degli alunni disabili, che meriterebbero invece il doppio delle attenzioni, come Anief continuiamo a condurre l'iniziativa #nonunoradimeno, senza alcun costo per le famiglie, al fine di far affiancare agli alunni disabili gli insegnanti di sostegno per tutte le ore settimanali previste preventivamente dagli organi di competenza”.
 
Anief ricorda come tutti i tentativi sinora realizzati per incrementare il numero di docenti specializzati siano andati a vuoto: gli ultimi tre cicli di corsi per specializzare con le università, inoltre, sono stati organizzati a numero rigorosamente chiuso, con un alto numero di candidati rimasti esclusi. “Il risultato di questa politica scellerata – continua Pacifico – si è avuto questa estate, quando sono andate scoperte il 90% delle circa 13 mila cattedre di sostegno assegnate per i ruoli, con appena 1.600 immissioni in ruolo effettuate”.
 
“Anief aveva provato a superare il problema, facendosi parte attiva nel riaprire le GaE: attraverso il decreto Milleproroghe, in Senato si era riusciti nell’intento, salvo poi vedere bocciato l’emendamento alla Camera ad inizio settembre. A questo punto, se vogliamo dirla tutta, sarebbe quasi inutile organizzare nuovi corsi per formare insegnanti specializzati se poi si continua a perpetrare questa politica di non assunzioni. Molto utile, ai fini dell’immediata continuità, sarebbe dare seguito all’emendamento ispirato da Anief all’articolo 28 della Legge di Stabilità, in base al quale si ritiene necessario eliminare qualsiasi limite all’organico dei docenti di sostegno, adeguandone la consistenza, senza alcuna deroga, al rapporto uno a due per tutte le situazioni certificate di grave disabilità con i posti vacanti spostati, dopo due anni, in organico di diritto”, conclude il sindacalista autonomo.
 
Ma quali sono i tempi di attivazione dei prossimi corsi di sostegno? “Il Miur – scrive Orizzonte Scuola - assicura che i corsi partiranno entro il 2019. Si tratta di 40.000 posti suddivisi in tre annualità. Bisognerà attendere la legge di Bilancio e l’attivazione da parte delle Università. Se la legge verrà approvata senza modifiche, potranno accedere ai corsi di sostegno i docenti in possesso di abilitazione specifica all’insegnamento o laurea più 24 CFU in discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, con riferimento con riferimento alle procedure distinte per la secondaria di primo o secondo grado. Rispetto al passato, dunque, è possibile accedere ai corsi di sostegno con la sola laurea e i 24 CFU, oltre che con l’abilitazione”.
 
Per quel che riguarda l’attivazione dei corsi di sostegno, va detto che “le università sono già al lavoro per indicare il numero massimo di posti che metteranno a disposizione e per attivare i corsi, che dovranno svolgersi entro l’a.a. 2018/19”, anche con attività on line. “Il corso prevedrà una selezione in ingresso. Nei corsi precedenti le prove sono state tre: test di ingresso, prova scritta e prova orale. Al momento non ci sono indicazioni sulle prove da sostenere”.
 
Anief ricorda che l'indirizzo sostegno@anief.net è a disposizione di tutte le famiglie, dei docenti e dei dirigenti che necessitano di un intervento risolutore, al fine di ottenere per ogni alunno il corretto apporto di ore di sostegno prescritto dalla Programmazione Educativa Individualizzata, nel pieno rispetto della normativa e dei diritti degli alunni con disabilità.

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