SuperAbile






In In Europa

Notizie


Lavoro e cura, oltre 3 mila associazioni aspettano la “direttiva” per la conciliazione

Lettera aperta al Parlamento europeo di 3.471 associazioni e 89 sindacati: “si adotti una posizione comune sulla proposta di una direttiva sul 'work-life balance', a sostegno di tutte le persone che si dividono tra lavoro e cura

19 giugno 2018

ROMA - “Il destino dei genitori che lavorano e che si prendono cura è nelle vostre mani”: così 3.471 associazioni e 89 sindacati di tutta Europa si rivolgono al Parlamento europeo, indirizzando una lettera aperta in cui chiedono “di adottare una posizione in merito alla proposta di direttiva sul 'work-life balance' (conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita) per i genitori e coloro che prestano assistenza, in occasione dell'incontro del prossimo 21 giugno. Con la vostra decisione – sottolineano i firmatari – segnerete il destino di milioni di genitori che, in tutta l'Unione europea, ogni giorno si destreggiano, con il proprio lavoro, tra le responsabilità verso i figli, le famiglie e altre persone che hanno bisogno di supporto. L'attuale quadro giuridico e istituzionale dell'Ue – spiegano - non risponde in modo adeguato alle sfide affrontate dai suoi cittadini e non fornisce soluzioni adatte alle esigenze delle società moderne. La proposta di direttiva contiene dunque disposizioni per migliorare la conciliazione tra lavoro e cura tra uomini e donne, introducendo norme minime per il congedo di paternità retribuito, il congedo parentale retribuito, i congedi di assistenza e le modalità di lavoro flessibili per genitori e assistenti.
 
La proposta va nella direzione giusta. Tutti i capi di Stato e di governo dell'Ue, insieme alle istituzioni dell'UE, hanno proclamato il “Pilastro europeo dei Diritti sociali” a Göteborg, nel novembre 2017: questa direttiva ne è la prima applicazione concreta, che trasformerebbe i principi in realtà, apportando miglioramenti alle vite di milioni di genitori e assistenti”.
 
La Commissione europea ha pubblicato la proposta il 26 aprile 2017. Ora, a più di un anno dopo la pubblicazione e a un anno dalle elezioni europee del 2019, è tempo per voi di assumerci le vostre responsabilità, facendo in modo che i cittadini recuperino la fiducia nel progetto europeo e nella sua dimensione sociale. I genitori che lavorano e le loro famiglie, così come gli assistenti e coloro che dipendono da loro non hanno tempo da perdere”.
 
La proposta. La proposta relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare stabilisce una serie di standard minimi nuovi o più elevati per il congedo di paternità, il congedo parentale e il congedo per i prestatori di assistenza. Essa introduce il diritto per cui i padri possono prendere un periodo di congedo di durata non inferiore a 10 giorni lavorativi in occasione della nascita di un figlio. La proposta prevede inoltre che il diritto a quattro mesi di congedo parentale possa essere utilizzato fino ai 12 anni di età del figlio, rispetto all'attuale linea guida non vincolante degli 8 anni di età. Il congedo parentale di quattro mesi diventa inoltre un diritto individuale delle madri e dei padri, e in quanto tale non è trasferibile all'altro genitore: un potente incentivo affinché anche gli uomini vi facciano ricorso. Viene inoltre introdotto per la prima volta un congedo di cinque giorni l'anno per i prestatori di assistenza, in caso di malattia di un parente diretto. Tutte queste modalità di congedo familiare saranno retribuite almeno al livello del congedo di malattia. La proposta concederà inoltre ai genitori di bambini fino a 12 anni di età e ai prestatori di assistenza il diritto di chiedere modalità di lavoro flessibili, quali l'orario di lavoro flessibile o ridotto o la flessibilità per quanto concerne il luogo di lavoro. Le misure proposte intendono in particolare accrescere le opportunità per gli uomini di assumersi responsabilità genitoriali e di assistenza. Oltre a recare benefici per i bambini, esse contribuiranno ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, riducendo la disparità tra uomini e donne nell'occupazione, che nel 2015 ammontava ancora all'11,6 % e tocca addirittura quota 30 % nel caso delle famiglie con bambini di età inferiore a 6 anni. Si tratta di uno degli elementi alla base del divario retributivo di genere (16,3 %) e del divario pensionistico di genere (40 %). Gli Stati membri possono affidare alle parti sociali l'attuazione di questa direttiva purché siano garantiti i risultati che essa persegue.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati