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Emergenza caldo: agli anziani ci pensano i custodi sociali

A Milano, nei giorni a rischio per le ondate di caldo, chiamano tutti gli over 75 messi a dura prova dalle temperature torride. Sono 152 in tutta la città. Il custode Achille Gilardi: "Sentiamo se stanno bene, diamo loro i consigli per evitare malori"

1 agosto 2010

MILANO - Sono le sentinelle dei disagi di Milano. Nei giorni a rischio per le ondate di caldo, chiamano tutti gli over 75 messi a dura prova dalle temperature torride. Si chiamano custodi sociali e sono 152 in tutta la città. In via Anselmo da Baggio, al 54, lavora Achille Gilardi, custode sociale dal 2007 e responsabile per l'ononimo quartiere. L'ufficio si trova al primo piano. Dentro, due delle dieci operatrici della zona parlano al telefono. Insieme a loro, lavora anche un custode sociale Aler.

"Il nostro compito è chiamare i nostri utenti inseriti nell'anagrafe delle persone a rischio redatta dall'Asl  spiega Gilardi-. Sentiamo se stanno bene, diamo loro i consigli per evitare malori e segnaliamo l'800.777.888, numero verde che devono chiamare in caso di malore". Ma il servizio per il piano anticaldo è solo una parte del lavoro: "Essere custode sociale non significa fare un lavoro stagionale -continua l'operatore-. Per tutto l'anno si seguono sul territorio le vicende delle persone in difficoltà, occupandosi di tutto: anziani, minori, adulti in difficoltà, sia italiani sia stranieri". Le attività vanno dalla preparazione dei pasti a domicilio, al servizio alla persona, senza contare le attività ricreative. Una di queste è "Lo stanzino", il cosiddetto sportello prossimità di via Quarti, gestito dalla cooperativa "Il filo d'Arianna". Una volta alla settimana lo spazio è destinato alla socialità degli anziani, mentre per due volte è lasciato ai minori come luogo d'incontro per fare i compiti, feste, giocare insieme.

A fine giornata ogni custode, referente di zona, manda al proprio responsabile il foglio in cui sono segnate tutte le chiamate effettuate nella giornata. Achille Gilardi ha in mano un palmare, in cui registra ogni singola attività del giorno. "Anche quest'intervista: compare alla voce 'diffusione del servizio'", dice. Per l'utilizzo del palmare, la fondazione don Gnocchi e il comune di Milano hanno stretto un comodato d'uso con Vodafone. Le macchine con cui gli operatori si spostano, invece, sono del comune.

Gilardi lavora per un'associazione temporanea di scopo (A.s.t.) formata dalla fondazione don Gnocchi, dalla fondazione Aquiloni e dal Consorzio Farsi prossimo. L'associazione si è aggiudicata in un bando le zone 7, 8 e 9 della città. Le zone 1, 5 e 6 sono invece gestite dall'associazione Nuovi orizzonti, mentre la 2, 3 e 4 dalla fondazione fratelli di San Francesco. "L'assessorato alle Politiche sociali ci ha affidato un mandato - chiarisce Gilardi -: grazie a loro siamo in grado di costruire una rete attorno alle persone fragili, perché da soli non possiamo battere tutto il territorio". Per questo i custodi sociali chiedono l'aiuto degli assistenti sociali, dei portieri, dei medici di base, dei volontari delle parrocchie e dei custodi sociosanitari, per rintracciare le persone in difficoltà. (Lorenzo Bagnoli)

(3 agosto 2010)

di d.marsicano

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