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Approvato il programma dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità

Il programma di azioni e la definizione del funzionamento dei relativi gruppi di lavoro dell’Osservatorio sono stati approvati il 10 luglio 2019.

14 agosto 2019

Il - Documento di proposte di attività dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità - definisce le linee di intervento per le attività dell’Osservatorio, riprendendo quanto già delineato nei precedenti Programmi di azione.
Le attività sono demandate al lavoro dei gruppi di lavoro, ne sono indicati tredici, come organizzati nel documento: Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, approvato lo stesso giorno.
 
L’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (OND) è istituito con la Legge 18/2009 con il compito di promuovere l’attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità (di seguito CRPD) attraverso la predisposizione di programmi di azione triennali e la realizzazione di studi, monitoraggi e ricerche.
 
L’OND è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero dal Ministro delegato per le Disabilità e la Famiglia, dal 2018 – precedentemente in carico al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - e a gennaio 2019, a coordinare il Comitato tecnico scientifico dell’OND, è stato nominato il dott. Giampiero Griffo.
 
Le proposte contenute nel documento approvato sono ampie e articolate, hanno come obiettivo:
  • Realizzare all’interno del governo un meccanismo efficace di coordinamento tra tutti i ministeri e le Agenzie pubbliche che permetta l’applicazione della CRPD in tutti gli ambiti di competenza governativi;
  • Selezionare una serie di azioni, all’interno del secondo programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, che siano ragionevolmente realizzabili nel periodo di attività dell’Osservatorio;
  • Coordinare l’attuazione del secondo programma biennale, le osservazioni conclusive del Comitato sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite ed i contenuti del Codice della disabilità del governo avviando alcune azioni essenziali per la reale applicazione della CRPD”.
Il documento interviene specificatamente su nove aree: 1. non discriminazione; 2. diritto alla vita adulta; 3. contrasto alla segregazione; 4. rete dei servizi per l’inclusione; 5. donne con disabilità; 6. accessibilità; 7. libertà, diritti civili e partecipazione; 8. monitoraggio; 9. cooperazione internazionale.
La diretta relazione con l’attuazione della Convenzione è esplicita nel richiamo ai suoi articoli, a sottolineare che questi sono gli obiettivi indicati da raggiungere. Per ognuna delle aree sono, inoltre, articolati singoli e più circoscritti argomenti in carico a i gruppi di lavoro.
 
Per quanto attiene l’area dell’accessibilità (n. 6), in considerazione delle molte e diverse situazioni su cui intervenire, vengono indicati ambiti ampi di azione dall’accessibilità degli edifici e servizi pubblici alla formazione curriculare sul universal design.
A questi si affiancano già alcune precise declinazioni di interesse dei gruppi di lavoro quali: accessibilità ai sistemi di trasporto e trasporto e mobilità privata; accessibilità all’informazione e alla comunicazione, accessibilità alla vita culturale e degli apparti e servizi di telefonia; accessibilità dei servizi di soccorso e di emergenza.
 
In conclusione è interessante fare una breve annotazione sul Codice della disabilità del governo, citato nel documento in merito (negli obiettivi) al necessario coordinamento dell’OND tra contenuti di diversi documenti.
Per contestualizzare e capire dove nasce questo codice, bisogna partire dalla approvazione da parte del Consiglio dei ministri di febbraio 2019 di dieci disegni di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore.
Tra questi c’è: Delega al Governo di semplificazione e codificazione in materia di disabilità. E all’art. 1 del DDL, è indicato: “il Governo è delegato ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi volti ad armonizzare, riordinare e semplificare, anche innovandole, le disposizioni vigenti in materia di disabilità, anche ai fini della definizione del “Codice per la persona con disabilità”. Il DDL, tuttavia, non risulta essere arrivato all’esame del Parlamento.
 
Le versioni complete dei documenti approvati sono disponibili nella sezione di raccolta documenti del sito web dell’Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità.
 
 
 
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di Giuseppina Carella

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