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Città accessibili a tutti. Dall’iniziativa di INU i nuovi sviluppi

Il Progetto “Città accessibili a tutti” è stato inserito nel Patto per l’urbanistica lanciato a Riva del Garda, il 5 aprile 2019, durante il XXX Congresso di INU.

10 aprile 2019

Il Congresso dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – INU- dal titolo “Governare la frammentazione” è stato accompagnato da diversi seminari tra i quali la Rassegna Urbanistica Nazionale "Mosaico Italia: raccontare il futuro" durante la quale sono state presentate le Linee Guida – Politiche integrate per città accessibili a tutti -, frutto del lavoro iniziato nel 2016 con il Progetto “Città accessibili a tutti”.
 
Le Linee guida non sono solo il risultato di quanto emerso durante i tavoli di lavoro organizzati, la sintesi di progetti e proposte, il prodotto di scambi e confronti con istituzioni pubbliche e private, ma soprattutto un punto di inizio. Contengono, come definiti “indirizzi di approccio” che tracciano un’ampia prospettiva di impegni futuri e uno scenario di condivisione per quanti operano nel settore o/e a vario titolo sono e devono essere coinvolti ed impegnati sul tema dell’accessibilità.
 
Ma, proprio per avere indicazioni precise sul futuro del Progetto Città accessibili a tutti e sulle iniziative sulle stesse Linee guida, l’architetto Iginio Rossi, coordinatore del Progetto insieme ad Alessandro Bruni, Presidente INU Umbria, rispondendo ad alcune domande offre molti altri spunti di riflessione.
Dice: “Stiamo definendo il programma 2019-2021 che sarà incentrato sulla diffusione e sull’implementazione delle Linee guida considerando, queste ultime, un’indicazione inevitabilmente dinamica nel tempo e nei luoghi, per questi caratteri abbiamo scelto di utilizzare la modalità della piattaforma web “atlantecittaccessibiliatutti.inu.it” che consente aggiornamento e condivisione. Il nostro impegno sarà rivolto ad ampliare i soggetti aderenti al progetto pilota consolidando anche rapporti internazionali utili all’approfondimento di tematiche che in altri Paesi europei hanno raggiunto importanti gradi di efficienza”.
 
E ancora, sulle occasioni di promozione delle Linee guida, risponde: “Nella VII Rassegna Urbanistica Nazionale le Linee guida occupano una posizione progettuale rivolgendosi alle amministrazioni pubbliche e private per orientare e incidere positivamente sulla definizione delle politiche che devono essere maggiormente integrate abbandonando la collocazione settoriale che purtroppo continua a caratterizzare quelle inerenti l’accessibilità per tutti.
Il 30 maggio 2019 in occasione della Biennale dello spazio pubblico 2019 svilupperemo un workshop su “Reti della mobilità dolce per città accessibili a tutti”.
I Progetti: Reti della mobilità ciclabile e Città accessibili, sono due progetti che l’INU sta conducendo con programmi e gruppi di lavoro autonomi.
Le due iniziative però mantengono una forte connessione tematica che richiede momenti di riflessione congiunti e confronti finalizzati al rafforzamento dei reciproci effetti sulla qualità del funzionamento urbano e territoriale.
Il primo, che si propone di affrontare la complessità della mobilità dolce (pedonale, ciclabile, ippica, vie d’acqua, ferrovie lente), considera i percorsi per gli spostamenti a basso impatto, una dotazione sicuramente rarefatta che però costituisce un importante carattere per misurare la qualità della vita ma, anche contribuisce a una maggiore sostenibilità dello sviluppo di città e territori, questi ultimi estesi anche alla dimensione rurale, a condizione che la stessa si configuri una rete integrata nei sistemi della mobilità, pianificazione urbanistica, ambiente, paesaggio, promozione culturale e turistica, sviluppo e valorizzazione.
Il secondo si colloca nella prospettiva della visione inclusiva in cui assumono rilevanza i limiti all’accesso delle persone alla fruizione di città a territori. La presenza di ostacoli fisici, sensoriali, percettivi, cognitivi, sociali, culturali, economici, caratterizza i nostri luoghi nonostante varie disposizioni di legge impongano soluzioni che dovrebbero garantire: il pieno sviluppo della persona; l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale; l’accessibilità senza discriminazione; il rispetto della dignità umana; la rimozione delle barriere.
Durante l’incontro del workshop, adottando la modalità dei Tavoli di confronto, l’obiettivo è far emergere per definire indirizzi e prospettive per migliorare la qualità di città e territori contribuendo all’integrazione progettuale e gestionale orientata alla cultura di percorsi per la mobilità dolce efficienti e dell’accessibilità a 360° per tutti.
 
In Novembre 2019, a Torino, in occasione di Urbanpromo Progetti per il Paese affronteremo le “Barriere all’abitare”: smallfamilies, persone con condizioni di disabilità, di povertà assoluta, … città accessibili a tutti”. Le esemplificazioni, nonostante rispondano a specificità molto nette e appartengano a pratiche frammentate, trattano una “dimensione” scarsamente affrontata all’interno di visioni complessive e coerenti e tanto meno di disegni unitari che potrebbero essere posti quali obiettivi di un incontro in cui approfondire le Linee guida per politiche integrate e sviluppare il confronto tra le esperienze individuate attraverso uno specifico Call for Papers lanciato dallo stesso Progetto.
 
Infine “Città accessibili a tutti” si inserisce nel Patto per l’urbanistica, un impegno inderogabile, una scelta politica e culturale, che agisce sulle diseguaglianze si fonda su cinque traguardi: garantire prestazioni inderogabili in tutto il Paese; qualificare un sistema di azioni per i territori; attualizzare l’efficienza tra programmazione, fiscalità e pianificazione; differenziare un regionalismo efficace e non divisivo; democratizzare il governo delle aree vaste. La proposta dell’INU lanciata nel XXX Congresso “Governare la frammentazione” appena conclusosi, presuppone di costruire strumenti nuovi, assorbendo e aggiornando gli esistenti, in grado di rendere l’urbanistica socialmente utile e definisce l’accessibilità per tutti una delle questioni più urgenti da affrontare nella stagione della rigenerazione urbana priva di barriere materiali e immateriali”.
 
L’agenda emerge fitta di impegni e di lavoro su tanti punti. Segno che le barriere architettoniche, non sono “uno steccato” oltre il quale non si può guardare per parlare e progettare, negli ambiti e con gli ambiti più ampi, necessari e irrimandabili: la sostenibilità e la qualità della città.
 
Si ringrazia l’architetto Iginio Rossi.
 
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di Giuseppina Carella

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