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Rai, sottotitolato l'88% dei programmi. E arriva il disability manager

A viale Mazzini tavola rotonda “Nessuno escluso”, per fare il punto sull'accessibilità, a partire dal Contratto di servizio Rai 2018-2022. Foa: “Impegno che intendiamo onorare, con l'aiuto delle associazioni”. Salini: “Istituiremo disability manager, sul modello del Regno Unito e degli Stati Uniti, per ideare e monitorare qualità e accessibilità dei contenuti”

5 aprile 2019

ROMA - “Potenziare la fruibilità dell’offerta da parte delle persone con disabilità”: è uno degli obiettivi dichiarati nel Contratto di servizio Rai 2018-2022 (art. 2) e rilanciato l’altro giorno a viale Mazzini, durante il confronto “Nessuno escluso”, cui hanno preso parte rappresentanti dell'azienda e delle associazioni di tutela delle disabilità. Obiettivo: ragionare sull'accessibilità del servizio pubblico radiotelevisivo, sui risultati raggiunti e sui prossimi obiettivi, a partire naturalmente da quanto previsto dall'ultimo Contratto di servizio, che all'articolo 10 – “Offerta dedicata alle persone con disabilità” - prevede “l'adozione di idonee misure di tutela delle persone portatrici di disabilità sensoriali” e “una particolare attenzione alla promozione culturale per l’integrazione delle persone disabili e per il superamento dell’handicap”.
 
Da quanto emerso durante l'incontro, pare che molta strada sia stata fatta verso gli obiettivi fissati: “Nel 2018 abbiamo sottotitolato oltre 16 mila ore di programmi – ha riferito Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai -. Per quanto riguarda la sottotitolazione delle edizioni principali dei tg, ad oggi non sottotitolate, il Tg1 delle 13.30, il Tg3 delle 19 e il Tg2 delle 20.30, mi prendo l’obbligo di provvedere”. Inoltre, rispetto “all’audio descrizione, l’attività è stata avviata in fase sperimentale sui canali tematici e progressivamente estesa anche agli altri. Nel 2018 la Rai ha audiodescritto il 76% dei programmi di prima serata”.
 
Il presidente della Rai Marcello Foa, che con Salini ha voluto e promosso l'incontro, ha ricordato come “già l’88% della programmazione dalle sei a mezzanotte delle tre reti generaliste sia sottotitolata” e ha rammentato l’esistenza di “programmi dedicati a spettatori non udenti e non vedenti. Non è la perfezione – ha dichiarato – ma un impegno costante che intendiamo onorare. A tal fine ritengo fondamentale il confronto con le associazioni – ha aggiunto - che ci possono dare suggerimenti utilissimi”.
 
L'incontro è stato anche l'occasione per annunciare un'importante novità in materia di accessibilità del servizio pubblico: “L’istituzione del disability manager – ha detto Salini - sul modello del Regno Unito e degli Stati Uniti. Una figura, una struttura, nel nuovo assetto organizzativo della Rai, in grado di dialogare, di intervenire, monitorare e essere presente anche nell’ideazione, nella creazione e nella qualità del contenuto”.
 
Soddisfatto l'Ente nazionale sordi (Ens), dopo l'incontro a margine tra il presidente Petrucci e il presidente Rai Foa: “Abbiamo ribadito l'esigenza di migliorare la qualità della sottotitolazione dei programmi e di aumentare i programmi, telegiornali in primis, tradotti in Lingua dei segni italiana”, riferisce l'Ens, ricordando che “poche settimane fa, dopo una lunga attesa, il ministero dello Sviluppo Economico ha finalmente dato attuazione all’Articolo 23 del Contratto di Servizio e ha così istituito un tavolo di confronto permanente sulla Rai. Anche noi dell’Ens - insieme a Fand, Fish, Terre des Hommes, Consiglio Nazionale degli Utenti - facciamo parte di questo tavolo e nella prima riunione informale avevamo già avuto occasione di rinnovare le nostre richieste. Tra queste, la traduzione in Lis di almeno un’edizione integrale del telegiornale su Rai 1, Rai 2, Rai 3; il miglioramento della qualità dei sottotitoli, anche attraverso la redazione di linee guida per le società che effettuano il servizio; la sottotitolazione dei programmi su Rayplay; l’accessibilità e la produzione di programmi per bambini sordi su Rai yo yo. Continueremo a lavorare -conclude Ens - per rendere il servizio pubblico rediotelevisivo realmente accessibile e far rispettare così i diritti di cittadinanza di tutte le persone sorde”.

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