- Titolo:
- SOGGETTO NOMADE
- Autore:
- Braidotti R.
- Casa editrice:
- Donzelli
- Data di pubblicazione:
- 1995
Soggetto nomade è il resoconto di una esplorazione deterritorializzante, che costringe alla perdita di questa confidenza. Ma quello che l'autrice propone è anche un gioco, in senso wittgensteiniano, un gioco le cui regole si imparano "semplicemente" giocando, rischiando di scoprire il corpo come oggetto "nuovamente sconosciuto" nel contesto della modernità, dell'ipertecnologismo. È il gioco del "come se…", della trasformazione, dell'elusione del confine assegnato e castigante di ruoli predeterminati.
L'Occidente ha fortemente sessualizzato la propria identità e, attraverso l'identificazione di genere, si è giocata la partita per l'assegnazione di diritti di accesso alle risorse, all'esistenza, all'identità, al riconoscimento.
Una partita in cui le donne hanno troppo spesso interpretato il ruolo delle perdenti in quella consuetudine del pensiero occidentale a pensarsi e a dirsi attraverso l'assegnazione del primato alla sessualità, maschile, che cela più profonde dicotomie "oppositive" tra natura/cultura, mente/corpo, bianco/nero, sano/malato.
Le donne ed il loro corpo sono state omologate nell'incarnazione di una "differenza" che "(…) è stata ridotta a sinonimo di inferiorità come asserisce, a ragone, Simone de Beauvoir nel Secondo sesso".
Soggetto nomade è un viaggio attraverso la ricerca di un riposizionamento del corpo femminile e del corpo tout court. Ed è una critica costruttiva al femminismo, al post-modernismo, al sapere accademico di impronta maschile. Le donne, con i loro saperi non scritti eppure transculturali e transgenerazionali, sono viaggiatrici nomadi in costante trasformazione. Ed ora, sempre più consapevoli.




