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Lettere alla Redazione

Una favola sulle barriere architettoniche scritta da una bambina

la ruota di una sedia a ruote su una rampa in stradaROMA - "Una mattina incontrai uno straniero e feci amicizia, si chiamava Leo. Leo mi chiese se lo potevo accompagnare in giro per la città ed io gli risposi che andava bene. Durante la giornata vidi che Leo era un po´ triste ma, dentro di me, pensai che fosse solo nostalgia per il suo paese. Un giorno mi chiese perché i disabili qui da noi non girano molto. Gli risposi che non giravano molto perché non ci sono molti aiuti per loro, poi aggiunsi se era questo il motivo per cui era triste.

Leo rispose di sì e che nel suo paese c´erano rampe, pavimenti gommati, bagni per disabili e altre cose che servono a loro. Noi pensammo allora di scrivere una lettera al sindaco per chiedere il permesso di costruire le cose utili ai disabili. Dopo qualche giorno arrivò il permesso del sindaco e noi andammo subito a costruire scivoli, bagni e pavimenti gommati. Dopo mesi e mesi la nostra città diventò bella perché tutte le persone potevano stare in strada. Questa cosa di aiutare i disabili si diffuse in tutto il mondo. La terra fu chiamata "un mondo per tutti".
 
Daniela, classe V, scuola G.Rodari, Roma