La miniserie andrà in onda domenica 24 e lunedì 25 gennaio. Nel cast Massimo Ghini ed Elena Sofia Ricci. Il regista Luciano Mannuzzi: "L'idea è nata dai quotidiani annunci di morti sul lavoro"

ROMA -Il dramma degli infortuni sul lavoro in prima serata su Raiuno. Andrà in onda domenica 24 e lunedì 25 gennaio "Gli ultimi del paradiso", una fiction in due puntate per la regia di Luciano Mannuzzi, che insieme a Giancarlo De Cataldo e Monica Zappelli, firma soggetto e sceneggiatura. La storia è quella di Mario (Massimo Ghini), impiegato insieme a un gruppo di amici in una ditta di autotrasporti, di proprietà di Morelli (Francesco Salvi). La vita scorre con la solita routine di impegni continui e consegne difficili da rispettare, finché un giorno Vittorio, uno dei camionisti, mentre sta scaricando, rimane vittima di un incidente sul lavoro e finisce in coma. Inizia così la lunga battaglia legale dei colleghi con il datore di lavoro per veder riconosciuti i propri diritti.
"L'idea della fiction è nata dai quotidiani annunci di morti sul lavoro - spiega il regista -. Il cinema, la letteratura e la televisione trascurano molto i temi del lavoro o li trattano in maniera tangenziale e marginale. Per questo fare un film sui temi del lavoro ci è sembrato un bel modo per permettere alla Rai di tener viva la vocazione sociale e civile che ha in quanto servizio pubblico. In questo modo si consente inoltre agli spettatori di avvicinarsi a un tema così importante, che riguarda la vita di tutti". Protagonista della miniserie è Massimo Ghini che racconta di essere subito stato attratto dal copione. ''Lo sguardo di questa storia non è nella contrapposizione buoni-cattivi. Questo mi è piaciuto, così come lo scambio di ruoli fra prima e seconda parte che permette di fare un'analisi più approfondita degli incidenti sul lavoro che spesso accadono perché non si rispettano le regole e in questo c'è una corresponsabilità anche dei lavoratori- sottolinea l'attore. Ci vuole maggior responsabilità da entrambe le parti".
Nel cast, a interpretare Carmen, la moglie di Mario, c'è Elena Sofia Ricci, che si dice soddisfatta di essere tornata sullo schermo con un "ruolo impegnato". "Ho voluto esserci perché il film affronta temi importanti che vanno dalla sicurezza, alle morti bianche, alla difficoltà del mondo del lavoro in generale - spiega l'attrice -. Sono storie di vita che riguardano tutti e che quindi, come lavoratori, tutti abbiamo nel cuore". Un ruolo diverso dal solito è stato riservato anche a Francesco Salvi che veste i panni dell'imprenditore simpatico, ma spietato, Morelli. "Faccio il cattivo - dice Salvi -. Sono un capo che vittimizza i suoi lavoratori, ma allo stesso tempo è vittimizzato dal mercato, in una sorta di piramide in cui non si vedono colpevoli". A ospitare le vicende di Mario e i suoi colleghi la città di Trieste, scelta da Mannuzzi per il finale tragico delle morti in cisterna. Una scelta drammatica, ma quanto mai attuale. "Nel giorno in cui abbiamo girato questa scena sono morti tre uomini nello stesso modo in Sardegna - racconta il regista -. L'idea è quella di risvegliare la coscienza dei lavoratori. Dobbiamo riflettere su tutta questa fretta e disattenzione che mettiamo nel nostro agire quotidiano, che è una costante fissa nelle tragedie sul lavoro." (Eleonora Camilli)
(23 gennaio 2010)





