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"Mongoloide" al Grande Fratello: le scuse arrivano in diretta tv

Giungono dalle voce della conduttrice le scuse chieste nei giorni scorsi dall'Associazione italiana persone Down. Alessia Marcuzzi ai concorrenti della casa: "Dimostrate ignoranza e poco rispetto: ci scusiamo noi a nome vostro"

Alessia Marcuzzi in diretta

ROMA - "Dimostrate ignoranza e poco rispetto per chi è affetto dalla sindrome di Down: ci scusiamo noi a nome vostro". Scuse in diretta al Grande Fratello: a pronunciarle, con tanto di rimprovero verso i concorrenti, è la conduttrice Alessia Marcuzzi, che critica il continuo utilizzo della parola "mongoloide", usata in senso dispregiativo. Un termine comunemente riferito, in passato e non solo, alle persone con sindrome di down e che infatti, nei giorni scorsi, aveva causato la protesta dell'Associazione italiana persone down (Aipd), che aveva chiesto delle scuse a nome di tutte le persone offese. Ieri, durante la trasmissione, l'accenno rapido alla questione e le scuse indirizzate dalla conduttrice a nome dei concorrenti. Fino alla diretta televisiva, nessuna comunicazione era arrivata all'associazione da parte della rete (Canale 5) e della casa di produzione (Endemol).

Il frequente utilizzo del termine "mongoloide" - aveva fatto notare l'Aipd - fa male alle 49mila persone con la sindrome di Down e alle loro famiglie che vivono in Italia e che lottano ogni giorno per far capire che avere la sindrome di Down, essere "mongoloide", non vuol dire essere sciocchi e incapaci e quindi degni solo di disprezzo". "Avere la sindrome di Down - continuava - vuol dire avere un ritardo mentale, ma essere comunque persone, persone che vanno a scuola, che si sforzano di acquisire una certa autonomia, che qualche volta lavorano, che ridono, che piangono, che hanno dei sentimenti, che sanno dare e ricevere". "Da tempo - faceva notare l'associazione - lavoriamo per abbandonare il termine "mongoloide", proprio perché troppo spesso usato in senso dispregiativo, ma quello che davvero vogliamo non è solo abbandonare la parola, ma abbandonare l'idea che si possa disprezzare una persona: chi fa televisione sa che molte persone lo vedranno e lo ascolteranno, deve sapere di avere delle responsabilità, di fare, a volte suo malgrado, cultura: e se domani due bambini giocando davanti alla scuola si scherniranno chiamandosi "mongoloide", deve sapere che ha contribuito a rinforzare questo comportamento anziché ridurlo". "Le scuse - concludeva l'associazione - non servono a cancellare l'offesa, ma aiutano a rimettere al centro le persone: per queste ragioni l'Aipd - concludeva la lettera - chiede alla trasmissione Grande Fratello di chiedere scusa a questa, forse piccola parte di italiani, ma non per ciò meno degna di rispetto". Scuse che, in diretta televisiva, alla fine sono arrivate.

(26 gennaio 2010)

Al Grande Fratello va di moda il "mongoloide". L'Aipd: "Episodi che fanno male"

l'occhio simbolo del grande fratelloL'associazione italiana persone down evidenzia l'offesa arrecata alle 50 mila persone con sindrome di down che vivono in Italia: "Lottiamo da tempo perché scompaia quel termine dispregiativo: chiediamo delle scuse. Chi va in tv fa cultura e ha una grande responsabilità"