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Ridere della disabilità: in Inghilterra si accende il dibattito

Dure le reazioni allo sketch del comico Frankie Boyle: nel suo ultimo spettacolo un lungo monologo sulle persone Down. Protesta una mamma, seduta in prima fila: "Comicità povera e di basso livello". Parla Victoria Wright, attrice di Cast Offs. "La gente continuerà a ridere?"

il sorriso di Victoria Wright

ROMA - "Un bel gioco dura poco": quello di Frankie Boyle forse è durato troppo. E ha sollevato un gran polverone sulla stampa internazionale, a partire dal "Guardian", che per primo ha riportato la notizia e che ancora oggi ci torna su.

In breve, i fatti: durante lo spettacolo d'apertura del suo tour "I would happily punch every one of you in the face" (che tradotto in italiano suona più o meno così: sarei lieto di tirare a tutti voi un bel pugno in faccia), il graffiante comico inglese Boyle, famoso per il suo programma "Mock the week", trasmesso da Bbc2, si lancia in una lunga parodia che ha come bersaglio le persone con sindrome di Down: i loro gesti, le loro acconciature, il loro modo di parlare, l'età dei loro genitori... Il pubblico sembra divertito. Ma seduta in prima fila c'è una donna che non ride affatto, anzi è visibilmente in imbarazzo. "Ero sconvolta", racconterà poi sul suo blog Sharon Smith, mamma di una bimba di cinque anni affetta da sindrome di down. E proprio il suo blog innesca la miccia che fa esplodere il dibattito, con le sue critiche all'umorismo "infantile", "povero" e "di basso livello", fatto di "stereotipi" che non corrispondono a verità.

Non è la prima volta che la disabilità diventa bersaglio dei comici e delle loro performances. E lo sa bene Victoria Wright, attrice di "Cast Offs", la serie televisiva messa in onda lo scorso novembre da Channel Four, i cui protagonisti sono tutti disabili. Victoria, affetta da cherubismo, interpretava la parte di April e ha provato sulla propria pelle cosa significa sentire su di sé l'ironia, o peggio il disgusto del pubblico. Racconta al quotidiano britannico: "Sulla pagina di Facebook dedicata alla trasmissione, un uomo ha scritto: "April è così dannatamente brutta, che mi provoca gli incubi". Ho risposto: "Boo!", ma purtroppo entrambi i messaggi sono stati rimossi prima che io potessi suggerirgli rimedi per il sonno".

Victoria, si capisce, è una che sa stare al gioco. "Definirei il mio senso dell'umorismo dark e liberale. La gag di Jimmy Carry sui soldati e la squadra paralimpica mi ha fatto ridacchiare", confessa, riferendosi alla battuta del comico durante un suo tour, nell'ottobre scorso ("Dite quello che volete di quei militari amputati in Iraq e in Afghanistan, ma avremo una bella squadra paralimpica nel 2012"). "Non urtò la mia sensibilità - ammette la Wright - ma urtò quella di altre persone".

In altre parole, "l'umorismo è soggettivo", afferma la Wright, che invece restò molto ferita dalla gang radiofonica di Ricky Gervais, Stephen Merchant e Karl Pilkington. "Cinque anni fa, dopo che comparii in un documentario della Bbc, scherzarono sulla deformità della mia faccia. Pilkington mi chiamò "la donna col testone. Nella trasmissione successiva, Merchant disse che era straordinario che io no lo avessi denunciato: ero chiaramente una persona superiore a Pilkington, ‘almeno come testa'. C'erano anche battute sui nani, e su come è difficile ricordarsi che le persone con deformità facciali sono esseri umani, visto che non lo sembrano. Roba divertente, eh?".

Queste battute ancora "mi fanno male", riferisce la Wright, che quindi ben comprende le ragioni della mamma che si è ribellata di fronte alla gang di Boyle. "La domanda è: la gente continuerà a ridere?". (Chiara Ludovisi)

(14 aprile 2010)