Presentato ieri in data unica al Teatro Nuovo Colosseo di Roma lo spettacolo "Salto nel buio": dodici attori non vedenti, Gerry Longo del Grande Fratello e la ballerina Simona Atzori fanno il pieno di applausi. Tiziana Sensi, regista: "Nessuno ha insegnato niente qui"

ROMA - Sono già le 21. Lo spettacolo ha inizio, sebbene il teatro sia pieno già da un'ora. Sold out, dovrebbe scrivere qualcuno sulle porte di accesso. Nessuno lo fa. Vengono aggiunti posti in platea e non a torto. Il "Salto nel buio" di Tiziana Sensi e Gerry Longo, presentato ieri sera in data unica al Teatro Nuovo Colosseo di Roma, ha convinto tutti. Uno spettacolo frizzante, divertente, romantico che alterna atmosfere commoventi a momenti di ‘ride', come recita Barbara Russo, attrice trasformista che tiene in piedi l'aspetto comico della pièce: l'ironia che si mescola alla riflessione.
Lasciati liberi di creare il loro copione, Gerry e gli altri attori, molti non vedenti come lui, si sono messi in gioco in uno spazio scenico diviso a metà tra la vita reale e il teatro, raccontando microstorie accomunate dal tema della disabilità, visiva e non solo. Ed è stato facile per il pubblico immedesimarsi, perché, recita Carlo il più anziano del gruppo, "la diversità ci appartiene". "Come le opere di uno stesso autore, in fondo ci somigliamo tutti", è la frase che allegri personaggi riportano in sogno a Gerry Longo sulla scena. Tanti i momenti di condivisione e di scambio tra attori e pubblico: tra questi, la quotidianità dei suoni di tutti i giorni. Sul palco, il pubblico ha riconosciuto nel buio più totale i suoni, i rumori, i toni della vita quotidiana: dalla sveglia mattutina al traffico, ma anche il tagliare pane di un coltello.
"Nessuno ha insegnato niente qui" ha affermato Tiziana Sensi, regista dello spettacolo. "Ho solo stimolato a fare, a creare. In realtà, abbiamo dentro tutto". A lei va il merito, secondo gli organizzatori dell'evento, "di aver fatto nascere tre anni fa, assieme a Gerry, un progetto di laboratorio teatrale che unisce le esperienze di entrambi sulla disabilità: la sua attenzione ai particolari, le cure quasi materne per gli attori, rivelano un percorso fatto di contatto fisico, di mani sul viso per studiarne un'espressione e voci dal suono flautato e dalla dizione curata".
Prezioso, infine, l'intervento di Simona Atzori: "il suo sorriso mentre muove sul palcoscenico un corpo senza ali" riportano dal teatro i protagonisti "rende possibile dimenticare la diversità una volta per tutte". L'incasso della serata è stato interamente devoluto alla TeArca Onlus.
(15 dicembre 2009)




