Tra novembre e dicembre i circoli Arci di oltre 20 città della penisola si trasformeranno in piccole sale cinematografiche per ospitare 100 proiezioni. Iniziativa lanciata dall'Unione Circoli Cinematografici Arci

ROMA - Tra novembre e dicembre i circoli Arci di oltre 20 città della penisola si trasformeranno in piccole sale cinematografiche per ospitare 100 proiezioni di documentari d'autore sull'attualità italiana. E' l'iniziativa lanciata oggi dall'Ucca (Unione Circoli Cinematografici Arci), per offrire ai giovani, in particolare quelli della provincia profonda, un punto di vista sulla realtà che li circonda, diverso da quello televisivo. "L'obiettivo è quello di dare visibilità ad un paese reale, spesso poco o male raccontato e di sostenere la circuitazione del documentario come cinema del reale, generalmente trascurato dalla distribuzione commerciale", ha spiegato alla conferenza di presentazione Greta Barbolini, presidente dell'Arci - Ucca, che è una delle sette associazioni cinematografiche italiane finanziate dal ministero della Cultura. Presente anche Mario Sesti, direttore della sezione Extra di Roma Film Festival, che ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa in quanto promotrice di "un utenza alternativa" perché "nonostante i documentari oggi vivano una stagione luminosa di particolare visibilità" c'è ancora "una refrattarietà nel promuoverli nei tradizionali circuiti del cinema". Sesti ha poi evidenziato come i documentari di oggi possano più correttamente essere chiamati "cinema del reale" in quanto: "se il pubblico tradizionale mostra un rinnovato interesse verso il documentario, questo sempre più utilizza effetti e tecniche tipiche del cinema mainstream".
"Tanti circoli Arci oggi, grazie a tecnologia digitale, possono offrire cinema coniugando la missione culturale ad un lavoro sociale /politico", ha proseguito la Barbolini, precisando che l'Ucca ha scelto di sostenere molti film che parlano d'immigrazione, come tema di grande attualità, spesso trattato superficialmente dalla cronaca e senza profondità emotiva dalle inchieste televisive. Per esempio, il docu-film che aprirà la rassegna "Io, la mia famiglia rom e Woody Allen", vicitore del premio Ucca al Dellaria film festival, narra la questione Rom, "con il punto di vista di una ragazza nomade di seconda generazione che rifugge dallo stereotipo, ma anche dal buonismo", aggiunge Barbolini. Il punto di vista dei protagonisti della storia è stato usato anche in "Thyssenkroup Blues", come ha raccontato la regista Monica Repetto che ha affidato a un giovane operaio miracolosamente sfuggito all'esplosione della fabbrica, molte delle riprese. Il noto regista Citto Maselli, autore del film selezionato per la rassegna "Civico 0" ha definito le caratteristiche che distinguono i film del reale dall'inchiesta televisiva: "Il documentario - ha detto - esprime il sentimento profondo che la realtà provoca, spesso senza montare interviste e con sequenze di sola musica". L'utilità di questa capacità di coinvolgimento emotivo risulta nello "stimolare il dibattito". L'importanza di "educare il pubblico", quando "anche dalla Rai vengono trasmessi pochissimi documentari" è stata sottolineata dalla responsabile del circolo Arci di Ponticelli, che conta circa un migliaio di soci. In ognuno dei circoli scelti, vi saranno almeno quattro proiezioni. Il programma completo si trova su: http://www.ucca.it/. (Ludovica Jona)
(4 novembre 2009)




