Colmando una lacuna nel diritto internazionale, tutela i diritti dei 650 milioni di persone e rappresenta il primo grande trattato sui diritti umani del 21mo secolo. Prevista il 30 marzo la ratifica dei 192 stati membri. Entrerà in vigore quando almeno 20 di essi l´avranno sottoscritta
NEW YORK - Una Convenzione per proteggere i diritti dei circa 650 milioni di persone con disabilità. Il documento approda oggi, 13 dicembre 2006, all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Se adottata, sarà il primo grande trattato sui diritti umani del ventunesimo secolo. La Convenzione sarà poi aperta per ratifica e attuazione ai 192 Stati membri dell'Onu il 30 marzo, ed entrerà in vigore quando sarà ratificata da 20 paesi. Il testo è a http://www.un.org/esa/socdev/enable/ Quattro anni di trattative. Dopo quattro anni di negoziati in un comitato dell'Assemblea Generale, gli Stati membri hanno concluso un accordo sul testo il 25 agosto. Il Segretario Generale dell'Onu Kofi Annan ha salutato la Convenzione come "una storica realizzazione per i 650 milioni di persone con disabilità in tutto il
mondo."
Non più ai margini. I difensori dei diritti umani sperano che la Convenzione assicuri finalmente che non sia più permesso ai paesi di relegare le persone con disabilità ai margini della società. I governi che ratificano il trattato saranno obbligati a trattare le persone con disabilità come soggetti di legge con diritti ben definiti.
Colma una lacuna nel diritto internazionale. La Convenzione, con i suoi 50 articoli, elabora in dettaglio i diritti delle persone con disabilità. Si occupa, tra l'altro, di diritti civili e politici, accessibilità, partecipazione, diritto all'educazione, alla salute, al lavoro e alla protezione sociale. E soprattutto, la Convenzione riconosce che un cambiamento di atteggiamento nella società è indispensabile per consentire alle persone con disabilità di raggiungere la piena eguaglianza.
Andare oltre le discriminazioni. Secondo i sostenitori della nuova Convenzione, anche se le persone con disabilità in principio godono degli stessi diritti di tutti, in pratica esse incontrano discriminazioni in tutti gli aspetti della vita quotidiana, fra cui il lavoro, l'educazione, la salute e l'esercizio dei loro diritti. Eppure esse contribuiscono alla società in un'infinità di modi, e contribuirebbero ancora di più se fossero pienamente integrate nella comunità.
Il contributo delle organizzazioni per arrivare al testo definitivo. I difensori dei disabili in tutto il mondo sono stati essenziali nel redigere la Convenzione, come membri di delegazioni nazionali, organismi di diritti umani e organizzazioni di persone con disabilità.
I doveri dei Paesi ratificanti. Mentre la Convenzione non richiede ai Paesi di attuare misure al di là delle loro capacità economiche, essa richiede ai Paesi di lavorare progressivamente verso misure che consentano alle persone con disabilità un migliore accesso ai trasporti, all'educazione, al lavoro, al tempo libero. I Paesi che ratificano il trattato si impegnano ad approvare leggi e misure per migliorare i diritti dei disabili, e ad abolire leggi, costumi e pratiche discriminatorie. Oggi solo 45 Paesi hanno leggi specifiche per le persone con disabilità.
Insieme alla Convenzione, l'Assemblea Generale adotterà un Protocollo Facoltativo sulle Comunicazioni che consentirà a individui e gruppi di fare appello al Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità, una volta che tutte le possibilità di ricorso alle autorità nazionali siano esaurite. Questo Comitato di esperti indipendenti, che sarà creato quando la Convenzione entrerà in vigore, riceverà rapporti periodici dagli Stati che hanno aderito alla Convenzione sul modo in cui essi hanno ottemperato agli obblighi che derivano dal trattato.
Ulteriori informazioni sono a http://www.un.org/esa/socdev/enable o http://www.un.org/disabilities/convention
(13 dicembre 2006)






