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Un europeo su sei ha subito discriminazioni

Lo rivela un sondaggio d'opinione pubblicato ieri dalla Commissione europea: una persona su sei in Europa dichiara di essere stata vittima di discriminazioni lo scorso anno. Il 64% degli Europei è poi preoccupato del fatto che la crisi economica incrementerà questa tendenza. Aumenta la discriminazione percepita in base all'età e alla disabilità

persone passeggiano per strada

ROMA - Il 16% dei cittadini europei sostiene di aver subito discriminazioni. E' il dato che emerge da un sondaggio d'opinione pubblicato ieri dalla Commissione europea, secondo cui una persona su sei in Europa dichiara di essere stata vittima di discriminazioni lo scorso anno. Il 64% dei cittadini europei è inoltre preoccupato perchè la recessione contribuirà a maggiori discriminazioni dovute all'età sul mercato del lavoro. I risultati dell'Eurobarometro precedono il vertice europeo di quest'anno sull'uguaglianza in programma a Stoccolma lunedì e martedì prossimi. Per la prima volta un'indagine di questo tipo ha riguardato anche i tre paesi candidati all'ingresso nell'Unione Europea: Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Turchia. Le indagini precedenti erano state effettuate nel 2006 e nel 2008.

"La discriminazione è un problema in tutta Europa e il modo in cui la gente lo percepisce è sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno- ha commentato Vladimir Spidla, commissario per le Pari opportunità- Un aspetto preoccupante è la percezione che, a causa della recessione, la discriminazione dovuta all'età stia aumentando. Questi risultati dimostrano che nonostante innegabili progressi, c'e' ancora parecchio da fare nel campo dell'educazione ai diritti sulla parità di trattamento, soprattutto a livello nazionale, e affinchè parità non sia solo una parola vuota, ma una realtà".

La discriminazione come esperienza personale da parte di chi ha partecipato al sondaggio non e' sostanzialmente cambiata: anche nell'indagine effettuata l'anno scorso, l'età era la ragione più diffusa (6% dei dichiaranti). Complessivamente, nel 2009 il 16% dei cittadini europei riferisce di aver subito discriminazioni (di razza, religione, età, disabilità od orientamento sessuale), stesso dato del 2008.

Si assiste però a un forte aumento della discriminazione percepita in base all'età e alla disabilità. Il 58% dei cittadini europei ritiene che nel proprio paese la discriminazione in base all'età sia molto estesa (rispetto al 42% nel 2008); il 53% denuncia la discriminazione dovuta a disabilità (rispetto al 45% nel 2008). Emerge anche una chiara correlazione con l'attuale situazione economica: il 64% degli interrogati prevede che la recessione dia luogo sul mercato di lavoro a una più pronunciata discriminazione a cause dell'età. Ciò è forse un riflesso dell'aumento della disoccupazione giovanile in molti paesi della Ue, in seguito alla recessione, oltre che della crescente consapevolezza di queste forme di discriminazione.

In genere, un cittadino europeo su tre si dichiara consapevole dei propri diritti se divenisse vittima di discriminazioni o molestie. Ma tale proporzione nasconde forti differenze tra i vari paesi. La consapevolezza e' aumentata, dopo l'ultima indagine del 2008 nel Regno Unito (+8 punti), in Francia (+7), in Irlanda e Svezia (ciascuna, +6) ma e' diminuita in Polonia (-12) e in Portogallo (-11).

Rispetto alla necessità di denunciare casi di discriminazione, la maggior parte dei cittadini contatterebbe innanzitutto la polizia (55%), mentre il 35% contatterebbe il competente organismo a favore della parità e il 27% un sindacato. La fiducia nei diversi organismi che trattano questioni legate alle discriminazioni varia fortemente da un paese all'altro. Ma dalla relazione emerge anche un dato incoraggiante: l'attività sociale, l'istruzione e la sensibilizzazione, oltre alle attività politiche in materia, contribuiscono senza dubbio a una più ampia accettazione delle diversità.

(10 novembre 2009)