L'indennità mensile di frequenza era stata introdotta con la Legge 118/71, a seguito della quale si ritenne che fosse cumulabile con l'indennità di accompagnamento.
Proprio per evitare tale errore d'interpretazione, l'indennità di frequenza venne abolita con la Legge 508/88, ma in questo modo gli invalidi minorenni potevano conseguire solo l'indennità di accompagnamento, ovviamente se in presenza dei relativi requisiti di invalidità.
Tale effetto fuorviante, venne modificato: con Sentenza della Corte Costituzionale del 18/03/1992, n. 106, venne dichiarata parzialmente illegittima la norma abrogativa.
A seguito di tale pronuncia, venne emanata la Legge 289/90 che ha istituito l'indennità mensile di frequenza, disciplinando tale provvidenza in modo sicuramente più chiaro e puntuale che in passato, stabilendo esplicitamente che l'indennità non è concessa ai minori che beneficiano:
- dell'indennità di accompagnamento
- della indennità di comunicazione in favore dei sordi prelinguali" (dell'art. 3, L.289/90).
- nonché ai minori che beneficiano della speciale indennità in favore dei ciechi civili parziali
Resta sempre salva la facoltà dell'interessato di optare per il trattamento più favorevole. Altrimenti verrebbero a sovrapporsi delle provvidenze che rispondono sostanzialmente alla medesima finalità: quella di far fronte alla spesa derivante dalla necessità dell'accompagnatore.
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RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 21 novembre 1988, n. 508: Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti (G.U. del 25.11.1988, n. 277)
- Legge 11 ottobre 1990, n. 289: Modifica alla disciplina delle indennità di accompagnamento di cui alla Legge 21.11.1988, n. 508, recante norma integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili ed ai sordomuti e istituzione di una indennità di frequenza per i minori invalidi. (Pubblicata in G.U. 17 ottobre 1990, n. 243)
- Sentenza Corte Costituzionale 18 marzo 1992, n. 106.




