Dopo le prime aperture dei giorni scorsi, anche i vertici del gruppo Pdl al Senato assicurano che l'innalzamento dal 74 all'85% della percentuale per ottenere la pensione "sarà modificato". Si studia un testo alternativo per trovare altrove i "risparmi" attesi dal governo. Il testo del decreto legge dovrà essere convertito entro il 30 luglio

ROMA - L'innalzamento dal 74 all'85% della soglia di invalidità necessaria per la pensione potrebbe avere i giorni contati: la misura, prevista dalla manovra emanata dal governo, potrebbe infatti non superare l'esame del Parlamento, a cui spetta il compito di convertire il decreto legge varato dall'esecutivo. La volontà di votare emendamenti al testo, per cancellare quella che viene vista dalle associazioni delle persone disabili come una misura che colpisce esclusivamente i veri invalidi senza portare alcun beneficio nella lotta ai falsi invalidi, si diffonde sempre più fra deputati e senatori. E se non stupiscono le posizioni dei partiti di opposizione, a far capire che davvero la norma potrebbe saltare sono le parole del capogruppo e del vicecapogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello.
L'innalzamento dal 74 all'85%, dice Gasparri in una breve dichiarazione riportata dal quotidiano "Avvenire", "sarà senz'altro modificato": in questo senso "c'è già una sensibilità del governo" che varando la manovra non era mosso da alcun "accanimento" nei confronti delle persone invalide; il tutto fermo restando che "sarà intensificata la lotta ai falsi invalidi". Gasparri non lascia margini di dubbio sul fatto che il punto tanto inviso alle associazioni delle persone disabili salterà: "Posso dirlo con certezza", scandisce. A confermarlo è anche il vice Quagliarello, che riferisce di contatti fra parlamentari ed esecutivo che hanno portato già ad una serie di ipotetiche modifiche che saranno analizzate nei prossimi giorni. Non prima, però, della prossima settimana. L'unico vincolo da rispettare è quello della "parità del saldo": i conti alla fine dovranno comunque quadrare. Il problema dunque è capire dove cercare i risparmi attualmente previsti dall'innalzamento della percentuale di invalidità. Che il contenuto della manovra fosse passibile di modifiche lo aveva già riferito in precedenza il deputato Pdl Carmelo Porcu. Egli stesso persona con disabilità, Porcu aveva definito l'innalzamento della percentuale per ottenere l'assegno mensile "un'iniziativa superficiale che crea ingiustizie e contraddizioni e alla quale il Parlamento dovrà mettere riparo". E in effetti ora si lavora in questo senso.
Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, dovrà essere convertito in legge dal Parlamento - con le eventuali modifiche apportate - entro il 30 luglio prossimo. Il testo è stato assegnato alla commissione Bilancio ma pareri sul testo sono attesi da tutte le commissioni: dalla Affari costituzionali alla Giustizia, passando per Affari esteri, Difesa, Finanze, Pubblica Istruzione, Lavori pubblici, Agricoltura, Industria, Lavoro, Sanità, Ambiente, Unione europea, Questioni regionali, ognuna - evidentemente - per il proprio ambito di competenza. (ska)
(15 giugno 2010)








