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Nuovo Isee, Poletti: "Ci adeguiamo alla sentenza". Ma nessun risarcimento alle famiglie

Il ministro del Lavoro assicura che dopo la decisione del Consiglio di Stato sarà modificato il regolamento sull'Isee per allinearsi a ciò che la sentenza richiede. Esclusi risarcimenti. L'avvocato che ha seguito il ricorso però attacca: "Chi ha subito un danno patrimoniale deve essere risarcito, chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità"

ROMA - Il giorno dopo, il ministro Poletti assicura che il regolamento del nuovo Isee, ormai in vigore da oltre un anno e parzialmente bocciato in via definitiva dal Consiglio di Stato con la sentenza resa nota ieri, sarà modificato per allinearsi al dettato richiesto. Le provvidenze economiche per le persone disabili non faranno più parte del reddito considerato ai fini Isee. La modifica dovrebbe avere tempi relativamente brevi, anche se poi dovrà essere modificato il software dell'Inps che calcola materialmente l'Isee e le nuove istruzioni dovranno essere diffuse su tutto il territorio nazionale.

"La sentenza di ieri - dice il ministro Poletti - ci chiede di modificare un regolamento. Cosa che faremo. La legge c'è, è stata fatta dal Parlamento, noi l'abbiamo assunta e abbiamo fatto la cosa giusta perché il nuovo Isee è molto più efficace. Su un punto specifico c'è stata una sentenza, noi ne prendiamo atto e ci allineiamo su quello che la sentenza ci chiede". Dunque, a quello e solo a quello, con un riferimento esplicito al fatto che "non sono previsti risarcimenti". 

Una eventualità che chi ha vinto il ricorso sta prendendo invece in considerazione. Come l'avvocato Federico Sorrentino, che oggi si dice "molto soddisfatto della sentenza, l'ennesima prova dell'arroganza e la prepotenza del governo". Interpellato all'indomani del pronunciamento del Tar, Sorrentino rammenta infatti che "la sentenza del Tar era immediatamente esecutiva, quindi il nuovo Isee, nella parte oggetto di ricorso, non andava applicato. Avevo anche diffidato Inps e Consiglio dei ministri dal farlo, ma nonostante questo hanno ignorato la sentenza del Tar e la negazione della sospensiva. Confidavano, evidentemente, nel Consiglio di Stato: ora, chi ha subito un danno patrimoniale deve essere risarcito, ovviamente dopo che questo sia stato quantificato e collegato all'applicazione del nuovo Isee. Chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità".

E sono ben determinate ad andare fino in fondo, le famiglie promotrici del ricorso, decise ad ottenere ciò che spetta loro. Maria Simona Bellini, del Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi, è sconcertata dalla dichiarazione del ministro Poletti: "Dire se ci spetti o meno il risarcimento non tocca a Poletti ma alla legge - afferma - Invece il governo continua a mostrarsi arrogante, non contento della sconfitta subita. Noi siamo certi di essere dalla parte della ragione: c'è stato un accanimento da parte del governo, che poteva applicare la sentenza del Tar in attesa di quella del Consiglio di Stato. Ha scelto di non farlo, procurando danni in alcuni casi molto consistenti: parliamo, in alcuni casi, di migliaia di euro". Quale indicazione va data quindi alle famiglie? "Qualora fossero state fortemente danneggiate, chiedano il risarcimento del danno: prima in via informale, poi eventualmente per via legale. Noi, come coordinamento, saremo al loro fianco, perché ottengano ciò che è loro dovuto". (cl)

(1 marzo 2016)

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